

La nuova Cannondale Synapse è stata completamente ripensata rispetto al modello precedente: più leggera, più integrata, più curata nei dettagli.
Mantiene il suo orientamento endurance, ma in qualche modo “torna alle origini” con una linea più aggressiva e un concetto più sportivo.
Al di là dei dettagli tecnici, il salto di qualità è considerevole sopratutto sotto il punto di vista estetico, che su una bici non destinata alle competizioni è un particolare non trascurabile. È vero che questo aspetto rimane soggettivo, ma crediamo che quasi tutti sarete d'accordo se diciamo che la nuova Cannondale Synapse è decisamente più bella rispetto a quella precedente.

Poche settimane dopo il lancio abbiamo avuto la possibilità di testare la versione Hi-Mod LAB71, cioè quella più pregiata. Si tratta di un modello di lusso, che si rivolge ad un pubblico di nicchia, ma alcune considerazioni tecniche si possono estendere anche al resto della gamma. Sotto il punto di vista del rapporto qualità/prezzo ci sono montaggi sicuramente più appetibili, di cui vi parleremo. La LAB71, come nel caso della SuperSix, rappresenta il non plus ultra, dedicato a chi vuole qualcosa di bello, esclusivo, senza compromessi.

1 – Dettagli tecnici
- Geometrie
Pur avendo una linea aggressiva, che nella zona anteriore ricorda da vicino la SuperSix Evo, la nuova Cannondale Synapse ha geometrie fortemente orientate all’endurance, per non dire all’all-road.
L’unica cosa che rimane invariata rispetto al modello precedente è il rapporto stack to reach, che in misura 56 è di 1,52 (contro l’1,478 della SuperSix Evo). Tutto il resto cambia e di tanto.
L’angolo piantone è da 73° in tutte le misure, mentre quello di sterzo è molto aperto, compreso tra 69,8° e 71,3° in base alla taglia.
Carro posteriore e interasse hanno valori vicini a quelli di una gravel: in taglia 56 misurano rispettivamente 43 e 104,4 cm. Ciò consente di montare gomme molto generose e avere grande stabilità, ma chiaramente sacrifica la reattività.


Le taglie in totale sono 7 (una in più rispetto al modello precedente) e qui sotto trovate la tabella nel dettaglio:

- Assetto in sella
Sono alto 183 cm, pedalo a 77,5 cm e come faccio sempre sulle bici Cannondale ho scelto una taglia 56.
Sulla bici in test non l’ho fatto, ma grazie allo stack elevato potenzialmente avrei potuto togliere tutti gli spessori.
Sull'allestimento LAB71 prestate attenzione alla lunghezza, poiché nonostante il reach contenuto (ma non troppo), lo sterzo integrato in carbonio e i comandi dello Sram Red AXS contribuiscono ad una posizione piuttosto allungata.
Insomma, su questa 56, con questo allestimento, la posizione è comoda, ma rimane sportiva. Direi una via di mezzo tra bici da gara ed endurance orientate in modo più spinto alla comodità.


- Cura costruttiva
Il salto di qualità rispetto al modello precedente è davvero notevole, soprattutto per la versione LAB71, che possiamo considerare al pari di una macchina di lusso.
Nella versione Hi-Mod il telaio ha un peso inferiore ai 1.000 gr, mentre nella versione standard il peso è di 1.150 gr. I telai sono predisposti per l’uso di trasmissioni 1x (come sulla LAB71) e 2x.


La bici è molto più integrata rispetto al passato, a partire dal serraggio sella nascosto e dal passaggio cavi interno. Ben nascosti sotto una placchetta con scritto LAB71 anche i punti di fissaggio extra posizionati sul tubo orizzontale (foto sotto).

Tra gli altri dettagli degni di nota segnaliamo la forcella con perno chiuso sul lato destro, l’adozione del forcellino posteriore con standard UDH e infine l’introduzione del vano portaoggetti StashPort sul tubo obliquo, già visto sulla nuova Topstone, e davvero ben fatto. Nelle versioni dotate di SmartSense 2.0, come questa, la batteria si trova nella parte bassa del tubo obliquo ed è dotata di una luce che illumina il vano quando si apre lo sportello (foto in basso): una piccola chicca che non cambia molto in termini di funzionalità, ma dà l’idea del prodotto d'eccellenza.


