

A due anni dalla prima generazione arriva la nuova Pinarello F. Una bici da strada che si colloca nel segmento competition del marchio trevigiano, un gradino sotto la Dogma F.
Ed è proprio la Dogma F a trasmettere alla "sorellina" tanti dettagli di prim'ordine al punto che nella prova su strada il confine tra le due piattaforme risulta molto labile.

Sia chiaro, le differenze ci sono, anche se a primo impatto l'impressione è quella di avere davanti la prima Dogma F presentata a giugno 2021 (QUI il nostro articolo).
A questo punto, prima di andare più a fondo, una precisazione è d'obbligo.
La nuova Pinarello F non utilizza un composito meno performante steso sullo stampo della Dogma F. È una bici che vive di luce propria: assorbe qualche dettaglio tecnico dalla sorella maggiore e al tempo stesso propone forme esclusive. Non lasciatevi ingannare dall'apparenza...
Nel video qui sotto le prime impressioni.
Nuova Pinarello F: dettagli e differenze con la Dogma F
Le taglie telaio
Stesse geometrie della Dogma F, ma con due taglie in meno. La Pinarello F conferma nove taglie rispetto alle 11 della Dogma F.
Come nel recente passato non è presente la misura 62 e l'intermedia 55, sostituita dalla tg 54,5.
Una discrepanza che si può perdonare visto che non sono molti i marchi a livello globale a offrire una tabella geometrie così ampia.

La fibra di carbonio
Dal composito Torayca M40X della Dogma F (che offre il miglior rapporto resistenza/modulo di trazione), si passa ai collaudati tessuti T900 (serie F9 e F7), T700 (F5 e F3) e T600 (F1) sempre prodotti dal colosso giapponese Toray. Compositi già impiegati sulla precedente generazione Pinarello F.
Premesso che un telaio non viene mai costruito con una sola tipologia di carbonio, c'è da dire che la resa finale è condizionata da come le pelli vengono assemblate nello stampo.

Pinarello è stato uno dei primi produttori a impiegare le fibre di carbonio Toray a metà anni 2000. Di conseguenza oggi il rapporto con l'azienda nipponica è consolidato al punto che Toray suggerisce ai tecnici dell'azienda di Villorba (TV) possibili piani di laminazione per tirare fuori il meglio dalla propria materia prima.
Un rapporto di collaborazione e conoscenza che porta benefici a tutta la gamma Pinarello, inclusa la nuova F.

Lo sviluppo aerodinamico
Iter più "semplice" e meno sofisticato rispetto alla Dogma F, che è stata sviluppata anche grazie ai dati raccolti attorno la bici di Geraint Thomas al Tour de France 2022. Dati che abbiamo avuto modo di visualizzare, ma di cui non possiamo dare notizia (fidatevi ci son numeri da far venire il mal di testa).
Dietro allo sviluppo della nuova Pinarello F c'è sempre e comunque la galleria del vento virtuale (CFD o fluidodinamica computazionale, QUI un approfondimento) anche se in soldoni sulla F i calcoli si fermano prima.

Le forme
Messo da parte il primo colpo d'occhio, la nuova F mette in mostra diverse differenze rispetto alla generazione precedente e alla sorella maggiore.
- • Il tubo obliquo ora è più stretto e adotta una sezione superiore (dal nodo di sterzo al portaborraccia) molto simile a quella della Dogma F, al punto da replicarne l'incavo del portaborraccia. Sul piano laterale cambia lo sviluppo della porzione inferiore che si congiunge al movimento centrale: più lineare e meno massiccia.

- • Cambia anche il design del sotto scatola movimento centrale: la Dogma F presenta una sagoma Aero-Keel sinuosa e lineare. La F riprende e rielabora questo concetto dando vita al design compact Aero-Keel, con una linea più spigolosa a pinna di squalo che diventa prerogativa esclusiva della nuova Pinarello F 2026.

- • Ridisegnato il carro posteriore asimmetrico. I foderi bassi sono meno squadrati rispetto alla F 2023. I perni passanti non sono chiusi (a differenza della Dogma F) anche se viene compiuto un altro passo verso l'integrazione e la pulizia estetica grazie all'eliminazione della boccola esterna a supporto del forcellino cambio che adotta lo standard UDH.


- • Le linee a livello del nodo di sella diventano più morbide. Confermata la chiusura del reggisella posizionata sul tubo orizzontale.

Nuova Pinarello F e Dogma F: i punti di contatto
L'avantreno
La nuova F presenta un impatto frontale ridotto al punto che la bici a questo livello è del tutto sovrapponibile alla Dogma F grazie a tre specifiche chiave.

- • Serie sterzo ellittica E-TiCR
Questa soluzione sposta il passaggio cavi da laterale a frontale riducendo di ben 8 mm (4 mm lato dx, 4 mm lato sx) la larghezza del tubo di sterzo. Anche i cuscinetti sono i medesimi: 1.5'' sotto e 1'1/4'' sopra.

- • Forcella Onda
Il rake è unificato (47 mm per tutte le taglie) anche se è presente il foro del perno passate (la Dogma F adotta perni passanti chiusi).

- • Manubrio integrato Most Talon Ultra Fast
Visto per per la prima volta lo scorso anno su Dogma F (sotto le specifiche). Le Pinarello F9 e F7 sono ancora più vicine alla Dogma F anche grazie alla condivisione di questo componente.


I passaggi ruota
La forcella Onda, il nuovo design del carro e della scatola movimento centrale rendono possibile l'utilizzo di coperture max 700x32c, come sulla Dogma F.
Due millimetri in più rispetto alla Pinarello F 2023.

