La Parigi-Roubaix è una classica estrema e anacronistica, che richiede ad atleti e mezzi meccanici di sopportare delle sollecitazioni assolutamente fuori dal comune.
In nessun’altra gara, infatti, l’attenzione dei meccanici nella preparazione delle bici è così alta.
Così come sono numerose, giustamente, le richieste dei corridori per cercare di alleviare le sofferenze dell’Inferno del Nord.

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Foto facebook.com/parisroubaix/





I costruttori, da sempre, propongono delle innovazioni tecniche specifiche per il pavé. Alcune hanno avuto successo, altre meno.
Poi ci sono le scelte personali, i rituali ed i piccoli dettagli che si tramandano di anno in anno.
Soluzioni semplici, ma di cui i corridori non possono fare a meno.

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Foto @6Stili #6stili.

LE BICI
Non esiste gara capace di sollecitare il mezzo meccanico come la Parigi-Roubaix.
Le pietre del pavé sono distanti diversi centimetri l’una dall’altra e provocano sobbalzi che la Tv è in grado di far percepire solo in minima parte.
E’ per questo motivo che quasi tutti i corridori hanno optato per il modello endurance tra quelli forniti dai propri sponsor tecnici.

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Le Cannondale Synapse Carbon del Team EF Education First – Foto @6Stili #6stili.

Una scelta che in passato non era così scontata, poiché le bici che brillavano per comodità non sempre garantivano prestazioni adeguate alle esigenze di un Pro’.
Oggi le cose sono cambiate e questo argomento merita un approfondimento specifico di cui ci occuperemo nei prossimi giorni.

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La nuova Specialized Roubaix utilizzata da Sagan, Gilbert e dal Team Deceuninck – Quick-Step. Foto @6Stili #6stili.
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La Giant Defy Disc di Greg Van Avermaet. Foto facebook.com/CCCProTeam.

AMMORTIZZATORI
La Parigi-Roubaix è la classica monumento in cui sperimentare soluzioni innovative, soprattutto in termini di ammortizzazione del mezzo meccanico.
In passato abbiamo assistito a molti tentativi, dai telai softail ai primi prototipi di sospensione, che però avevano una funzionalità e un peso non sempre adeguati ad una bici da corsa. Senza parlare dell’affidabilità.

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Il sistema Future Shock 2.0 utilizzato da Specialized. Foto @6Stili #6stili.

Oggi, invece, i progressi tecnologici permettono di sfruttare con successo queste soluzioni.
I due casi più evidenti riguardano il Future Shock 2.0 utilizzato sulla nuova Specialized Roubaix (la bici del vincitore Philippe Gilbert, di Peter Sagan e di Yves Lampaert, giunto terzo) e la sospensione anteriore e posteriore eDSS 2.0 montata sulla nuova Pinarello Dogma FS.
Vedremo se si tratterà delle tecnologie del futuro per le bici endurance…

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Gli ammortizzatori della nuova Pinarello Dogma FS usata dal Team Sky. Foto @6Stili #6stili.

FRENI A DISCO
Il 2019 è stato il primo anno in cui la scelta di affrontare la Parigi-Roubaix con il freno a disco è stata effettuata in maniera massiccia dai corridori.
I primi 5 classificati hanno pedalato su bici disc brake e oltre la metà del plotone ha optato per questa soluzione.
Chi invece ha utilizzato i freni tradizionali ha potuto sfruttare una soluzione che ormai si vede da diversi anni, cioè delle leve “aggiuntive” posizionate sulla parte alta del manubrio, in modo da avere sempre i freni a portata di mano, anche con l’impugnatura alta che si usa spesso sul pavé.

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Foto @6Stili #6stili.

Il miglioramento della funzionalità del sistema a disco, la riduzione dei pesi delle bici complete (anche se in una gara come la Roubaix il peso del mezzo è un dettaglio secondario) ed il superamento di alcuni pregiudizi sembra stiano spianando in modo definitivo la strada alle bici disc brake.

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La maggioranza dei corridori in gruppo ha utilizzato il freno a disco. Foto @6Stili #6stili.



RUOTE ALTO PROFILO
Può sembrare strano, ma se osservate le foto della gara quasi tutti i Pro’ hanno optato per ruote in carbonio ad alto ed altissimo profilo, che in teoria sono più rigide (e quindi trasmettono maggiori sollecitazioni) rispetto a ruote con profilo basso e con un maggior numero di raggi. 

