Cos’è e a cosa serve il nuovo sensore usato dalla Visma?

Nicola Checcarelli
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Cos’è e a cosa serve il nuovo sensore usato dalla Visma?

Nicola Checcarelli
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Il ciclismo di alto livello è sempre più scientifico e lo staff tecnico dei team è continuamente al lavoro per ottimizzare la performance degli atleti e trovare quei marginal gain che possono fare la differenza tra vincere o perdere. Un’esigenza che sembra essere ancora più sentita da quando le prestazioni di Tadej Pogačar hanno portato le prestazioni ad un livello mai visto… Dopo i sensori di temperatura corporea e quelli per rilevare il livello di glicemia del sangue, va in questa direzione anche il sensore di respirazione Tyme Wear che secondo CyclingSpy sarebbe usato dagli atleti della Visma | Lease a Bike.

Dalle poche immagini a disposizione è difficile stabilire se il sensore che si intravede sotto le maglie della Visma | Lease a Bike sia effettivamente quello Tyme Wear. Tuttavia, un commento della stessa azienda lascia intendere un’effettiva collaborazione tra le due realtà. 
Non sappiamo se si tratti di un test del prodotto sul campo, o di uno strumento utilizzato con regolarità nel tentativo di migliorare le performance degli atleti, ma ci siamo incuriositi e così abbiamo approfondito cos’è e come funziona questo sensore di respirazione…

Che cos’è il sensore di respirazione Tyme Wear

Il sensore di respirazione Tyme Wear è un dispositivo indossabile collegato ad una maglia intima in grado di misurare alcuni parametri di grande interesse come il volume respiratorio (la quantità di aria che viene inspirata o espirata in ogni singolo respiro), la frequenza respiratoria e la ventilazione al minuto attraverso la rilevazione dell'espansione e della contrazione della cavità toracica. 

In realtà sugli atleti della Visma il sensore pare essere fissato sulla fascia cardio, dunque in posizione diversa rispetto a quello venduto al pubblico, ma potrebbe trattarsi di un’evoluzione in arrivo nel prossimo futuro o di un perfezionamento studiato per il team.

Tramite connessione Bluetooth questi dati vengono trasmessi ad un’App che ne permette l’analisi, ma possono essere anche visualizzati in tempo reale sul Garmin.

I parametri di cui abbiamo parlato possono essere rilevati (con maggiore precisione) tramite un test di laboratorio con l’uso di maschera e metabolimetro. Secondo l’azienda, però, il test di laboratorio fornisce un’istantanea che si riferisce solo al giorno del test, mentre con il sensore di respirazione indossabile e possibile monitorare e aggiornare i dati con maggiore frequenza e, inoltre, in condizioni reali.

Secondo gli studi eseguiti da Tyme Wear il livello di precisione è molto alto e rispetto ai dati di laboratorio lo scostamento è del 3% per la frequenza respiratoria, del 15% per il volume respiratorio corrente e del 5% per la ventilazione al minuto.

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I parametri di cui parliamo possono essere rilevati con più precisione in laboratorio, ma lo strumento indossabile garantisce praticità e frequenza nella rilevazione. Foto Garmin

A cosa serve

L’analisi di questi valori permette di individuare le soglie respiratorie e le soglie metaboliche in maniera molto precisa. Per farlo Tyme Wear suggerisce un protocollo di test incrementale di 15’, che secondo l’azienda è molto più semplice da gestire rispetto ad un test massimale per l’FTP,  ma sicuramente la Visma | Lease a Bike avrà sviluppato altri protocolli di valutazione interna.

Attraverso questi parametri è possibile avere informazioni sull'efficienza metabolica, sul consumo di calorie e sull'uso dei diversi substrati energetici (carboidrati, grassi) in vari contesti.

In estrema sintesi i dati forniti da questo sensore di respirazione, incrociati con quelli rilevati da altri sensori (come cardio e powermeter), aiutano a definire con maggiore precisione le soglie di lavoro e le capacità metaboliche di un atleta. E, inoltre, consentono di farlo più spesso rispetto ad un test di laboratorio, mantenendo i valori costantemente aggiornati.   

In questo modo per gli allenatori è possibile definire la tipologia e l’intensità degli allenamenti necessari a raggiugnere determinati obiettivi con un margine di errore più basso.

