Vengono svelate ufficialmente oggi le nuove scarpe Specialized S-Works Ares 2, che rappresentano l’evoluzione delle Ares, lanciate nel 2021.



Le Ares 2 sono state sviluppate sulla base di oltre 100.000 scansioni dei piedi dei ciclisti effettuate con il sistema 3D Retul e perfezionate grazie ai feedback dei Pro’, che le stanno utilizzando ormai da diversi mesi. L’obiettivo principale è stato quello di garantire il massimo della performance, ma senza sacrificare il comfort. Anche perché ormai è chiaro che quando non si sta comodi, soprattutto sulle lunghe distanze, ne risente anche la prestazione.
Si posizionano al top della gamma Specialized al fianco delle S-Works Torch e, rispetto a queste, si differenziano in particolare per il sistema di chiusura e per la nuova forma dell’avampiede.
Body Geometry Last: forma dell’avampiede tutta nuova
Le nuove Specialized S-Works Ares 2 presentano diverse novità rispetto alla prima generazione, sia tecniche che estetiche.
Una delle più significative riguarda la nuova forma, che Specialized identifica con il nome di Body Geometry Last.
In pratica, come vedete dall’immagine in basso, le Ares 2 non solo presentano una pianta più larga rispetto al passato, ma anche una punta molto più arrotondata e spaziosa. Questo permette di muovere più liberamente le dita e, in base a quanto dichiarato da Specialized, riduce la pressione sull’avampiede addirittura del 44%, migliorando in modo sensibile il comfort sulle lunghe distanze.

Oltre alla nuova forma dell’avampiede, le Specialized S-Works Ares 2 presentato tutti gli altri principi Body Geometry che hanno guidato la progettazione delle scarpe del marchio americano negli ultimi anni, vale a dire:
- • Supporto varo dell’avampiede da 1, 5mm, per migliorare l’allineamento di piede, ginocchio e anca, aumentando la potenza e riducendo il rischio di infortuni.
- • Bottone metatarsale, che separa le ossa dell’avampiede, con l’obiettivo di prevenire la compressione dei nervi in questa zona e ridurre gli intorpidimenti e la famosa sensazione di “piede caldo”.
- • Supporto dell’arco plantare per prevenire il “collasso” del piede, aumentando l’efficienza e riducendo i dolori.

Cosa cambia rispetto alle Ares di prima generazione
Il vero elemento in comune tra Ares e Ares 2 è l’obiettivo con cui sono state progettate, cioè far convivere un comfort superiore con il massimo delle prestazioni, in particolare in fatto di stabilità e tenuta del piede.

Il filo conduttore tra i due modelli rimane il sistema di ritenzione brevettato, che pur essendo stato aggiornato (sia in termini tecnici che estetici), si basa sempre su un doppio rotore Boa e su una struttura triangolare di supporto nella zona del collo, che garantisce grande stabilità, senza creare punti di pressione. Per il resto, è cambiato quasi tutto:
1- La zona dell’avampiede, di cui via abbiamo già parlato, che è molto più spaziosa.

2- La zona del collo, con la scomparsa di quella sorta di calza in maglia che caratterizzava la prima versione.

3- I rotori Boa, che ora sono in alluminio e non più in plastica come sulle S-Works Torch.

4- La suola in carbonio, la stessa usata sulle Torch, che mantiene una rigidità molto elevata, ma con un peso più contenuto.

5- La tomaia, anche questa molto simile a quella delle Torch.

6- La zona posteriore, con una nuova controconchiglia rinforzata che stabilizza il tallone, riducendo la possibilità di sollevamento durante gli sforzi massimali.

Specialized S-Works Ares 2: specifiche, colori, prezzi
Le nuove Specialized S-Works Ares 2 sono proposte in 4 colori: White, Team White (nelle foto), Black e Green Gecko, che potete vedere QUI. La gamma taglie varia dal 36 al 49, con mezzi numeri disponibili tra il 38 e il 46.
Il peso rilevato in taglia 44 è di 262 gr (una sola scarpa).
Il prezzo al pubblico è di 549 euro.

Specialized S-Works Ares 2: la prova su strada
Ho avuto l’opportunità di ricevere una paio di Specialized S-Works Ares 2 qualche settimana prima del lancio e di seguito trovate le sensazioni su strada.
Premetto che io sono stato (e sono) un grande fan della prima generazione di Ares, che ho ancora a casa, perché credo che offrano un sistema di ritenzione del piede davvero eccezionale. Per queso motivo l’aspettativa sulle Ares 2 era molto alta e nel complesso non è stata disattesa.

Partiamo dalla calzata. La lunghezza è in linea con gli altri modelli Specialized. Di norma indosso un 43,5 e anche per le Ares 2 il numero giusto è questo. Rispetto al vecchio modello cambia la sensazione nella zona dell’avampiede, come era lecito aspettarsi in virtù della forma tutta nuova. Lo spazio per le dita è molto più ampio che in passato e credo che sarà molto apprezzato soprattutto da chi ha piedi tozzi o con pianta larga. Chi invece ha un piede molto affusolato e sottile forse potrebbe trovarsi meglio con le Torch.
Ho un leggero valgismo alle ginocchia (vanno indentro) e per questo su tutte le scarpe Specialized ho sempre apprezzato molto il supporto varo dell’avampiede e il supporto dell’arco plantare, che contribuiscono a trasmettermi la sensazione di una pedalata più fluida e stabile.

Il pezzo forte delle Ares 2, in ogni caso, resta la chiusura nella zona del collo, che è estremamente salda, ma senza generare punti di pressione. Per rendere bene l’idea, è come se la scarpa fosse “divisa in due”: il piede è stabile, saldo e ben fasciato dove serve, cioè nella zona posteriore e del collo, mentre è più “libero” nella zona delle dita. Una dicotomia che personalmente mi piace molto e che trovo tra le migliori (se non la migliore) del mercato.
Rispetto alle Torch la principale differenza è la sensazione di tenuta nella zona del collo, che è difficile da descrivere, ma è diversa.
Rispetto alla prima generazione, la differenza più grande è nella zona della punta, che era molto più fasciante, forse fin troppo.
C’è poco da dire sulla rigidità. Non ho dati oggettivi e non ho i watt per metterle davvero sotto stress, ma l’impressione è che rimangano tra le scarpe più rigide sul mercato.
Per maggiori informazioni: specialized.com
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Sull'autore
Nicola Checcarelli
Passione infinita per la bici da strada. Il nostro claim rappresenta perfettamente il mio amore per le due ruote e, in particolare, per la bici da corsa. Ho iniziato a pedalare da bambino e non ho più smesso. Ho avuto la fortuna di fare della bici il mio lavoro, ricoprendo vari ruoli in testate di settore, in Regione Umbria per la promozione del turismo in bici, in negozi specializzati. Con BiciDaStrada.it voglio trasmettervi tutta la mia passione per le due ruote.






