La catena è un componente della trasmissione che, sbagliando, viene spesso trascurato.
Sulla bici non ha l’impatto estetico di comandi o guarnitura e in termini di peso non gioca un ruolo determinante.




In realtà, però, è una parte meccanica estremamente importate, poiché ha il compito di trasmettere ai pignoni della ruota posteriore la potenza espressa dal ciclista sui pedali e, dunque, deve sopportare sollecitazioni elevatissime.
Soprattutto da quando è aumentato il numero di rapporti a disposizione e, di conseguenza, si sono ridotti gli spessori.

Basti pensare che l’attuale catena Campagnolo a 12 velocità, per fare un esempio, ha una larghezza di 5,2 mm.
A causa degli spessori sempre più ridotti e degli elevatissimi stress a cui è sottoposta, la catena è il componente della bici da corsa soggetto a maggiore usura.

quando cambiare la catena della bici

Una catena usurata provoca dispersione di potenza, una cambiata più rumorosa e meno precisa, ma soprattutto un consumo precoce dei denti della cassetta posteriore e delle corone della guarnitura.
Ecco perché sapere quando cambiare la catena della bici è così importante.

Il costo medio di una catena va dai 25 ai 60 euro (in base al marchio e alla qualità), quindi di molto inferiore rispetto alla centinaia di euro necessari per acquistare cassette e, soprattutto, corone.

Controllare con regolarità lo stato di usura della catena e sostituirla al momento giusto permette di risparmiare soldi e garantisce una funzionalità ottimale della trasmissione.

Quando cambiare la catena, dunque?
Purtroppo non è possibile fornire un chilometraggio preciso.
Nessuno dei principali produttori ci dà questa informazione, poiché l’usura è influenzata da vari fattori, come le condizioni di utilizzo, la tipologia del ciclista, la manutenzione.

Il modo migliore per valutare lo stato di usura della catena è controllarla (o farla controllare dal proprio meccanico) con gli appositi strumenti che ne misurano l’allungamento e la distanza tra le maglie (foto in basso).

Quando cambiare la catena della bici

Tanto più si va avanti con i chilometri, tanto più frequentemente va effettuata questa operazione.
Pur non avendo riferimenti chilometrici oggettivi, Shimano ci ha fornito un interessante dato che deriva dall’esperienza maturata con i professionisti e che indica in 3.500 chilometri il rendimento medio di una catena Dura Ace.
Ma attenzione, si parla di rendimento medio risultante da un’analisi che vede coinvolti professionisti, che hanno frequenza di utilizzo giornaliera della bici e che applicano notevole energia al gesto atletico.

A livello amatoriale, in base alla nostra esperienza, è ipotizzabile sfruttarla per qualche migliaio di chilometri in più, fermo restando che dopo i 3.500 chilometri è necessario controllarne l’usura con maggiore regolarità.
Senza dimenticare che le catene dei gruppi giù pregiati sono più leggere ma, di solito, soggette a maggiore usura.

Compresa l’importanza di sostituire la catena al momento giusto, vediamo quali sono le accortezze da attuare per allungarne la vita, anche di parecchi chilometri:

1- Mantenerla pulita
Lo sporco è il principale nemico della catena e ne limita la longevità.
Una catena nera di morchia raccoglierà con più facilità sabbia, terra e ogni tipo di impurità, che si comportano come una carta abrasiva e consumano più velocemente la trasmissione.

quando cambiare la catena della bici

Non esiste un intervallo di tempo ideale per procedere al lavaggio, dipende dalle condizioni di pedalata e da quelle atmosferiche.
In ogni caso, programmate una pulizia accurata quando la catena diventa nera e “appiccicosa” oppure avete pedalato con la pioggia.
In questo articolo abbiamo parlato di come effettuare correttamente la pulizia della bici.

2- Lubricarla con regolarità
Una catena poco lubrificata genera maggiori attriti, dunque è più rumorosa e si consuma più velocemente.
Non c’è bisogno di utilizzare una grande quantità di olio.
Sono sufficienti poche gocce da applicare dopo ogni lavaggio (non tutte le volte che si esce in bici).

Evitate grasso ed olii generici; scegliete esclusivamente lubrificanti specifici e di qualità.
Utilizzare una quantità d’olio eccessiva comporta solo il rischio che questo possa finire sui dischi o sulle piste frenanti del cerchio.
Ricordate che applicare olio su una catena sporca e nera di morchia non serve a nulla, anzi peggiora ulteriormente le cose limitando la scorrevolezza.

3- Utilizzare i ricambi corretti
I produttori di gruppi raccomandano di utilizzare ricambi originali per garantire maggiore longevità e un miglior funzionamento.
A onor del vero, però, in commercio esistono catene after-market di comprovata qualità.

L’importate è scegliere una catena compatibile con il proprio gruppo e, soprattuto, con il numero di pignoni della trasmissione.
Evitate di utilizzare catena a 10 velocità su gruppi a 11 o 12 rapporti, e viceversa.
Sembra banale, ma è un errore piuttosto diffuso.

quando cambiare la catena della bici

4- Evitare incroci estremi
Le attuali catene in commercio lavorano bene anche con incroci estremi, ma da un punto di vista meccanico questo, inevitabilmente, genera maggiori attriti che si ripercuotono negativamente sulla longevità della catena.

Evitate di usare incroci “estremi” come il 52-50×23-25-28, oppure il 39-36×11-12-13.
Una catena che lavora più in asse dura di più e garantisce anche maggiore scorrevolezza.

quando cambiare la catena della bici

5- Non cambiare sotto sforzo
I gruppi moderni hanno raggiunto una qualità tale da essere in grado di cambiare praticamente in ogni condizione, anche quando la catena è fortemente in tiro.
Ciò, però, non significa che cambiare sotto sforzo sia il comportamento corretto.

In gara o in una Granfondo non si va molto per il sottile, ma in allenamento cercate di avere cura della vostra trasmissione ed evitate cambiate sotto sforzo.
Ogni cambiata al limite genera un grosso stress a cambio, deragliatore e catena, accorciandone la vita.

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