Le Bmc URS e Kaius rappresentano le due proposte gravel del marchio svizzero.
Si tratta di due prodotti molto diversi tra loro, entrambi pensati per l’uso off-road, ma con destinazioni d’uso quasi opposte.

La prima è orientata al gravel più estremo e avventuroso, tanto che ne esiste anche una versione con forcella ammortizzata (la URS LT).
La seconda, lanciata pochi mesi fa, è destinata alle competizioni, o comunque a chi non vuole sacrificare le prestazioni nemmeno quando si parla di sterrato. Non a caso si tratta della bici con cui Pauline Ferrand-Prévot ha vinto il primo mondiale gravel femminile.

La Ferrand-Prévot ha usato la Kaius 01 per vincere il primo mondiale gravel

Se state pensando di acquistare una gravel Bmc, dunque, è importate avere le idee chiare su come e dove pensate di usarla.
In questo articolo andremo proprio ad approfondire le differenze tra Bmc URS e Kaius 01, ipotizzando quali possono essere gli utenti ideali dell’ulta o dell’altra.

Bmc URS e Kaius

Bmc URS e Kaius

Geometrie

Le geometrie rappresentano una delle differenze più evidenti tra i due modelli, non solo per il fatto che la URS è proposta in 4 taglie e la Kaius in 6.

La URS ha un’impostazione decisamente più orientata all’off-road, quasi al limite del Mtb, che la rende più stabile e divertente sui tratti sconnessi e tecnici, ma che ovviamente le fa pagare qualcosa su asfalto.
La Kaius 01, al contrario, ha geometrie più simili a quelle della Roadmachine, cioè la bici da corsa endurance di BMC.

Reach e stack abbondanti, forcella con angolo molto aperto: sono le caratteristiche della URS che la rendono super stabile sullo sconnesso

Per entrare più nel dettaglio, a parità di misura la URS ha un reach molto più lungo della Kaius 01 (e non è che quello della Kaius sia così contenuto), progettato per essere abbinato ad un attacco molto corto.
Al contrario, lo stack della URS è decisamente più generoso.

Insomma, mentre la Kaius 01 è pensata per la velocità e per aiutare a mantenere una posizione piuttosto aggressiva e aerodinamica, la URS permette (anzi “obbliga”) ad un’impostazione più alta e rilassata, che migliora il comfort, ma anche il feeling di guida nei tratti ripidi e tecnici.

Bmc URS e Kaius
Le geometrie della Kaius 01 sono più vicine a quelle di una bici da corsa

Un’altra differenza sostanziale riguarda l’angolo del tubo sterzo.
La Kaius 01 ha uno sterzo da 72°, cioè piuttosto aperto, ma nella media del suo segmento.
La URS ha uno sterzo da 70°, che si avvicina quasi più all’impostazione di una Mtb che di una gravel. Ne consegue che la parte frontale della bici, così come l’interasse, sono decisamente più generosi sulla URS che sulla Kaius 01.
Cosa comporta? Che la URS è più stabile e facile da guidare sullo sconnesso, ma sicuramente meno reattiva e agile.

Qui sotto trovate le tabelle taglie delle due bici nel dettaglio:

Più in alto le geometrie delle URS, qui sopra quelle della Kaius

Caratteristiche del telaio

Un’altra importante differenza tra Bmc URS e Kaius sta nella laminazione della fibra.
Sulla URS l’obiettivo primario è stato quello di massimizzare comfort e capacità di assorbimento. Sulla Kaius 01, invece, si è badato più alle performance.

Non è un caso, dunque, che sulla Kaius troviamo il TCC Race, cioè la stessa laminazione e le stesse soluzioni adottate sulla Teammachine SLR 01, ossia la bici da salita del brand svizzero.
La URS, invece, è dotata del TCC Gravel, che tra le altre cose comprende anche l’MTT (Micro Travel Technology, foto sotto), cioè il sistema di ammortizzazione posteriore (tipo softail) che garantisce fino a 1 cm di escursione al carro posteriore.
Se volete saperne di più sulle diverse caratteristiche dei vari sistemi TCC, cliccate QUI.

Bmc URS e Kaius

L’orientamento più off-road e “avventuriero” della URS è evidente anche dal maggior numero di punti di fissaggio, dalla predisposizione per parafanghi e dalle protezioni in gomma posizionate sulla parte bassa del tubo obliquo e al termine dei foderi della forcella. Tutte soluzioni che sulla Kaius 01 sono state escluse, perché ne avrebbero aumentato il peso.

