
Nuove Specialized S-Works Torch Remco: quando il carbonio diventa... pesante
Giovanni Bettini

Nuove Specialized S-Works Torch Remco: quando il carbonio diventa... pesante
Giovanni Bettini
Ricordate le scarpe usate da Evenepoel al Tour de France dello scorso anno? Ora non sono più un mistero. Quasi a voler chiudere un cerchio, alla vigilia della Grande Boucle 2025 (partenza sabato 5 luglio la Lille), ecco le scarpe Specialized S-Works Torch Remco.

Queste scarpe sono il frutto di otto mesi di collaborazione serrata tra il belga del team Soudal Quick-Step e il marchio di Morgan Hill (California, Stati Uniti) che ha esaudito il desiderio del campione Olimpico di Parigi 2024 nonché campione del mondo in carica delle prove contro il tempo: una scarpa ultraleggera per affrontare le torride tappe di montagna al Tour de France.

Tre in tutto i prototipi. Il primo esemplare era stato indossato da Evenepoel a dicembre 2023 in occasione del ritiro di Calpe (Spagna), l'ultimo durante il Tour de France dello scorso anno e ha aperto la strada alla validazione.
Secondo quanto dichiarato da Specialized, la S-Works Torch Remco è "la scarpa più leggera del World Tour". Non entriamo nel merito del primato, ma di sicuro possiamo confermare che questa calzatura ha un peso di tutto rispetto per via di costruzione che merita attenzione.

Tomaia essenziale, suola più leggera
Un singolo strato di poliuretano termoplastico (TPU) combinato con un singolo strato di tessuto mesh va a comporre la struttura superiore dove spicca una rotella BOA Li2 che lavora su un unico punto di ancoraggio del cavo.

Il sistema di chiusura, che vede anche l'impiego di un velcro, avvolge la tomaia dall'interno all'esterno concedendo due finestre d'aerazione alla lingua in microfibra saldata sulla tomaia.
51,1 i grammi risparmiati sul corpo superiore della scarpa rispetto alla S-Works Torch tg 41.

I tecnici Specialized hanno poi spostato l'attenzione sulla suola con la fibra di carbonio che per la prima volta è stata etichettata come "materiale troppo pesante". Sì avete capito bene...
La dimensione della piastra in carbonio così è stata ridotta e a sua volta integrata su un puntale e un supporto mediale in nylon iniettato che risale sul retro andando a delineare un guscio di supporto simmetrico per il tallone (o contrafforte).


Una costruzione che muove da sei anni di studi condotti dal gruppo di lavoro interdisciplinare Specialized Human Performance Team (HPT) attorno la rigidità delle suole e che ha permesso di risparmiare altri 14 grammi (cfr. S-Works Torch tg 41) grazie ad una sagoma più essenziale (vedi comparativa sotto) che non perde di vista il trasferimento della potenza.

Risultato finale: 65,1 grammi in meno rispetto alla S-Works Torch tg 41, numero preso come riferimento non a caso visto che costituisce la misura abitualmente utilizzata da Evenepoel.

S-Works Torch Remco: nasce da uno storico importante
Dietro a questa nuova scarpa ci sono i numeri e dati. Tanti dati.
Oltre 100.000 scansioni 3D del piede effettuate con il sistema RETÜL e oltre 2.000 ore di test su strada hanno dimostrato che la nuova forma Body Geometry Last più ampia (vista anche sulla S-Works Ares), permette alle dita di distendersi in maniera naturale a beneficio delle prestazioni e del comfort.
Questa forma, infatti, riduce la pressione sull’avampiede fino al 44% rispetto ai design tradizionali più stretti.

Altro aspetto interessante è l'inserimento nelle scarpe di due cunei vari da 1,5 mm di spessore che contengono la pronazione del ginocchio in fase di spinta e che mantengono il fisiologico allineamento tra testa del femore, ginocchio e caviglia.

Peso
S-Works Torch Remco: 148,2 gr (mezzo paio, taglia 41)
Prezzo
La S-Works Torch Remco è disponibile in tiratura limitata in un'unica variante cromatica (White/Photon Orange) e viene declinata in 15 taglie (39, 39.5, 40, 40.5, 41, 41.5, 42, 42.5, 43, 43.5, 44, 44.4, 45, 45.4, 46).
Il prezzo di listino è di 599 euro.

Per maggiori informazioni: specialized.com/it
QUI tutte le news e gli approfondimenti sulle novità 2025.
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Sull'autore
Giovanni Bettini
"I poveri sono matti" diceva Zavattini. Anche i ciclisti oserei dire. Sono diventato "pazzo" guardando Marco Pantani al Tour de France 1997 anche se a dire il vero qualcosa dentro si era già mosso con la mitica tappa di Chiappucci al Sestriere. Prima le gare poi le esperienze in alcune aziende del settore e le collaborazioni con le testate specializzate. La bici da strada è passione. E attenzione: passione deriva dal greco pathos, sofferenza e grande emozione.