A proposito di SmartSense, la stessa Cannondale ha in qualche modo ammesso che la prima generazione è stata un mezzo flop. La casa americana non ha voluto abbandonarlo del tutto, ma lo ha ripensato completamente, rendendolo più funzionale e meno impattante dal punto di vista estetico.
Per chi non lo sapesse, si tratta di un sistema integrato, con una batteria interna che alimenta la luce anteriore, il radar posteriore (entrambi montati di serie sui modelli dotati di SmartSense 2.0) e il cambio Sram AXS. La batteria interna può essere utilizzata anche come powerbank per ricaricare un cellulare o un ciclocomputer. Cannondale ha deciso di mantenere lo SmartSense solo sui modelli montati Sram, mentre non è presente su quelli Shimano. Una scelta che condivido e che dà all’utente finale la possibilità di decidere se averlo o meno.


Il miglioramento più consistente, oltre quello estetico, riguarda la durata della batteria, che sulla versione precedente era veramente troppo breve. Per lo SmartSense 2.0, con le impostazioni di fabbrica, ho verificato che il sistema raggiunge il 5% di autonomia dopo circa 11 ore. Raggiunto questo livello, si spengono automaticamente le luci, in modo da lasciare priorità alla funzionalità del cambio per qualche altra ora. Prima ancora, quando l'autonomia scende sotto il 10%, viene disattivato il radar.
Personalmente continuo a preferire i modelli senza SmartSense 2.0, ma almeno adesso il sistema ha un suo perché.


- Componentistica utilizzata
La nuova Cannondale Synapse LAB71 costa tanto, ma monta il meglio disponibile oggi sul mercato e lo fa in modo sensato anche sotto il punto di vista tecnico.
L’elemento che salta subito all’occhio è l’utilizzo dello Sram Red AXS XPLR monocorona, nato per il gravel, ma visto sempre più spesso anche su strada.


Lasciando da parte la variabile prezzo, a mio avviso dal punto di vista tecnico è una soluzione ottimale su una bici di queso genere, non destinata alla competizione: affidabile, leggero, esteticamente gradevole. La corona da 44 denti anteriore, abbinata al 10-46 posteriore permette di andare a 60 km/h a circa 100 rpm e affrontare salite molto ripide, in virtù di un rapporto inferiore a 1:1.
L’unico piccolo limite riguarda gli ultimi 2 pignoni, che hanno un salto piuttosto importante (32, 38, 46). Dell’uso dello Sram 1x13 su strada parleremo in un contenuto specifico evidenziandone pregi e difetti.


Le ruote Reserve 42|49 rappresentano un mix ottimale tra performance e comfort, grazie al mozzo DT Swiss 180 con cuscinetti ceramici (d’obbligo visto il prezzo della bici) e al canale largo (25,4 mm sull’anteriore e 24,8 mm sul posteriore). Sono tra le più usate dal Team Visma | Lease a Bike e un motivo ci sarà…



Orientate al comfort e alla stabilità sono anche le gomme Vittoria Corsa Pro Control TLR 700x32. Visto il grande comfort già offerto dal telaio, ritengo che si potrebbe osare qualcosa in più con una 30 mm. Ragionando in senso opposto, per chi immagina un utilizzo più versatile, si possono montare coperture fino a 700x42.

Il reggisella D-Shape è lo stesso adottato sulla SuperSix Evo Gen3 e sulla CAAD13 ed è disponibile con due diversi offset, da 0 o 15 mm. Le taglie 44-48 cm sono equipaggiate con il reggisella a 0 offset, mentre le 51-61 cm montano quello con 15 mm di arretramento.

La versione LAB71 e la Carbon 1 Hi-Mod sono impreziosite dal cockpit integrato in carbonio SystemBar R-One, molto bello esteticamente e dotato di un’ottima ergonomia.
L’allestimento è completato dalla sella Fizik Vento Argo 00 Carbon e da luce anteriore e luce/radar posteriore, che sono di serie sui modelli dotati di SmartSense 2.0.


- Peso
Il peso rilevato, in taglia 56 con due portaborraccia ma senza pedali, è di 8,150 kg.
Il peso comprende la batteria dello SmartSense, la luce anteriore e quella posteriore, oltre alla borsa portaoggetti (vuota) all’interno del vano StashPort. Al netto di questi accessori il peso dovrebbe aggirarsi sui 7,5 kg, cioè molto buono per una bici endurance.
- Prezzo
Il prezzo di listino della nuova Cannondale Synapse LAB71 è di 15.799 euro.
È davvero alto, ma come già anticipato questo modello va considerato alla stregua di un’auto di lusso.
Il telaio Hi-Mod è disponibile anche come frame set a 5.799 euro, mentre le versioni più interessanti per qualità/prezzo sono la Carbon 2 (montata con Ultegra Di2 e ruote in carbonio) a 7.199 euro e la Carbon 4 (montata con Shimano 105 Di2) a 4.499 euro.