Un’altra differenza che non può essere tralasciata riguarda la compatibilità con i gruppi trasmissione.
La URS può essere montata sia con gruppi meccanici che elettronici, ma solo monocorona.
La Kaius 01, al contrario, può essere allestita solo con gruppi elettronici, ma sia con configurazione doppia che monocorona.
Su entrambi i telai, invece, troviamo il passaggio cavi interno tramite sistema ICS (nel caso della URS solo sulla versione più pregiata, cioè la 01).

L’ultimo aspetto di cui parlare è quello relativo al passaggio ruota, che ci riserva una sorpresa: al contrario di quello che la destinazione d’uso può lasciar immaginare, la Kaius 01 permette di ospitare pneumatici di dimensione nominale maggiore rispetto alla URS (44 contro 42 mm).

Su una bici come la URS un passaggio ruota più ampio ci sarebbe stato benissimo, ma è pur vero che si tratta di una piattaforma lanciata quasi 3 anni fa, quando il trend degli pneumatici larghi, anche nel gravel, era agli albori.
In merito alla Kaius, invece, questo ampio passaggio ruota ne aumenta la versatilità e dunque deve essere considerato un punto a favore.

Bmc URS e Kaius
Almeno dal punto di vista nominale, la Kaius ha un passaggio ruota superiore alla URS

Pesi

La differenza di peso tra i due modelli non è esagerata, ma rispecchia tutto quello che abbiamo detto fino ad ora. 

La Kaius 01 è più leggera, perché pensata per il gravel race.
La URS non è pesante, ma gli elementi distintivi di questa bici sono altri.

Di seguito i pesi dichiarati di telaio, forcella e reggisella:

BMC Kaius 01
Telaio: 910 grammi
Forcella: 410 grammi
Reggisella: 160 grammi

BMC URS
Telaio: 1.050 grammi
Forcella: 545 grammi
Reggisella: 160 grammi

Modelli disponibili e forbice di prezzo

Un’altra differenza sostanziale tra le due piattaforme riguarda il numero di modelli disponibili e la forbice di prezzo.
La Kaius, almeno per il momento,  è proposta solo nella variante 01 e in soli tre allestimenti, con prezzi che vanno dai 5.499 agli 11.499 euro. Insomma, roba per chi vuole un prodotto performante ed esclusivo.

La URS è declinata nelle piattaforme URS 01, URS e URS LT, per un totale di 6 versioni, con prezzi compresi tra 3.499 e 10.999 euro. A queste vanno aggiunte anche 2 versioni in alluminio, a partire da 2.199 euro.
Il pubblico a cui si rivolge è sicuramente più ampio ed eterogeneo.

La URS, almeno per ora, ha una gamma di modelli e prezzi più ampia rispetto alla Kaius, compresa una versione con forcella ammortizzata

Bmc URS e Kaius 01: a chi l’una o l’altra

BMC URS e Kaius sono estremamente diverse e rappresentano due modi diversi di interpretare il gravel. Per fare la scelta giusta in fase d’acquisto, dunque, è importante aver bene chiaro cosa si intende fare con la bici.

La Kaius è nata per il gravel race, ma può soddisfare le esigenze di tutti coloro che amano le prestazioni e intendono il gravel come un’alternanza tra asfalto e sterrati battuti.
La possibilità di montare gomme larghe ne può limitare l’indole racing, aumentando la capacità di assorbimento, ma l’impostazione richiederà comunque una posizione piuttosto simile alla bici da strada.

La URS, al contrario, è pensata per l’avventura e per affrontare quasi ogni tipo di fondo sterrato, anche i più scassati (specie nella versione LT). Non a caso l’acronimo URS sta per Unrestricted. Non è pensata per la velocità, ma per il divertimento.
Insomma, è una bici molto versatile, ma se fate solo asfalto e sterrati facili forse è un po’ “sprecata”.

Inoltre, consente un’impostazione in sella ben più comoda e rialzata, cosa che a molti utenti non dispiacerà, soprattutto a chi sta in sella tante ore.
Quest’ultimo punto, unito a prezzi di partenza più contenuti (specie nella versione in alluminio) ne fanno un prodotto adatto anche per chi si è avvicinato da poco alla disciplina.

Per maggiori informazioni: bmc-switzerland.com/

Se volete saperne di più, qui sotto trovate la presentazione della nuova Kaius 01 e il test della URS in allestimento 2020:

Nuova gravel BMC: la Kaius 01 è pensata per le alte prestazioni

TEST – Bmc URS One: per spingersi oltre i limiti del gravel “convenzionale”…