

A quattro anni dall'ultima versione arriva la nuova Scott Addict, modello che si colloca nel segmento strada endurance del marchio elvetico e che non deve essere confusa con la Addict RC (Racing Concept), la bici da competizione usata da Tom Pidcock e dai Pro' del Q36.5 Pro Cycling Team.

I punti di contatto tra le due piattaforme sono tanti, anche se stiamo parlando di due destinazioni d'uso diverse.
Una differenza sottile, se prendiamo in considerazione il nome, che non è certo una novità in casa Scott visto che le due bici sono fianco a fianco da un po' di stagioni.
Nel 2018, infatti, la Addict Disc "manda in pensione" la Solace assorbendone il relativo assetto dedicato alle lunghe distanze. Nasce una vera e propria famiglia prodotto anche alla luce delle versioni gravel e ciclocross. Ne avevamo in parlato in questo articolo.

È l'inizio di una storia che oggi scrive un nuovo capitolo: il terzo per la precisione, visto che la seconda generazione di questa piattaforma endurance era stata svelata ad agosto 2021 (QUI i dettagli).
Abbiamo messo alla prova la nuova Scott Addict lungo i saliscendi della Foresta Nera nei dintorni di Friburgo in Brisgovia (Germania), strade dove talvolta è possibile incrociare Jan Ullrich.
Nel video qui sotto trovate dettagli tecnici in sintesi e prime impressioni.
Un telaio che si distingue
La nuova Scott Addict 2026 brilla di luce propria grazie ad un design esclusivo che permette di riconoscere la bici al primo colpo d'occhio.

A catturare l'attenzione è senza dubbio il profilo del tubo piantone.
Corposo all'altezza del nodo di sella, piuttosto sfinato al di sotto della giunzione dei foderi alti del carro che a loro volta descrivono un arco più ampio rispetto al recente passato.
Inoltre, l'orizzontale più schiacciato e ridotto in sezione lavora in sinergia con il retrotreno.

Questo design funzionale muove da cicli di analisi degli elementi finiti (FEA) a loro volta guidati dall'idea di creare una struttura rigida (a livello di sterzo e movimento centrale la rigidezza è la stessa della Addcit RC) e al tempo stesso dotata di una flessione verticale superiore rispetto alla "sorella" pensata per la competizione.


L'iter ha aperto la strada ai primi prototipi che in vita reale sono stati sottoposti alla "prova X" in laboratorio: applicazione di un carico verticale pari a 135 kg ogni secondo per 100.000 volte.
Un protocollo severo, ma necessario per dar seguito all'ipotesi di partenza.
Ad emergere è una cinematica interessante.
In termini pratici la struttura su fondo irregolare tende ad assorbire e dissipare impatti e irregolarità del terreno grazie ad un effetto balestra del retrotreno che gioca a favore del comfort.


Vedremo sempre di più questo tipo di forme?
Molto probabile... Vedi esempi analoghi QUI e QUI.
La nuova Scott Addict grazie a questo tipo di soluzione promette un comfort maggiore e passaggi ruota più abbondanti (max 700x38c) al netto di un carro più corto di 2 mm rispetto alla precedente versione.
E un carro più corto è sinonimo di maggior rigidezza, precisione di guida e reattività in fase di rilancio...



Nuova Scott Addict VS Addict RC: deviazioni e punti in comune
La nuova piattaforma propone sette taglie (vedi tabella sotto) e due laminazioni: HMX (High Modules Extreme) e HMF (High Modulus Fiber).
Se volete approfondire la differenza tra i due piani vi suggeriamo questo articolo.


Rispetto alla precedente Addict, Scott ha aumentato lo stack e ridotto il reach in entrambi i casi di 5 mm.
Di conseguenza le discrepanze diventano ancora più nette ed evidenti se si confrontano la Addict 2026 e la Addict RC:
- • reach 386 mm contro 395,2 mm (cfr. taglia M/54);
- • stack 578 mm contro 543,3 mm (cfr. taglia M/54).