- Garanzia sul telaio
Cannondale, da sempre, offre garanzia a vita sul primo proprietario, previa registrazione del prodotto sul proprio sito.
2 – Comportamento in salita
I rapporti montati di serie permettono di affrontare senza problemi qualsiasi pendenza, anche da parte di chi non è molto allenato.
Quando ci si alza sui pedali l’impressione è che il telaio sia tutt’altro che addormentato, mentre sono le geometrie (e le gomme) a rendere la bici più docile. Insomma, non è una bici da World Tour, in grado di offrire accelerazioni brucianti (per quello c'è la SuperSix Evo), ma un mezzo capace di offrire delle ottime prestazioni quando si viaggia con passo regolare e costante.

3 – Comportamento in discesa
Super comoda e super sicura. È quanto abbiamo scritto nel titolo ed è quello che si percepisce usando la nuova Cannondale Synapse su percorsi misti, ma in particolare in discesa.
Magari non ha la rapidità nei cambi di direzione tipica delle bici da competizione, ma le geometrie e l’abbinamento gomme/ruote offrono confidenza e stabilità eccezionali, anche su discese difficili e con fondo sconnesso. Anche a chi non fa il corridore di mestiere e quindi in discesa ha capacità non necessariamente straordinarie.
Per darvi un’idea, vi faccio un esempio concreto: la prima uscita ho “sbagliato” quasi tutte le curve perché le prendevo troppo piano rispetto al potenziale della bici e finivo per chiuderle troppo presto...
4 – Comportamento in pianura
Vale quanto detto nella sezione dedicata alla salita. La nuova Cannondale Synapse non è una bici pensata per le accelerazioni brucianti (non tanto per la qualità della fibra, quanto per la lunghezza del carro posteriore), ma è perfetta quando ci si mette a velocità di crociera costante e per tante ore.
Il comfort è quello promesso, sia in termini di impostazione in sella, sia in termini di assorbimento delle vibrazioni, che sulle nostre strade dagli asfalti devastati è una vera manna. Con la nuova Cannondale Synapse (specie con gomme da 32 mm) non si sente il bisogno di improvvisare pericolosi zig zag per evitare i tratti di strada più sconnessi e questo è un grande vantaggio in termini di sicurezza, soprattutto nelle zone trafficate.

Nuova Cannondale Synapse: in conclusione
La nuova Cannondale Synapse rappresenta un bel cambio di passo rispetto al modello precedente, soprattutto dal punto di vista estetico.
Non è una bici pensata per la competizione, per la prestazione assoluta in tempi brevi, ma per le prestazioni costanti e di lunga durata.
È comoda oltre misura, tanto che per renderla più reattiva non ci sarebbero problemi ad utilizzare gomme da 30 mm anziché quelle da 32 mm montate di serie. In discesa è super sicura e super divertente.
La versione LAB71 è molto costosa e si rivolge ad un pubblico di nicchia, che ama stare in sella tante ore, vuole una bici bella ed esclusiva ed è attento al dettaglio di pregio. Per chi invece bada più al sodo, in gamma ci sono modelli più accessibili, altrettanto gradevoli esteticamente e che offrono un miglior compromesso tra peso, prestazioni e prezzo.

Perché comprarla
- - Bici estremamente curata nei dettagli, soprattutto nella versione LAB71
- - Comoda e sicura, sia grazie alle geometrie che ai componenti scelti. Permette di affrontare con maggiore tranquillità pericolosi imprevisti, come tratti di strada sporchi o sconnessi o manovre poco ortodosse degli automobilisti
- - Super divertente in discesa
Perché non comprarla
- - La LAB71 ha un prezzo davvero molto elevato
- - Non è una bici pensata per la competizione e per chi ama sentire un mezzo agile e reattivo
Per maggiori informazioni: cannondale.com
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Sull'autore
Nicola Checcarelli
Passione infinita per la bici da strada. Il nostro claim rappresenta perfettamente il mio amore per le due ruote e, in particolare, per la bici da corsa. Ho iniziato a pedalare da bambino e non ho più smesso. Ho avuto la fortuna di fare della bici il mio lavoro, ricoprendo vari ruoli in testate di settore, in Regione Umbria per la promozione del turismo in bici, in negozi specializzati. Con BiciDaStrada.it voglio trasmettervi tutta la mia passione per le due ruote.




