Bici racing e canale largo: è la soluzione definitiva?

Nicola Checcarelli
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Bici racing e canale largo: è la soluzione definitiva?

Nicola Checcarelli
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L’abbinamento tra bici da corsa racing, pensate per la competizione, e ruote con canale largo rappresenta il compromesso definitivo?
E’ un tema su cui in redazione riflettiamo ormai da un po’ di tempo e abbiamo avuto modo di approfondirlo ulteriormente con il test delle nuove Fulcrum Sharq con canale interno da 25 mm.

Le Sharq sono ruote ad alte prestazioni, robuste ed esteticamente accattivanti, che Fulcrum ha pensato per un uso molto trasversale, dal gravel racing alle bici da corsa endurance più orientate alla prestazione.
A mio avviso, però, potrebbero risultare una scelta ideale anche per tutti gli appassionati che non vogliono rinunciare alle bici racing (senza orientarsi dunque sulle endurance), ma desiderano “smussarne un po’ gli angoli” senza sacrificare le prestazioni.

Di seguito abbiamo provato a sintetizzare alcuni aspetti su cui riflettere, che ovviamente possono assumere sfumature leggermente diverse in base al modello di bici e di ruota. Il filo conduttore, però, rimane il canale largo (e di conseguenza una gomma di sezione piuttosto generosa, almeno 28 o 30 mm) abbinato ad una bici da corsa racing. Se vi interessa saperne di più sulle Fulcrum Sharq, qui sotto trovate il nostro test:

In discesa? Un mix esaltante

Su bicidastrada.it parliamo spesso di divertimento e di confidenza di guida.
Bene, l’abbinamento tra bici da corsa racing e ruote con canale largo è uno dei mix più riusciti sotto questo punto di vista.

Da un lato abbiamo la dinamicità, la maneggevolezza e la precisione di guida delle bici da competizione, pensate per i Pro’, sempre più spesso dotate di manubrio integrato anche sugli allestimenti di media gamma.
Dall’altro ci sono la sicurezza e la stabilità offerte dal canale largo, ulteriormente amplificate in caso di uso di gomme tubeless di sezione generosa, che rendono queste bici meno nervose e scorbutiche, soprattuto quando si affrontano situazione difficili, come asfalti sconnessi o bagnati.
Senza dimenticare le qualità dei profili di ultima generazione, che risentono molto meno del vento laterale.

Insomma, un abbinamento che permette di ottenere una confidenza simile a quella delle bici endurance, ma con una maneggevolezza e una precisione superiore.
Risultato? Anche gli utenti meno esperti e meno abili in discesa possono godersi di più una bici del genere, riducendo i rischi e aumentando il divertimento…

Prestazioni elevate senza rinunciare al comfort

Fino a qualche anno fa volere una bici ad alte prestazioni, abbinata a ruote in carbonio di alto livello, significava necessariamente scendere a compromessi in termini di comfort. Non solo e non tanto per le geometrie, quanto per la capacità di assorbire le vibrazioni, la compliance, come la chiama chi parla inglese.

Oggi non è più così. 

Telaio, forcella e manubrio di una bici da competizione sono ancor più rigidi torsionalmente rispetto al passato. E sono molto più aerodinamici, dunque più performanti ad alte velocità. Ma, e questo è l’elemento chiave, hanno anche passaggi ruota più generosi.

Canale largo e gomme larghe, grazie all’uso di pressioni più basse (ma di un maggiore volume d’aria), contribuiscono a rendere il tutto meno estremo, meno scomodo, con vantaggi in termini di prestazioni, sia diretti che indiretti. 

A fronte di un piccolo aggravio di peso dovuto alle gomme di sezione più generosa (non alle ruote, che nella maggior parte dei casi sono più leggere), i test hanno ormai ampiamente dimostrato che l’abbinamento tra gomma larga e canale largo offre vantaggi in fatto di scorrevolezza. Non è un caso che ormai tutti i pro’ utilizzino gomme da 28 mm e molti abbiano sperimentato le 30 mm (Philipsen ci ha vinto pure una Sanremo).

In più, nell’economia di una gara o di un allenamento di lunga durata, arrivare nel finale meno “provati” grazie ad una bici più comoda significa riuscire a mantenere con più facilità prestazioni di alto livello. Basti pensare come mal di schiena o mal di collo possano interferire sulla massima espressione di potenza. 

canale largo fulcrum sharq 5

Il ruolo di gomme e pressioni

In relazione al punto precedente è importante fare una precisazione. Il fatto che le ruote siano più capaci di assorbire le vibrazioni rispetto al passato non significa che siano meno performanti e rigide torsionalmente.

Le Fulcrum Sharq, ad esempio, sono ruote molto rigide, in quanto pensate per le alte prestazioni.
Il comfort extra è garantito dal canale largo e dal giusto abbinamento con gli pneumatici.
Il risultato finale, dunque, è sempre frutto della nuova concezione dell’insieme ruota/pneumatico.

E proprio sugli pneumatici, ancora una volta, è importante fare un approfondimento, poiché sezione e tipologia possono spostare gli equilibri.
Chi preferisce una bici da gara con prestazioni più vicine “a quelle di una volta”, cioè più pronta e reattiva, può orientarsi su uno pneumatico un po’ più stretto (sempre nei limiti di ciò che consente un canale largo e per canale largo intendiamo da 21 mm in su) e per camera d’aria, che dunque consente, e richiede, pressioni più alte. In questo caso può risultare utile scegliere ruote non hookless, ma con dentino di ritenzione, come le Fulcrum Sharq che abbiamo preso ad esempio, poiché non hanno il limite di pressione di 5 bar e permettono di montare anche gomme non tubeless.

Chi invece non vuole rinunciare alla bici racing, ma è più interessato al comfort che alla reattività, dovrebbe optare per uno pneumatico tubeless di sezione più generosa (QUI abbiamo parlato di come vanno i 700x30).

Non va dimenticato, infine, che con canali da 23-25 mm su alcune ruote ci si può spingere anche oltre, ipotizzandone l’uso in ambito all-road, gravel racing e gravel scorrevole.
Le Fulcrum Sharq danno questa possibilità, ma non sono le uniche. 
E’ ancora un concetto poco diffuso, almeno in Italia, ma in soldoni danno l'opportunità di spalmare il corposo investimento richiesto per una ruota di alta gamma su più di una bici.

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In conclusione

Insomma, l’abbinamento tra bici racing e canale largo è la soluzione definitiva?
A mio avviso la risposta è sì. Permette di avere un mezzo reattivo, gratificante, che “prende” tutta la potenza che mettiamo sui pedali, ma che grazie al canale largo non risulta scomodo e troppo scorbutico. Ovviamente con le dovute differenze tra un modello e l’altro…

Il mix è talmente riuscito che sta facendo perdere senso alle bici endurance, che come unico argomento a favore mantengono le geometrie più rilassate… Ma di questo abbiamo parlato nell’articolo che trovate qui sotto:

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Sull'autore
Nicola Checcarelli

Passione infinita per la bici da strada. Il nostro claim rappresenta perfettamente il mio amore per le due ruote e, in particolare, per la bici da corsa. Ho iniziato a pedalare da bambino e non ho più smesso. Ho avuto la fortuna di fare della bici il mio lavoro, ricoprendo vari ruoli in testate di settore, in Regione Umbria per la promozione del turismo in bici, in negozi specializzati. Con BiciDaStrada.it voglio trasmettervi tutta la mia passione per le due ruote.

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