Avete visto la Cannondale usata da Lachlan Morton per vincere la Life Time Unbound Gravel? Si tratta di una SuperSix EVO SE destinata al gravel racing, ma con un allestimento piuttosto bizzarro.
Un allestimento a nostro avviso da non imitare, perché molto estremo sotto tanti punti di vista, ma che alla fine è risultato redditizio, perché quando vinci una gara del genere, coprendo 327 in km, in poco più di 9 ore a 35,5 km/h di media che gli vuoi dire?

La Cannondale di Morton alla Unbound

Un allestimento che, tutto sommato, secondo noi rappresenta al meglio il concetto di gravel, cioè un mondo in cui le regole non esistono e in cui ognuno sceglie in base alle proprie sensazioni personali. Un po’ come succedeva agli albori della mtb, dove si vedeva tutto e il contrario di tutto…

La Cannondale di Morton alla Unbound
Foto Unbound gravel

La Cannondale di Morton alla Unbound: scelte estreme

Partiamo dall’aspetto che forse salta maggiormente all’occhio, cioè il posizionamento della sella. Morton ha usato una sella Prologo completamente scarrellata in avanti (anche oltre il limite consentito) con un’inclinazione della punta pazzesca.
Si tratta di un’impostazione estrema, che molti biomeccanici non condividono, ma su questo magari torneremo con un contenuto più approfondito.

Facendo due chiacchiere veloci con alcuni tecnici, la scelta potrebbe essere legata alla necessità di scaricare un po’ la zona perineale in una gara così lunga, ma anche alla maggiore facilità di ruotare il bacino in avanti. In questo modo è possibile sostenere un dislivello sella-manubrio maggiore ed essere più aerodinamici. Con le dovute proporzioni è un po’ quello che fa anche Pogacar sulla sua Colnago V4Rs.
Una soluzione che nel gravel di tutti i giorni serve a poco, ma che diventa determinante in una gara corsa a queste velocità. Da notare, a tal proposito, anche la scelta del casco aerodinamico Poc Procen Air.

Ovviamente una posizione così estrema non è esente da problemi. Con un’inclinazione del genere si tende a scivolare in avanti, dunque ad aumentare in modo notevole il carico su mani, braccia e spalle. Ecco perché dicevamo che si tratta di una soluzione da non imitare… Insomma, ok per le gare, ma non è per tutti, anche se la morfologia di ogni ciclista è personale.

Casco aero e posizione molto carica sulle braccia. E’ un’impostazione molto aerodinamica, ma sicuramente non per tutti. Foto Unbound Gravel

Passiamo poi ai componenti. Di specifico per il gravel, in pratica, ci sono solo il telaio SuperSix Evo SE (di cui avevamo parlato QUI), la gomma anteriore e alcuni componenti del gruppo. Tutto il resto è pescato dalla strada o dalla Mtb.

Le ruote sono le Vision Metron 45 SL TL, cioè le stesse usate dalla EF Education-Easy Post anche nelle gare su strada, con cerchio in carbonio e canale interno da 21 mm, chiaramente montate in configurazione tubeless.

La gomma posteriore è una Vittoria Mezcal. Si tratta di una gomma che deriva dalla Mtb, anche se di recente l’azienda italiana ne ha prodotto anche una versione gravel 700×44.
L’anteriore invece è una Vittoria Terreno Dry, quasi completamente slick al centro. La SuperSix Evo SE ufficialmente può ospitare pneumatici fino a 700×45, ma a giudicare dal risicatissimo passaggio ruota, l’impressione è che si tratti di una 29×2.0 o di una 700×47, entrambe misure disponibili a catalogo.

Foto Matt Shapiro

Vi facciamo notare come Morton abbiamo portato con sé una camera di scorta fissata sotto il tubo orizzontale. L’ingombro è molto contenuto, dunque ci lascia immaginare che si tratti di un prodotto in TPU.

L’attacco manubrio è un FSA SL-K Drop con inclinazione negativa di -20°, nato per la Mtb e in questo caso usato per aumentare ulteriormente il dislivello sella-manubrio. La piega, invece, viene dal mondo strada e dovrebbe essere un Vision Metron Aero.

Foto Matt Shapiro

Passiamo infine al gruppo. In barba alla diffusione sempre più capillare del monocorona, Morton ha utilizzato un GRX Di2 a 12 velocità, ma con rapporti da strada: la guarnitura è la Cannondale Hollowgram 52-36 (senza misuratore di potenza, in pieno “stile” Morton); non conosciamo la scelta della cassetta posteriore, ma questo gruppo consente di usare al massimo un 11-36.
Si tratta di una combinazione che permette di fare velocità e di avere una scala molto graduale, a patto di non dover affrontare pendenze estreme (cosa rara alla Unbound) e di avere la gamba di Morton…

Spendiamo infine due parole sulla scelta dei portaborraccia, che può essere una soluzione utile anche per gli appassionati. Sono gli Elite Rocko in carbonio, che facilitano l’estrazione laterale e come caratteristica distintiva hanno un’elevata capacità di trattenimento. Sono dunque ideali proprio per i fondi accidentati.

Foto d’apertura Matt Shapiro

Qui sotto trovate alcuni dati e curiosità sulla Unbound 2024:

Classifica Unbound 2024: come sono andati Oss e gli altri nomi noti