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VT1, VT2 e VO2Max

Il sensore Tyme Wear si basa sull’analisi della respirazione per identificare le soglie ventilatore, che normalmente vengono individuate attraverso test di laboratorio. In particolare, sul sito di Tyme Wear si parla di 3 soglie fisiologiche: VT1 (Ventilatory Threshold 1), VT2 (Ventilatory Threshold 2) e VO2max.

L’argomento è molto complesso e per affrontarlo in maniera scientifica servirebbe una trattazione specifica e approfondita. Di seguito trovate una semplificazione estrema, giusto per far capire di cosa parliamo e perché ad alti livelli è importante definire questi limiti fisiologici con precisione per ottimizzare certe tipologie di allenamento.

VT1 

La VT1 è il punto in cui il corpo inizia a produrre acido lattico in modo più consistente e questo comporta un aumento non lineare della ventilazione. Nei test di laboratorio si registra anche un aumento del tasso di produzione di CO2 (anidride carbonica) rispetto all’ossigeno consumato.

Al di sotto di VT1 il corpo utilizza principalmente i grassi come fonte di energia. Quando si supera la VT1, invece, il corpo inizia a usare anche i carboidrati in modo più significativo (metabolismo misto).

Allenarsi all’interno di questa soglia migliora l’efficienza del metabolismo aerobico, la densità mitocondriale, la densità dei capillari. Tutti aspetti fondamentali quando si parla di attività di resistenza a lungo termine. L’allenamento in Z2, di cui si parla tanto negli ultimi tempi, rientra in questo contesto.

VT2

Man mano l'intensità del lavoro aumenta oltre la VT1, l'organismo inizia ad accumulare lattato e sottoprodotti associati nei nostri muscoli. La VT2 corrisponde ad un’ulteriore accelerazione della ventilazione, che indica il momento in cui il corpo non riesce più a eliminare adeguatamente l'acido lattico, che così inizia ad accumularsi nel sangue e nei muscoli, ed entra in una fase di sforzo prevalentemente anaerobico. In questo contesto l’organismo utilizza soprattutto carboidrati. 

Allenarsi in prossimità della VT2 migliora la capacità di sostenere intensità più elevate tipiche dei momenti cruciali di gara, aumenta la tolleranza all'acido lattico e la capacità anaerobica.

VO2max

Il VO2max (consumo massimo di ossigeno) è il massimo volume di ossigeno che una persona può utilizzare durante un esercizio fisico intenso e prolungato. Ne abbiamo parlato in modo approfondito nell’articolo che trovate qui sotto.
Oltre questo punto, il corpo non è più in grado di mantenere l'efficienza aerobica e si affida al metabolismo anaerobico.

Gli allenamenti specifici in questa zona sono di solito brevi e ad alta intensità, finalizzati ad aumentare la capacità massima aerobica, l’efficienza cardiorespiratoria e la capacità dei muscoli di utilizzare l'ossigeno.

Quanto costa il sensore di respirazione

Il sensore di respirazione Tyme Wear è disponibile anche per il pubblico con delle formule di abbonamento. La sottoscrizione annuale ha un costo di 28 dollari al mese.

Ovviamente si tratta di uno strumento che non ha alcun interesse per chi pedala per semplice piacere, se non quello di capire come lo usano i Pro’.
Al di fuori del mondo professionistico può essere interessante per chi si prepara in modo metodico, ma richiede una discreta competenza nell’analisi dei dati e una conoscenza delle dinamiche di allenamento. Altrimenti diventa indispensabile farsi seguire da un preparatore, che tramite questo strumento potrebbe raccogliere utili informazioni aggiuntive.

Potenzialmente è in grado di semplificare la raccolta e l’interpretazione di valori fondamentali, anche ad un costo piuttosto ragionevole. Nella pratica immaginiamo possa interessare solo ad un pubblico ristretto di atleti di alto livello.

Se volete saperne di più: tymewear.com

Foto d'apertura Tyme Wear

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Sull'autore
Nicola Checcarelli

Passione infinita per la bici da strada. Il nostro claim rappresenta perfettamente il mio amore per le due ruote e, in particolare, per la bici da corsa. Ho iniziato a pedalare da bambino e non ho più smesso. Ho avuto la fortuna di fare della bici il mio lavoro, ricoprendo vari ruoli in testate di settore, in Regione Umbria per la promozione del turismo in bici, in negozi specializzati. Con BiciDaStrada.it voglio trasmettervi tutta la mia passione per le due ruote.

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