Allestimenti, pesi e prezzi
Sono cinque in tutto le serie prodotto a catalogo: F9, F7, F5, F3, F1.
La F1 ripropone in tutto e per tutto la "vecchia" piattaforma Pinarello F e il cambio meccanico Shimano 105 R7100 12v (foto sotto).
Un dettaglio da non trascurare visto che i nuovi modelli 2026 (F9, F7, F5, F3) sono dedicati esclusivamente a trasmissioni elettromeccaniche.

Se F9 e F7 impiegano il manubrio integrato Most Talon Ultra Fast, gli allestimenti F5 e F3 propongono il nuovo set manubrio tradizionale (attacco+piega) in lega di alluminio.
L'attacco Jaguar Claw integra il passaggio cavi con l'apertura inferiore che ne agevola la sostituzione in negozio per una messa in sella ottimale.

Le nuove ruote proprietarie Most Ultrafast 45 DB, con cerchio in fibra di carbonio dotato di canale interno da 23 mm (no hookless), dominano la scena fino all'allestimento F3 il quale adotta le più economiche DT Swiss A1800 Spline.
Nove in tutto le opzioni colore caratterizzate da una base a tinta unita.
Tutte le tonalità sono riassunte nella tabella qui sotto che indica inoltre la laminazione (seconda colonna da sinistra) e i gruppi trasmissione disponibili per ogni serie.

Da segnalare il fatto che tutte le nuove Pinarello F 2026 vengono vendute con reggisella arretrato (setback 20 mm, foto sotto). Disponibile l'opzione a testa dritta (0 offset) in regime di vendita complementare (aftermarket).
Un'ulteriore curiosità riguarda le gomme.

Debuttano le Most Competition con carcassa in nylon prodotte in collaborazione con Vittoria.
Questi pneumatici sono proposti di serie su tutti i modelli ad eccezione della F9 (il modello in foto) che adotta, invece, copertoncini Pirelli P Zero Race.

Peso
In taglia 53 il telaio pesa 100 gr in più rispetto al telaio Dogma F.
Qui sotto i pesi delle bici complete (rif. taglia 53 senza pedali).

Prezzo
Pinarello F9: 11.000 euro
Pinarello F7: 7.900 euro
Pinarello F5: 5.500 euro
Pinarello F3: 4.500 euro
Pinarello F1: 3.400 euro

Nuova Pinarello F: prime impressioni in sella
74 km e 1.600 metri di dislivello spalmati per lo più lungo la salita di Pianezze dalla strada del Madean (10,47 km al 7,7%) possono bastare per capire come va questa bici?
Vi confesso che mettere alla prova la medesima taglia della bici usata abitualmente (Dogma F 46,5), allestita con il medesimo manubrio (attacco solo 2 cm più corto), le stesse ruote e le stesse gomme non capita spesso.
Il quadro ha finito per configurare il banco di prova ideale per individuare le differenze a livello di telaio data la parità a livello di allestimento.

Qui si ritorna a quanto accennato in apertura: le differenze rispetto alla Dogma F sono veramente minime!
Partenze da fermo, variazioni di ritmo a velocità sostenuta (45 km/h), progressioni all'uscita dei tornanti, in salita sui pedali e da seduto, staccate all'ultimo in discesa anche su fondo dissestato, curve veloci, cambi di ritmo sempre in discesa. Sono alcuni degli scenari dove ho cercato di mettere sotto torchio il mezzo.

Non ho certamente i watt di un Pro', ma l'impressione è quella di essere sopra ad una Dogma F in tutto e per tutto non solo finché si va a spasso, ma anche quando si inizia a fare sul serio.
Solo due le sfumature degne di nota a mio avviso.
- - La Pinarello F su fondo ruvido o asfalto irregolare a parità di ruote, gomme e pressioni tende ad essere un po' più "secca" rispetto alla Dogma F, il cui telaio sembra dissipare meglio le vibrazioni al punto da restituire una sensazione più ovattata a livello di sella e manubrio.
- - Nei cambi di ritmo la bici è leggermente più pigra rispetto alla Dogma F, ma è un dettaglio che ho notato solo dopo aver simulato diverse volte condizioni di stress.

A conti fatti non siamo al livello della sorella maggiore, ma poco ci manca.
Il fascino esercitato su scala mondiale dalla Dogma F è innegabile: pensate che questa bici fino a tre anni fa rappresentava l'80% del fatturato dell'azienda trevigiana.
Oggi il dominio commerciale è confermato anche se i modelli alternativi iniziano a ritagliarsi sempre di più il proprio spazio.
Con la F Pinarello desidera essere meno "dogmacentrica" sacrificando veramente poco in termini di peso e prestazioni.

Il prezzo è alto rispetto a pari soluzioni della concorrenza anche se il listino incrocia piani che vanno oltre la tecnica.
Se volete provarla e conoscerla da vicino tenete presente che in occasione dell'Italian Bike Festival Pinarello mette a disposizione la nuova F per i test in circuito.

Per maggiori informazioni: pinarello.com/europe/it
Foto in apertura: Roby Bragotto
QUI tutte le news e gli approfondimenti sulle novità 2026.
Per Pinarello una nuova stagione all'insegna delle novità anche in ambito gravel. Qui sotto tutti i dettagli della Dogma GR e dell'ultima generazione Grevil F.
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Sull'autore
Giovanni Bettini
"I poveri sono matti" diceva Zavattini. Anche i ciclisti oserei dire. Sono diventato "pazzo" guardando Marco Pantani al Tour de France 1997 anche se a dire il vero qualcosa dentro si era già mosso con la mitica tappa di Chiappucci al Sestriere. Prima le gare poi le esperienze in alcune aziende del settore e le collaborazioni con le testate specializzate. La bici da strada è passione. E attenzione: passione deriva dal greco pathos, sofferenza e grande emozione.






