
TEST - Cannondale CAAD14, un tuffo al cuore per gli amanti del marchio americano
Nicola Checcarelli

TEST - Cannondale CAAD14, un tuffo al cuore per gli amanti del marchio americano
Nicola Checcarelli
La Cannondale CAAD14 è stata lanciata a inizio marzo e ha suscitato curiosità e dibattito.
Cannondale, infatti, è uno dei pochi marchi che continua a proporre sul mercato bici d’alluminio d’alta gamma, con un kit frame che costa poco meno di uno in carbonio di buon qualità (non top).

Rispetto al CAAD13 lo stacco è netto.
Da un lato troviamo soluzioni tecniche ed estetiche decisamente più accattivanti e moderne (a partire dal passaggio cavi integrato).
Dall’altro si nota una sorta di “ritorno al passato”: niente sloping, niente foderi del carro ribassati, ma forme che ricordano più da vicino la linea dei modelli CAAD che hanno fatto la storia tra la fine degli anni ’90 e l’inizio dei 2000 ai tempi di Mario Cipollini e del "treno rosso" Saeco.
Nelle scorse settimane abbiamo avuto la possibilità di provare la nuova Cannondale CAAD14 1, cioè la versione più particolare e pregiata. A seguire trovate considerazioni e impressioni in sella.
Se preferite il video alla lettura, qui sotto abbiamo racchiuso tutto in meno di 3 minuti.
1 – Dettagli tecnici
- Geometrie
Le geometrie della nuova Cannondale CAAD14 si ispirano a quelle delle SuperSix EVO per quanto riguarda reach e stack, mentre sono meno estreme in fatto di angoli e carro posteriore, probabilmente per smussare la “durezza” dell’alluminio.
In taglia 56 il reach è di 39,2 cm, lo stack è di 56, con un rapporto stack to reach di 1,428.

L’angolo sterzo è di 73°, mentre quello del piantone è piuttosto sdraiato per gli standard attuali: 72,9° (quello della SuperSix a parità di misura è di 73,5°).
Il carro posteriore misura 41,5 cm in tutte le taglie, cioè 0,5 cm in più rispetto a quello della SuperSix EVO.
La nuova Cannondale CAAD14 è proposta in 6 taglie e qui sotto trovate la tabella nel dettaglio:


- Assetto in sella
Sono alto 183 cm, pedalo a 77,5 cm e, come per tutti i test Cannondale, ho utilizzato una taglia 56.
Uno degli aspetti che mi ha sempre entusiasmato dei telai Cannondale (vi assicuro che negli anni ne ho avuti tanti) è il feeling che trasmettono sin dalla prima uscita e anche questa CAAD14 non fa eccezione. Sali, fai qualche chilometro e ti sembra la tua bici da una vita…

- Cura costruttiva
Il design della nuova Cannondale CAAD14, come già anticipato, richiama quello dei modelli dei primi anni 2000, ma ovviamente con soluzioni tecniche più al passo con i tempi.
Una sorta di operazione nostalgia, declinata in chiave moderna, che personalmente a me piace e che farà avere un tuffo al cuore agli amanti del marchio americano.

Il telaio è realizzato con tubazioni SmartForm C1 Premium in alluminio 6069, che in base a quanto dichiarato da Cannondale permette di avere tubi più leggeri e sottili rispetto alla lega 6061.
Sul telaio con finitura RAW, disponibile solo sul modello CAAD14 1 che vedete in queste foto, l’alluminio è protetto solo da un sottile strato di trasparente e le saldature vengono lasciate a vista, scelta che personalmente apprezzo molto.
Sugli altri modelli la verniciatura e le saldature lisce contribuiscono ad un look più simile al carbonio, anche se comportano un aumento di peso.


La forcella in carbonio ha un offset da 45 mm e ripropone il cannotto Delta Steerer (foto in basso) già visto sul SuperSix per ospitare il passaggio interno dei cavi.
Il passaggio ruota è stato portato a 700x32.


Tra gli altri dettagli segnaliamo l’introduzione del forcellino con standard UDH, il movimento centrale filettato BSA 68 e il serraggio sella con il classico collarino, che però è stato curato in modo particolare e offre uno stile retrò che su questa bici ci sta tutto.



- Componentistica utilizzata
La Cannondale CAAD14 1 è la versione più pregiata tra quelle proposte in catalogo.
Obiettivamente è molto costosa, ma forse è anche quella più accattivante, poiché tra gruppo 1x13 e ruote ad altro profilo contribuisce a rendere ancora più unica una bici già di per sé particolare.


Il gruppo è lo Sram Force AXS XPLR 1x13 con powermeter, nato per il gravel, ma che stiamo vedendo sempre più spesso anche su strada. La corona anteriore da 50 denti e la cassetta posteriore 10-46 offrono un ampio range di rapporti, anche se per chi non ha super gambe sulle salite più ripide potrebbe rivelarsi un po’ duro.


Le ruote Reserve 57|64 accentuano l’aspetto racing della bici. Non brillano per leggerezza, ma grazie al canale interno da 25,4 mm sull’anteriore e 24,4 mm sul posteriore offrono un livello di comfort molto sopra le aspettative e tutto sommato non soffrono troppo neanche il vento laterale.
Sono montate con mozzi DT Swiss 370: affidabili e funzionali, ma forse su un montaggio del genere ci si poteva aspettare i DT 240.