La deviazione emerge in maniera importante sull'avantreno.
Pensate che una configurazione senza spessori (o zero stack) sulla Addict replica la medesima posizione con pacchetto spessori da 35 mm sulla Addict RC.
Ciò significa che il tubo di sterzo è più abbondante a tutto vantaggio di una messa in sella meno esasperata (vedi comparativa sotto).

Attenzione però!
A livello di componentistica le due bici sono speculari: dai cuscinetti serie sterzo, (Acros AIF-1317S, IS44/35 | IS52/42), agli attacchi manubrio (da 70 a 120 mm su Addict 2026) fino alle le curve. Tutto interscambiabile e compatibile, incluso il manubrio integrato Syncros IC-R100-SL
Carbon combo.
Le uniche differenze sono:
- • l’angolo dell’attacco manubrio nella soluzione attacco + piega (-6° per gli attacchi Addict , -11° per gli attacchi Syncros ST-R100-AL dedicati alla Addict RC);
- • la forma della cover superiore in materiale composito dove poggia l'attacco.


Sull'onda di questo confronto c'è da sottolineare anche un interessante riflesso sul peso.
Il kit telaio HMX (telaio + forcella) della nuova Scott Addict ferma l’ago della bilancia 50 gr sotto il peso del kit telaio della penultima generazione Addict RC (MY2020).
Telaio Addict RC (MY2020): 840 gr | telaio Addict (MY2026): 780 gr (- 60 gr)
Forcella Addict RC (MY2020): 345 gr | forcella Addict (MY2026): 355 gr (+ 10 gr)
La laminazione HMF, invece, toglie 70 gr rispetto alla generazione Scott Addict (MY2022): il delta è di - 60 gr per il telaio e - 10 gr per la forcella
Come anticipato sopra, cambiano i passaggi ruota (max 700x38c) e il forcellino che ora è di tipo UDH. Scelte che pongono Scott in linea con la concorrenza.


Uno sguardo sotto il movimento centrale...
La porta ricavata sotto il tubo obliquo in prossimità del movimento centrale Press Fit BB86 è un'altra novità rispetto al passato.


Scott ha portato su strada le conoscenze maturate in ambito Mtb attorno la Spark 2022 che nel vano nascondeva l'ammortizzatore.
La nuova Addict "porta in pancia" il kit di riparazione (o Save The Day kit). Rispetto alle classiche soluzioni sotto o vicino al portaborraccia il vantaggio è aerodinamico, ma non solo.

Portare il kit di riparazione - composto da astuccio impermeabile, camera d'aria in TPU RideNow, leve cacciacopertoni e mini pompa (peso kit completo 150 gr) - a livello del movimento centrale consente di abbassare il centro di gravità della struttura limitando l'influenza sulla guidabilità.

Da questa soluzione scaturisce anche un vantaggio in termini di peso.
Il telaio mette in mostra un taglio a vivo sul quale va a posizionarsi direttamente la piastra di copertura da 9,5 gr. Nessun'altra interfaccia se non l'intercapedine interna in materiale plastico a protezione del telaio.
In termini di laminazione l'aggravio di peso è di soli 25 gr: più del 50% in meno rispetto alle soluzioni tradizionali che per via della posizione richiedono un rinforzo maggiore.
Il kit di riparazione viene fornito di serie sugli allestimenti di fascia alta Addict Premium e Addict 10.

Ma c'è altro...
L'integrazione per Scott non finisce qui.
Il collarino reggisella non è più a vista: il morsetto ora è affogato nel telaio e copia lo standard della Addict RC.

Anche il reggisella D-Shape a testa dritta (0 offset per tutte le versioni 2026) replica la medesima sezione a livello di inserimento telaio.
Sul componente destinato alla Addict, però, è presente un incavo dedicato all'alloggiamento del fanale posteriore magnetico (foto sotto) dotato di cinque funzioni e di accelerometro che permette alla luce di segnalare la frenata.
Disponibile in regime di vendita complementare (o aftermarket) anche il reggisella con arretramento 15 mm.




