

La famiglia Sram 1x13, introdotta con il Red XPLR AXS nell’estate 2024 e ampliata di recente con il Force e il Rival XPLR AXS, è nata per l’utilizzo gravel e all-road.
Sin dalla presentazione ufficiale, però, visto il range di rapporti della cassetta posteriore, ci aveva stuzzicato l’idea di provare lo Sram 1x13 anche sulla bici da corsa. Idea che in primavera è stata sposata anche dai Pro’ della Lidl-Trek, che lo hanno utilizzato spesso durante le Classiche (foto sotto) e al Giro d’Italia.

Di recente abbiamo avuto la possibilità di provare lo Sram 1x13 su strada, sulla nuova Cannondale Synapse, e nel video qui sotto trovate le nostre considerazioni.
Se volete qualcosa di più sintetico, in basso trovate vantaggi, limiti e dati sullo sviluppo metrico.
Sram 1x13 su strada: vantaggi e limiti
Al netto di alcune piccole sfumature, il tutto si può ricondurre ad un vantaggio e ad un limite rispetto ai gruppi con doppia corona. Non si può dire che uno vada meglio dell’altro, ma tenendo conto di queste considerazioni speriamo che chi è interessato a usare lo Sram 1x13 su strada posso scegliere con maggiore cognizione di causa.

Il vantaggio è relativo all’assenza del deragliatore e quindi all’eliminazione di tutte le potenziali problematiche legate a questo componente.
Una regolazione in meno, nessuna attenzione in fase di cambiata, anche sotto sforzo (perché lo Sram XPLR cambia in qualsiasi situazione), ma soprattutto niente più cadute di catena durante la deragliata, con i conseguenti rischi di compromettere una gara (per chi corre) o di rovinare il telaio.
Tra gli altri vantaggi, meno consistenti, segnaliamo un lieve risparmio di peso rispetto alla versione 2x e una catena più stabile grazie alla struttura dello Sram XPLR.

Il limite non sta nel range, che è molto amplio, ma nella gradualità della scala, specie quando ci si avvicina ai rapporti più agili. Intendiamoci, è un'altra cosa rispetto ai primi monocorona 1x11 e 1x12 e ora con una sola cassetta si può fare tutto, ma chi non vuole scendere a compromessi su questo aspetto dovrà per forza orientarsi sulla doppia.

La cassetta Sram 1x13 XPLR propone una sola combinazione, la 10-46 (10, 11, 12, 13, 15, 17, 19, 21, 24, 28, 32, 38, 46). Fino al 32 la scala è molto graduale, mentre con gli ultimi 2 pignoni il salto è piuttosto consistente e a volte è necessario adeguare cadenza di pedalata e velocità. Non un grande problema per chi pedala da solo o per divertimento, qualcosa di più fastidioso per chi fa agonismo.
Per i più pignoli un altro piccolo limite può essere rappresentato dalla linea catena, che con i rapporti estremi non è proprio ottimale.


Sviluppo metrico e cadenze
Chiudiamo questo articolo sull’utilizzo dello Sram 1x13 su strada con un po’ di numeri e qualche considerazione sullo sviluppo metrico.
La bici che abbiamo provato era equipaggiata con una corona anteriore da 44 denti, perfetta per chi vuole fare tanta salita, forse un po’ piccola per chi ha una buona gamba o ha un approccio più agonistico.

Vi diamo qualche dato più specifico.
Il 44x46 sviluppa 2,037 m ed è più agile di un 34x34. Io peso 67 kg e su pendenze al 10-12% mi ha permesso di salire a 200 watt (3 w/kg) a circa 65 rpm. Insomma, ci si va ovunque, con un minimo di allenamento.
Il 44x10 sviluppa 9,372 m, cioè circa 0,3 m in meno di un classico 50x11. A 105 rpm si possono raggiungere i 60 km/h, più che sufficienti per chi va in bici per divertimento, un po’ pochi per chi fa gare.

Partendo da queste numeri credo che per chi è poco allenato e va in bici per puro piacere, la corona anteriore ideale potrebbe essere una 46.
Chi invece ha buona gamba può spingersi fino al 48 o al 50, visto che il 50x46 è comunque più agile del 34x30.
Per maggiori informazioni sui gruppi Sram 1x13: sram.com
Qui sotto, invece, trovate il nostro test in ambito gravel, dove ci siamo concentrati di più sulla funzionalità del gruppo:
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Sull'autore
Nicola Checcarelli
Passione infinita per la bici da strada. Il nostro claim rappresenta perfettamente il mio amore per le due ruote e, in particolare, per la bici da corsa. Ho iniziato a pedalare da bambino e non ho più smesso. Ho avuto la fortuna di fare della bici il mio lavoro, ricoprendo vari ruoli in testate di settore, in Regione Umbria per la promozione del turismo in bici, in negozi specializzati. Con BiciDaStrada.it voglio trasmettervi tutta la mia passione per le due ruote.