Abbinate alla gomme Vittoria Corsa PRO TLR 700x29 aiutano a smorzare la rigidità tipica dell’alluminio. Va in questa direzione anche il reggisella Cannondale Save carbon da 27,2 mm, con offset di 11 mm.
Il manubrio integrato è il Cannondale SystemBar R-One già visto sui precedenti modelli del SuperSix EVO: rigido, aerodinamico ed esteticamente molto gradevole.


- Peso
La Cannondale CAAD14 1 in taglia 56, senza pedali e portaborraccia, pesa 8,1 kg.
Il solo telaio RAW ha un peso dichiarato di 1.280 grammi.
I telai verniciati salgono a 1.410 grammi.
Non è una bici destinata a chi cerca la massima leggerezza.
- Prezzo
La Cannondale CAAD14 1 costa 7.499 euro. Tanto, se consideriamo che la SuperSix Evo 1 Hi-Mod con allestimento molto simile costa 8.499 euro.
Probabilmente si paga l’esclusività di questa finitura telaio, unica e non disponibile su altre versioni e nemmeno come kit frame.
Il discorso cambia se guardiamo i prezzi degli altri modelli, che sono molto più centrati. Interessante, a mio avviso, anche il kit frame, che costa 1.799 euro, vale a dire la metà rispetto ad alcuni telai in carbonio d’alta gamma, un terzo rispetto ai modelli più costosi dei brand più blasonati.
Volendo si può allestire una bici al top con prezzi non impossibili.

- Garanzia sul telaio
Cannondale, da sempre, offre garanzia a vita sul primo proprietario, previa registrazione del prodotto sul proprio sito.
2 – Comportamento in salita
L’alluminio è sempre divertente quando ci si alza sui pedali, anche se il peso non contenuto e le ruote molto alte rappresentano inevitabilmente un limite quando le pendenze vanno oltre l’8-10%.
Per esaltarne le caratteristiche forse servirebbe una ruota più bassa e leggera, e con canale più stretto, ma questo la renderebbe più scomoda e scorbutica.

3 – Comportamento in discesa
Devo dire che tra telaio d’alluminio e ruote a profilo alto me l’aspettavo molto più difficile, invece la Cannondale CAAD14 1 risulta divertente ed equilibrata.
L’avantreno è agile e preciso, anche grazie alla rigidità del manubrio in carbonio, mentre il canale largo delle ruote e il piantone non troppo dritto la rendono stabile alle alte velocità e mai troppo nervosa.
Un po’ di attenzione, ovviamente, serve nelle giornate molto ventose, soprattutto in caso di folate improvvise.

4 – Comportamento in pianura
Non è una bici aero, ma le ruote Reserve aiutano tanto quando la velocità sale.
La rigidità dell’alluminio si apprezza soprattutto quando si sprinta ad alta velocità, mentre soffre un po’ di più quando si vuole rilanciare da fermo o da bassa velocità, vuoi per il peso non contenuto, vuoi per le geometrie del retrotreno, pensate per non rendere la bici troppo estrema.
La capacità di assorbimento delle vibrazioni non è il suo punto di forza, ma gomme tubeless e ruote con canale largo aiutano tanto. Nel complesso il livello di comfort non è così diverso rispetto ad una bici in carbonio da competizione.

Nuova Cannondale CAAD14 1: in conclusione
Questa versione non è per tutti, e probabilmente non è pensata per esserlo, ma se avessi budget è una bici che mi piacerebbe avere in garage. I modelli CAAD14 2 e 3 sono sicuramente più centrati come qualità/prezzo.
È all’altezza dei telai in carbonio da gara top di gamma?
Se parliamo di prestazioni complessive, a mio avviso no: a parità di prezzo è paragonabile, o addirittura migliore, in fatto di rigidità assoluta, ma non offre lo stesso livello di comfort e paga parecchio in fatto di peso, anche rispetto ai modelli aero.
Se parliamo di estetica ed “emozioni” le cose cambiano e credo che chi pensa di acquistare una bici del genere lo faccia soprattutto per questo motivo. Dopo diverse settimane di utilizzo posso assicuravi che si tratta di una bici che non passa inosservata e che tutti, o quasi, si girano a guardarla…
La Cannondale CAAD14 1 si rivolge agli appassionati dell’alluminio e del marchio americano, oppure a chi vuole un prodotto "fuori dal coro". Perfetta per le gare in circuito o veloci, ma anche per chi la usa senza fini agonistici. Attenzione se si vuole fare tanto dislivello, perché il 50 davanti sulle pendenze più arcigne non è per tutti…


Perché comprarla
- • Design e montaggio unici, che non passano inosservati
- • Telaio rigido e reattivo soprattutto alle alte velocità
- • Geometrie equilibrate, che smussano la durezza dell’alluminio
Perché non comprarla
- • Prezzo piuttosto elevato, almeno in questo allestimento. Più centrato il costo del kit frame e degli allestimenti entry level.
- • Peso più alto rispetto ai telai in carbonio di media e alta gamma
- • Su una bici di questo livello ci si poteva attendere l’uso di un mozzo DT Swiss 240 anziché 370
Per maggiori informazioni: cannondale.com/it
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Sull'autore
Nicola Checcarelli
Passione infinita per la bici da strada. Il nostro claim rappresenta perfettamente il mio amore per le due ruote e, in particolare, per la bici da corsa. Ho iniziato a pedalare da bambino e non ho più smesso. Ho avuto la fortuna di fare della bici il mio lavoro, ricoprendo vari ruoli in testate di settore, in Regione Umbria per la promozione del turismo in bici, in negozi specializzati. Con BiciDaStrada.it voglio trasmettervi tutta la mia passione per le due ruote.