All'interno della curva manubrio, come sulla Addict RC, troviamo un utensile con punta Torx T25 che permette di regolare le principali viti della struttura.


A completare il quadro ci sono le borse telaio (non incluse al momento dell'acquisto).
Questo accessorio viene proposto in tre differenti misure. Sul lato destro è presente una zip mentre sul lato sinistro una tasca aperta in tessuto mesh rende più veloce l'estrazione.


Allestimenti, pesi e prezzi
Sono in tutto sei le serie prodotto (le foto in questo articolo si riferiscono alla Addict 10). Undici le opzioni colore. Gli allestimenti Addict 20, 30, 40 e 50 propongono rispettivamente tre varianti cromatiche e laminazioni HMF.

Shimano (Dura-Ace R9200 Di2, Ultegra R8100 Di2, 105 R7100 Di2 e 105 R7100 12v meccanico) e Sram (Force AXS, solo su Addict 10) le scelte per i gruppi trasmissione.
Le ruote Fulcrum Wind 42, impiegate in fase di sviluppo assieme alle gomme Schwalbe One da 34 mm, vengono montate su Addict Premium, Addict 10 e 20 con i rimanenti allestimenti che propongono le ruote proprietarie Syncros Capital 1.0 40 e RP 2.0.

Pesi
Addict Premium: 7,4 kg
Addict 10: 7,8 kg
Addict 20: 8,2 kg
Addict 30: 8,5 kg
Addict 40: 8,8 kg
Addict 50: 8,9 kg
Prezzo
Addict Premium: 7.699 euro
Addict 10: 6.599 euro
Addict 20: 5.299 euro
Addict 30: 3.999 euro
Addict 40: 3.339 euro
Addict 50: 2.799 euro
Save the Day Kit completo (cod. art. 425312): 59,90 euro

Nuova Scott Addict: prime impressioni in sella
101 km, oltre 1.700 metri di dislivello in quattro ore e 20 minuti. Media oraria pari a 23,5 km/h. Tre soste lungo il percorso.
Un'uscita che potremmo definire tranquilla dove ho avuto modo di testare la Addict 10 tg XS/49 (sono alto 168 cm, cavallo 78 cm).

È stato senza dubbio lo stack generoso a colpirmi appena montato in sella.
Se siete abituati a bici da strada racing l'impatto potrebbe non essere piacevole anche se sulla distanza, a ritmi non troppo sostenuti, si finisce per apprezzare questo assetto.


Se amate pedalare con le mani in presa alta in salita e avete un minimo di gamba vi sembrerà di "dominare la pendenza" per via del carico ridotto a livello di spalle e busto in fase di spinta.
In più... La bici non sfigura affatto su sterrati leggeri che ho affrontato con gomme stradali Schwalbe One da 34 mm.

Ulteriore pregio di questa bici è la guidabilità in discesa, anche su asfalto scassato.
Geometrie e allestimento danno la possibilità di gestire agevolmente il mezzo al punto che mi sento di consigliare questa bici a tutti coloro che non hanno ancora affinato la guida su questo terreno o che inforcano la bici un paio di volte la settimana o anche meno.



Rispetto ad un altro modello della concorrenza (Canyon Endurace CFR) la nuova Addict mi è sembrata meno corsaiola, totalmente orientata a chi in sella si vuole divertire anche se manca un po' di allenamento e abitudine.

Per maggiori informazioni: scott-sports.com/it
Foto in apertura: danielgeiger.net
QUI tutte le nostre news e gli approfondimenti sulle novità 2026.
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Sull'autore
Giovanni Bettini
"I poveri sono matti" diceva Zavattini. Anche i ciclisti oserei dire. Sono diventato "pazzo" guardando Marco Pantani al Tour de France 1997 anche se a dire il vero qualcosa dentro si era già mosso con la mitica tappa di Chiappucci al Sestriere. Prima le gare poi le esperienze in alcune aziende del settore e le collaborazioni con le testate specializzate. La bici da strada è passione. E attenzione: passione deriva dal greco pathos, sofferenza e grande emozione.




