
Pedivelle corte e geometrie del telaio: le bici del futuro saranno diverse?
Nicola Checcarelli

Pedivelle corte e geometrie del telaio: le bici del futuro saranno diverse?
Nicola Checcarelli
L’uso di pedivelle corte è uno dei topic del momento.
Dopo che Pogačar ha iniziato a pedalare con aste da 165 mm, molti altri Pro’ sono andati in questa direzione e, inevitabilmente, a cascata l’interesse è cresciuto pure tra gli appassionati. Anche perché studi scientifici e analisi biomeccaniche hanno mostrato che nel complesso l’uso di pedivelle corte ha più vantaggi che svantaggi, fermo restando che ogni situazione andrebbe analizzata in modo specifico.
In questi mesi il dibattito si è concentrato soprattutto sui watt e sull’efficienza della pedalata, quindi sul rapporto tra pedivella e corridore. Ma la bici alla fine è un sistema e dunque l’argomento può diventare interessante anche sotto un altro punto di vista…


Le pedivelle corte possono rappresentare un’opportunità per ripensare le geometrie dei telai?
Rigirando la questione, un telaio progettato in modo specifico per l’uso di pedivelle corte o cortissime, potrebbe offrire vantaggi ancora più grandi?
D’altronde, anche se non tutti se ne sono accorti, è un po’ quello che sta già succedendo con l’adozione delle gomme di sezione più larga (che sono anche più alte) come nuovo standard…

Ad accendere i riflettori sul tema è stata Daccordi, storica azienda artigianale italiana, con un post sul proprio profilo Facebook (che trovate qui sotto). Un post che ha attirato la nostra attenzione, perché la questione è tutt’altro che banale e potrebbe aprire nuove prospettive per il futuro.
Per questo abbiamo deciso di approfondirla facendo quattro chiacchiere proprio con Daccordi, nelle figure di Sena Daccordi (nipote del fondatore Giuseppe) e Stefano Boggia.
Pedivelle corte e geometrie del telaio: quale legame?
La maggior parte dei telai attuali è progettato per l’uso di pedivelle di lunghezza compresa tra 170 e 175 mm. Le 172,5 mm per molti anni sono state lo standard più diffuso.

Il vantaggio delle pedivelle più corte in termini di efficienza della pedalata ed economia del gesto può variare da soggetto a soggetto.
Sotto il punto di vista della progettazione dei telai, invece, secondo Daccordi i vantaggi delle pedivelle da 160 o 165 mm sono da ricondurre alla possibilità di abbassare il movimento centrale.
Con le pedivelle standard, infatti, non si poteva osare più di tanto in questo senso, altrimenti c’era il rischio che i pedali toccassero terra nelle fasi di rilancio dopo le curve, provocando rovinose cadute. Con pedivelle più corte questo rischio diminuisce e quindi potenzialmente si può abbassare il movimento centrale di diversi millimetri.

Un movimento centrale ribassato, con lunghezza del carro, angoli di piantone e sterzo ottimizzati di conseguenza, sulla carta dovrebbe garantire un paio di miglioramenti importanti:
1- Maggior stabilità: l’abbassamento del baricentro migliora la maneggevolezza in curva e la stabilità alle alte velocità. Insomma, bici più veloce, ma soprattutto più sicura in discesa o in situazioni d’emergenza. Un vantaggio che potenzialmente è ancora più grande nel mondo gravel, dove però non si può esagerare perché bisogna tenere a mente anche la necessità di superare ostacoli.
2- Migliore aerodinamica: l’abbassamento del movimento centrale si porta dietro un abbassamento generale del telaio e quindi del corridore, che risulta più compatto.

Perché abbiamo parlato di vantaggi sulla carta? Perché le cose poi vanno sempre verificate sul campo (o in galleria del vento per quanto riguarda l’aerodinamica).
Abbassare troppo il movimento, secondo Daccordi, potrebbe rendere la bici un po’ meno scattante, dunque occorre fare delle prove per trovare il compromesso ideale.
Ecco perché Daccordi sta sviluppando dei prototipi specifici per l’uso di pedivelle corte, che saranno già pronti nelle prossime settimane per effettuare una serie di test sul campo.
Per chi è attento alla tecnica e a questi dettagli, però, le prospettive sembrano davvero interessanti…
I telai del futuro saranno diversi?
Se le pedivelle corte diventeranno uno standard, come è successo per le gomme più larghe, è quasi certo che in futuro i telai subiranno delle modifiche geometriche per ottimizzare l’uso di questo componente, in particolare relative all’altezza del movimento centrale.
Chiaramente si parla di modifiche di pochi millimetri o decimi di grado (nel caso degli angoli), difficili da percepire ad occhio nudo, ma che possono avere un impatto non banale sul comportamento e sulle prestazioni della bicicletta.

Se parliamo dei grandi brand, probabilmente il cambiamento non sarà così rapido, perché la “produzione di massa” ha i suoi tempi. E in più necessita di sicurezze e quindi di capire se le pedivelle corte saranno davvero accolte come nuovo standard.
Se invece parliamo di telaisti e produttori artigianali, come Daccordi, flessibilità produttiva e libertà di innovare viaggiano con un altro passo e per questo le prove sono già in corso…

Chi è Daccordi oggi
Daccordi è uno storico produttore italiano di biciclette.
Fondata nel 1937 in provincia di Pisa da Giuseppe Daccordi, nei primi decenni della sua storia l’azienda ha prodotto esclusivamente per conto terzi.
Il marchio Daccordi è nato nel 1981 grazie all’intraprendenza di Luigi Daccordi, figlio di Giuseppe.
Le bici Daccordi tra la fine degli anni ’80 e i primi anni 2000 sono state una presenza fissa nel mondo dei professionisti. Siamo sicuri che in molti si ricorderanno le bici usate dalla Colombia-Selle Italia di Gianni Savio, di cui Daccordi è stato sponsor tecnico per quasi 15 anni.

Con l’avvento della produzione di massa dei telai in carbonio, Daccordi ha iniziato a rivolgersi ad un pubblico più di nicchia, puntando sul su misura e sulla personalizzazione, sempre rigorosamente Made in Italy. Oggi la produzione Daccordi è destinata per lo più all’estero, con un buon 90% di fatturato che proviene dal su misura.
Chi acquista una bici Daccordi è un po’ come chi acquista un abito sartoriale, forse meno “alla moda” di quello dei grandi marchi, ma realizzato sulle proprie esigenze e per durare nel tempo.
Se volete saperne di più sulla storia e sui prodotti Daccordi, vi invitiamo a visitare il sito: daccordicycles.com
Qui sotto, invece, trovate un contenuto in cui abbiamo parlato di alcuni vantaggi delle pedivelle corte e dei potenziali aggiustamenti necessari per sfruttarle al massimo:
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Sull'autore
Nicola Checcarelli
Passione infinita per la bici da strada. Il nostro claim rappresenta perfettamente il mio amore per le due ruote e, in particolare, per la bici da corsa. Ho iniziato a pedalare da bambino e non ho più smesso. Ho avuto la fortuna di fare della bici il mio lavoro, ricoprendo vari ruoli in testate di settore, in Regione Umbria per la promozione del turismo in bici, in negozi specializzati. Con BiciDaStrada.it voglio trasmettervi tutta la mia passione per le due ruote.