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Foto @6Stili #6stili

Le giustificazioni a questa scelta sono due.
Per prima cosa, le “moderne” ruote in carbonio sono dotate di canali interni molto larghi: lo standard ormai è tra i 19 ed i 21 mm.
Ruote con canale così largo garantiscono una funzionalità ottimale con le gomme di sezione maggiorata utilizzate per il pavé e, allo stesso tempo, offrono un comfort e una stabilità di livello superiore.
In secondo luogo, alla Roubaix si pedala su asfalto per circa 200 km, sempre in pianura ed a velocità molto sostenute, quindi la scorrevolezza e l’aerodinamica delle ruote hanno un’importanza fondamentale.
Si tratta di una gara, quindi quasi tutti preferiscono sacrificare un po’ il comfort a vantaggio del compromesso stabilità/prestazione.

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Foto @6Stili #6stili.

PNEUMATICI
Le sconnessioni del pavé sembrerebbero strizzare l’occhio all’uso del tubeless, ma la maggior parte dei corridori in gruppo ha preferito optare ancora per il più collaudato tubolare.
Quasi per tutti la scelta è ricaduta su sezioni da 28 o 30 mm e su versioni più robuste e pesanti, per ridurre il rischio di forature.

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Foto facebook.com/CCCProTeam.

Tra i pochi ad aver optato per il tubeless segnaliamo Alexander Kristoff, vincitore della Gand-Wevelgem e terzo al Fiandre, che però ha subito diverse forature e nel dopo corsa pare essersi pentito della scelta. Cercheremo di capire bene cosa sia successo…

RAPPORTI
I rapporti utilizzati per questa gara sono molto particolari.
Si pedala sempre in pianura, quindi il 39 non serve, ma in alcuni momenti tirare il 53 o il 54 sui tratti di pavé più sconnessi non è così facile. Per questo quasi tutti hanno scelto una corona interna con dentature tra il 44 e il 47.
Sagan, ad esempio, ha utilizzato un 53-44 con pacco pignoni 11-28.

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E perché allora non utilizzare il monocorona?
Lo ha fatto il Team Trek-Segafredo approfittando dell’opportunità messa a disposizione dal nuovo Sram Red eTap AXS.
Un scelta che, in abbinamento con un guidacatena, può ridurre il rischio di guasti meccanici e cadute di catena, che probabilmente rivedremo anche in futuro…

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Il monocorona Sram utilizzato dal team Trek-Segafredo. Foto @6Stili #6stili.

VECCHI TRUCCHI
Le bici sono sempre più evolute, la tecnologia va avanti, ma i vecchi trucchi del mestiere restano.
Utilizzare un doppio nastro manubrio è quasi d’obbligo per smorzare le vibrazioni, in alcuni casi anche con l’aiuto di inserti in gel.
Nel video qui sotto guardate con che cura il meccanico di Van Avermaet monta il secondo giro di nastro manubrio:

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Il doppio nastro è quasi “d’obbligo”. Foto @6Stili #6stili

Altro dettaglio semplice, ma fondamentale, riguarda la scelta del portaboraccia, per evitare che la borraccia salti via al primo sobbalzo.
Alcuni hanno optato per i “vecchi” Elite, che possono essere stretti anche a mano e trattengono in maniera salda la borraccia.
Altri, come Sagan, hanno fatto applicare degli inserti in gomma per migliorare il grip tra portaborraccia e borraccia.

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I portaborraccia modificati di Peter Sagan.
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I portaborraccia “tradizionali” garantiscono una tenuta maggiore. Foto @6Stili #6stili

A VOLTE LA TECNOLOGIA NON SERVE
Il classico foglietto di carta in cui riportare i dettagli dei tratti di pavé, con relative distanze e livelli di difficoltà, è ancora una delle soluzioni più pratiche e veloci per avere sempre sotto controllo le varie fasi di gara.

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Foto @6Stili #6stili.

UNA GARA DA RICORDARE
La Roubaix rappresenta qualcosa di unico e speciale.
Vi abbiamo raccontato la nostra esperienza sul pavé in questo articolo, ma viverla in gruppo, ovviamente, è ben altra cosa.
Per questo diversi Pro’ hanno equipaggiato le proprie bici con action cam, in modo da filmare l’intera gara “da dentro”.
Le immagini faranno sicuramente il giro dei social, per la gioia di sponsor e appassionati.
E tra qualche anno, magari, saranno anche un ricordo speciale per chi le ha registrate.

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Foto facebook.com/CCCProTeam

STAFFETTE SPECIALI
Lo abbiamo detto più volte: le immagini tv non rendono in pieno la difficoltà dei tratti in pavé.
Anche auto e moto fanno fatica ad affrontare a forte velocità i tratti più sconnessi, così per non avere problemi le staffette sono molto particolari…

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Foto @6Stili #6stili

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