La gomma da 26 mm su cerchio con canale interno da 21 mm è ancora la soluzione ideale per chi fa gare? O almeno certi tipi di gare?
Ma come, direte voi, ci avete tartassato per mesi dicendo che il canale largo è il futuro e la gomma da 28 mm è più scorrevole e ora tornate indietro?

Intendiamoci, io sono un fan del canale largo, perché credo che abbia molti più pregi che difetti, ma nei mesi scorsi ho avuto modo di pedalare per parecchio tempo con uno pneumatico tubeless 700×26 montato su una ruota in carbonio con canale interno da 21 mm e mi sono venute in mente alcune riflessioni che voglio condividere con voi.
Non ci sono solo vantaggi, ma in certe situazioni e per le esigenze di certi ciclisti potrebbe essere un abbinamento molto interessante.

Gomma da 26 su cerchio da 21 mm

Gomme Specialized, ruote Miche

Per completezza d’informazione vi descriviamo i componenti e il set up usato per il test, che hanno ispirato le considerazioni di questo articolo.

Ruote in carbonio Miche Kleos RD con profilo da 50 mm e canale interno da 21 mm con dentino di ritenzione (non hookless), che dunque permette di gonfiare oltre 5 bar e usare anche copertoncino e camera d’aria. Peso 1.450 grammi.

Gomma tubeless ready Specialized S-Works Turbo a doppia mescola T2/T5 700×26, montata con 30 ml di lattice. Peso effettivo 258 grammi.
Ho provato diverse pressioni di gonfiaggio, ma possiamo dire che quella media è stata intorno ai 5 bar (peso 67 kg).

Gomma da 26 su cerchio da 21 mm

Larghezza effettiva

Partiamo da un presupposto chiave: negli ultimi anni in fatto di dimensioni di gomme e ruote è cambiato tutto.

Attualmente il canale da 21 mm rappresenta lo standard più diffuso, ma molte aziende si sono già spinte a produrre cerchi da strada con canali fino a 23 o 25 mm. Ricordiamo, però, che fino a qualche anno fa la normalità era il canale da 17 mm.
Discorso simile vale per il mondo degli pneumatici, dove stiamo assistendo ad un costante aumento delle dimensioni, con la gomma 700×28 usata per le bici da gara e addirittura quella 700×30 o 32 per le bici endurance.

In questo contesto gli pneumatici 700×25-26 sono considerati stretti, ma non dimentichiamo che prima dell’avvento del disco lo standard era 700×23-25 su cerchio da 17 mm.

In sintesi, l’abbinamento tra un cerchio con canale da 21 mm e una gomma 700×25-26 attualmente è considerato il “minimo sindacale”, anche tra i Pro’. Personalmente oggi non scenderei mai sotto i 21 mm di canale interno, ma rispetto alle abitudini del passato parliamo comunque di dimensioni molto generose, con conseguenti vantaggi in termini di comfort e guidabilità.

Senza considerare che secondo gli ultimi standard ETRTO la sezione nominale degli pneumatici è sviluppata sulla base di cerchi da 19 mm, dunque su cerchi da 21 mm la sezione reale è superiore. Nel nostro caso specifico le Specialized S-Works Turbo 700×26 gonfiate a 5 bar sviluppano 27,3 mm. 

Gomma da 26 su cerchio da 21 mm

Leggerezza

Fatta questa doverosa premessa, entriamo nel cuore dell’articolo e vediamo perché questa combinazione potrebbe risultare interessante per certi tipi di gara e di ciclista.

Il primo vantaggio è quello relativo alla leggerezza. Canale più stretto e soprattutto gomma più stretta significano meno materiale impiegato e quindi un piccolo vantaggio in termini di peso.
Nel caso delle S-Works Turbo T2/T5 la differenza tra una gomma da 26 e una da 28 mm è di circa 20 grammi, che salgono a 40 grammi con una da 30 mm.

Gomma da 26 su cerchio da 21 mm

Considerando che le gomme Specialized sono tra le più leggere sul mercato, questa soluzione mi ha permesso di risparmiare circa 100 grammi totali rispetto a gomme 700×28 di alcuni competitor.
Pochi per chi non guarda le prestazioni, tanti per chi fa agonismo, anche in considerazione del fatto che sono collocati in un punto chiave, cioè la parte più periferica del cerchio.

Un peso più contenuto rappresenta un vantaggio sui percorsi con tanta salita e in quelli molto nervosi, dove c’è da rilanciare spesso la bici.
Di contro, dai test eseguiti dalla maggior parte delle aziende, gomme e canali più larghi risultano migliori in termini di scorrevolezza, sopratutto su asfalti rugosi e sconnessi.

Prontezza nella risposta

L’abbinamento gomma da 26 mm su canale da 21 mm, anche se con possibili differenze da prodotto a prodotto, garantisce una maggiore reattività e prontezza nella risposta rispetto a dimensioni più generose, anche in virtù di pressioni di gonfiaggio superiori.

In pratica, a parità di bicicletta, avrete un mezzo più brillante nei cambi di ritmo e più agile nei cambi di direzione in discesa.
Di contro, perderete qualcosa in termini di confidenza di guida e comfort.

Gomma da 26 su cerchio da 21 mm

In conclusione

Insomma, la gomma da 26 mm su cerchio con canale interno da 21 mm può ancora essere una soluzione ideale per l’agonismo? Come spesso accade non c’è una riposta valida per tutti e per tutte le situazioni, tanto che anche tra i Pro’ vediamo scelte contrastanti e, soprattutto, diverse in base al percorso e alle sensazioni del corridore.

Di sicuro questo abbinamento garantisce dei vantaggi in termini di peso e reattività rispetto a gomme e canali interni di dimensione più generose.

Personalmente ritengo che una gomma da 28 mm (meglio se tubeless) montata su ruote con canale da 21 mm in su attualmente rappresenti la soluzione ideale per la maggior parte degli appassionati, poiché garantisce un ottimo compromesso tra prestazioni, comfort e guidabilità della bici.
Tuttavia, per chi è particolarmente attento alla leggerezza o per gli agonisti che affrontano spesso gare con tanto dislivello o molti rilanci, la combinazione di cui abbiamo parlato in questo articolo può risultare un’alternativa molto interessante da valutare…

Ricordiamo che le prestazioni di uno pneumatico sono fortemente legate al rapporto larghezza gomma/larghezza interna del cerchio, aspetto di cui avevamo parlato negli articoli che trovate qui sotto:

Larghezza del cerchio e scorrevolezza della gomma. Un test interessante…

Sezione nominale e sezione reale di una gomma: ecco cosa c’è da sapere

Gomme sempre più larghe anche sulle bici dei Pro’. Ecco perché…