

Le XDS X-LAB dell’Astana sono state tra le bici che hanno suscitato più curiosità in questo inizio di 2025, in quanto si tratta delle prime bici cinesi ad essere approdate nel World Tour. Alla vigilia della Milano-Sanremo, nel nostro consueto girovagare tra gli hotel delle varie squadre, siamo andati a vedere da vicino la XDS X-LAB di Bettiol per scoprire qualche dettaglio in più.

Le bici XDS (acronimo di Xidesheng) fino a qualche mese fa erano sconosciute al grande pubblico europeo, ma attenzione, perché alle spalle c’è uno dei colossi mondiali nella produzione di telai in carbonio per conto terzi: Shenzhen Xidesheng Bicycle Co., Ltd.
Per capirci, XDS ha una capacità produttiva di 10 milioni di pezzi l’anno e per il 2025 prevede di fatturare 1,4 miliardi di dollari.
Ora ci concentriamo sulla bici di Bettiol, ma se volete altri numeri sull’azienda, ve ne avevamo parlato qualche mese fa in questo articolo.

XDS X-LAB AD9, la versione aero
X-LAB è la sigla che identifica i telai più pregiati di casa XDS, un po’ come succede con S-Works in casa Specialized.
Il colosso cinese mette a disposizione dei Pro’ due telai: l’AD9, cioè la versione aero, e l’RT9, una bici superleggera con design decisamente più classico.
Per la Sanremo, che si corre a velocità elevatissime, Bettiol ha ovviamente scelto la AD9. Scelta condivisa anche dal resto della squadra in tutta la prima parte di stagione. La XDS X-LAB di Bettiol, come avrete già visto nelle prime corse del 2025, ha una livrea personalizzata per celebrare la sua maglia di campione italiano.


Il telaio è realizzato con carbonio Torayca T1100. Ha un passaggio ruota massimo fino a 32 mm e forme particolarmente aerodinamiche.
Tra i dettagli, spiccano i prolungamenti aerodinamici in corrispondenza dei forcellini della forcella, che in qualche modo ricordano la soluzione attualmente in uso sulla Dogma F e vista qualche anno fa sulla prima versione della Scott Foil.
Simile a Pinarello è anche il sistema di serraggio sella (foto sotto), con due viti posizionate sulla parte posteriore del tubo piantone.

Come sulla maggior parte delle bici aero moderne troviamo un piantone svasato, una scatola movimento centrale molto massiccia e un tubo obliquo generoso e a coda tronca.
Piuttosto particolare è la forma dei foderi della forcella e anche la connessione tra tubo sterzo e forcella stessa (foto in basso a destra).


Bettiol è alto circa 180 cm e ha scelto una taglia M, abbinata ad un manubrio Vision Metron 5D Evo in taglia L (che indica la profondità della barra centrale), con attacco da 130 mm e curva da 40 cm (39 cm c/c in corrispondenza dei comandi). Il tutto senza spessori.
Se ve lo state chiedendo, al momento XDS non ha attivato alcuna politica di vendita per l'Europa, ma ha solo due poli logistici in Portogallo e in Belgio per gestire il servizio corse. Dalle informazioni che abbiamo raccolto la vendita potrebbe iniziare ufficialmente dal prossimo anno.



Componentistica
La XDS X-LAB di Bettiol è equipaggiata con gruppo Shimano Dura-Ace Di2, completo di misuratore di potenza e pedali Shimano Dura-Ace.
Le aste sono da 172,5 mm mentre le corone scelte per la Sanremo, come prevedibile, sono oversize: 56-44.


Sul posteriore troviamo un 11-34, la cassetta ormai più utilizzata anche tra i Pro’. Alla Sanremo di certo non servirà il 34, ma questa scala potrebbe consentire a Bettiol di tenere il 56 anche sul Poggio senza incrociare troppo la catena, poiché il quartultimo rapporto è un 24 e il terzultimo un 27.

Del manubrio Vision Metron 5D Evo, che è uno dei più usati in gruppo, vi abbiamo già detto. A completare l’allestimento troviamo la sella Prologo Scratch M5 CPC senza foro, nastro Prologo e portaborraccia Tacx.

Nuove ruote Vision in arrivo…
Chiudiamo come sempre con ruote e gomme.
Sulla "bici 1" di Bettiol, cioè quella che verrà usata in gara, prima dell’allenamento della vigilia erano montate delle ruote Vision Metron da 45 mm. Poco più in là, però, pronte c’erano anche una bella serie di set da 60 mm. Non sappiamo quale sarà la scelta definitiva per domani. Noi propendiamo per le 60 mm, ma potrebbe dipendere anche dalle condizioni meteo…


Rimanendo sulle 45 mm montate sulla bici, abbiamo avuto la possibilità di vederle da vicino e di notare che si tratta di ruote ancora non presenti nel catalogo Vision, identificate dalla dicitura RS.
La differenza più evidente sta nei raggi, che come vedete dalle foto qui sotto sono chiaramente in fibra di carbonio. Una soluzione che sembra stia diventando il nuovo standard e che a breve potrebbe interessare anche Roval e Shimano, almeno in base a quello che abbiamo visto in gruppo in queste settimane.


I mozzi sono sempre i PRS, ma sembrano avere una forma leggermente diversa rispetto a quelli montati sulle attuali Vision Metron SL. Non è facile da capire, ma anche il cerchio pare avere un profilo diverso, più largo e bombato.
Da quello che sappiamo i dettagli dovrebbero essere svelati a breve, anche perché le grafiche sembrano definitive e le ruote non sono più nascoste agli sguardi indiscreti…

Le ruote sono completate da gomme Continental GP 5000 TT TR da 28 mm, che saranno gonfiate a 4,2 bar davanti e 4,4 bar dietro (Bettiol è circa 70 kg). Nessuno dei corridori XDS-Astana usa gli inserti, se non alle Classiche del pavé.
Curiosità: le gomme sono state montate nuove il giorno della vigilia e per questo i meccanici le “limano” con carta vetrata telata grana 120 o 180, per togliere sin da subito quella patina scivolosa tipica di alcuni pneumatici nuovi, in modo da renderli efficienti sin dalla prima uscita.
Il peso della XDS X-LAB di Bettiol in questa configurazione, con 50 ml di liquido per gomma, è di 7,540 gr.

La XDS X-LAB di Bettiol per la Sanremo: in sintesi
Telaio: XDS X-LAB AD9 taglia M
Gruppo: Shimano Dura-Ace Di2 9200
Guarnitura: Shimano Dura-Ace con powermeter, corone 56-44, pedivelle 172.5
Pacco pignoni: Shimano Dura-Ace 11-34
Sella: Prologo Scratch M5
Manubrio: Vision Metron Evo 5d 400-130 L
Ruote: Vision Metron SL 45 o 60 mm
Gomme: Continental GP 5000 TT TR 28 mm
Peso: 7,540 kg
Per maggiori informazioni:
xds-astana.com
xidesheng.com
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Sull'autore
Giovanni Bettini
"I poveri sono matti" diceva Zavattini. Anche i ciclisti oserei dire. Sono diventato "pazzo" guardando Marco Pantani al Tour de France 1997 anche se a dire il vero qualcosa dentro si era già mosso con la mitica tappa di Chiappucci al Sestriere. Prima le gare poi le esperienze in alcune aziende del settore e le collaborazioni con le testate specializzate. La bici da strada è passione. E attenzione: passione deriva dal greco pathos, sofferenza e grande emozione.




