A Oropa aveva dato l’impressione di essere forte, ma non così devastante. Evidentemente Tadej e il suo staff avevano “calcolato” di essere al top della forma nella terza settimana, perché distacchi come quelli della tappa con arrivo al Mottolino non si vedevano da anni. Di fronte ad un’impresa del genere è quasi d’obbligo analizzare i dati fatti registrare da Pogačar a Livigno, perché è vero che gli avversari qui al Giro forse non sono dello stesso livello di quelli che troverà al Tour, ma con prestazioni del genere sarà difficile batterlo anche alla Grande Boucle.

dati dell’impresa di Pogačar a Livigno
Foto by Marco Alpozzi/Lapresse

Più che la potenza impressiona il “serbatoio”

Iniziamo con una considerazione.
Nel ciclismo moderno siamo abituati a vedere tappe di montagna dure, ma molto brevi.
La Manerba del Garda-Livigno (Mottolino), invece, aveva le caratteristiche dei Grandi Giri di “una volta”, cioè lunga e con tanto dislivello (220 km con oltre 5.500 metri di dislivello). Un percorso che non solo mette in mostra la cilindrata del corridore, ma anche le sue doti di resistenza, il cosiddetto serbatoio.

Perché un conto è affrontare il Foscagno (una salita non troppo dura) dopo 120 km di gara e un altro è farlo dopo 200 km con oltre 3.000 metri di dislivello nelle gambe.

dati dell’impresa di Pogačar a Livigno

VAM e valori di potenza espressi lungo le ultime due salite, dunque, devono tenere conto del consumo energetico sostenuto durante il resto della tappa.

Per darvi un’idea, Thymen Arensman, il corridore che è arrivato più vicino a Pogačar e ha condiviso i dati di potenza, ha speso 6.800 kj, con un consumo calorico di 7.415 calorie. Tadej è qualche kg più leggero, perciò avrà consumato un po’ di meno, ma i valori sono comunque importanti.
Se confrontiamo i dati di Arensmann (9°) e Zana (11°), entrambi hanno fatto registrare un rapporto kj/kg/h di circa 15,5.

dati dell’impresa di Pogačar a Livigno

Il discorso non è semplicissimo da spiegare, ma se volete saperne di più ne abbiamo parlato in modo più approfondito nell’articolo qui sotto:

Consumo energetico e prestazione in bici. Cosa sono i kJ e perché sono importanti

Una vittoria non scontata: Pogačar sfata anche due tabù

Pogačar è nettamente il più forte al Giro 2024, ma una vittoria di tali proporzioni nella tappa con arrivo sulle rampe del Mottolino non era così scontata.

Chi è attento all’analisi dei dati e dei numeri, infatti, fa notare che gli unici momenti di leggera difficoltà che il fuoriclasse sloveno ha mostrato nel corso degli anni sono legati all’alta quota (salite oltre 2.000 mt) e alle tappe successive alla crono. 

La tappa di Livigno presentava entrambe queste caratteristiche e per questo, probabilmente, per Tadej acquisisce un valore doppio, poiché gli permette di sfatare anche questi due tabù.
Vedremo se saprà ripetersi anche al Tour, magari con avversari più vicini al suo livello.

dati dell’impresa di Pogačar a Livigno
Foto by Luca Bettini/Pool/LaPresse

I dati dell’impresa di Pogačar: Passo del Foscagno 

Veniamo ai dati veri e propri, partendo dalla salita del Foscagno, dove Pogačar ha sferrato il suo attacco, distanziando i suoi avversari più diretti di quasi 2:30”.

Il Passo del Foscagno è una salita lunga, ma non dura (14,6 km al 6,5% secondo l’altimetria ufficiale del Giro), dove si fa velocità e si sta bene a ruota. Per questo infliggere agli avversari un distacco simile è qualcosa di eccezionale nel ciclismo moderno.

dati dell’impresa di Pogačar a Livigno

Tadej non condivide i dati di potenza, dunque li possiamo solo stimare in base alle prestazioni di altri corridori. Arensmann, che per lungo tempo ha tirato il gruppo inseguitore, ha affrontato la salita a circa 5,5 w/kg.
Per Pogačar possiamo dunque stimare circa 6,1-6,2 w/kg su 35 minuti, un valore altissimo se consideriamo la quota (quasi 2.300 mt) e il dispendio energetico registrato fino a quel momento.

Secondo Velon.cc, durante i 5 minuti di massimo sforzo la maglia rosa ha espresso ben 450 watt medi, a quasi 7 w/kg e 27,5 km/h di media.

La velocità media è stata di ben 25 km/h con una VAM di 1.573 m/h. Quest’ultimo dato non è straordinario in senso assoluto, ma è altissimo se pensiamo alla quota e alla pendenza non così elevata. Ricordiamo che più le salite sono brevi e ripide, più è facile ottenere VAM elevate. Ne avevamo parlato nel contenuto qui sotto:

Che cos’è la VAM di un ciclista in salita e come si calcola

I dati dell’impresa di Pogačar: Mottolino

Se teniamo conto di tutte le considerazioni precedenti e dell’energia spesa per il violento attacco sul Foscagno, i dati fatti registrare da Pogačar verso Livigno – Mottolino sono ancora più straordinari. Anche perché l’impressione è che sul tratto più duro avesse ancora un po’ di margine…

Le immagini TV non hanno mostrato con esattezza il momento in cui lo sloveno ha iniziato la salita, ma mettendo insieme i vari segmenti abbiamo calcolato un tempo di scalata di circa 12:30’.

Arensmann negli ultimi 4,6 km di ascesa ha perso altri 45”, pur pedalando a circa 6 watt/kg. Per Pogačar, dunque, possiamo stimare un valore di circa 6,3-6,4 w/kg, con una VAM di 1.780 m/h e una velocità media di 22 km/h.
Negli ultimi 1.900 metri, quelli più duri la velocità media è stata di circa 17 km/h.

Foto d’apertura Luca Bettini/Pool/LaPresse

Il tempo di Pogačar a Oropa ci ricorda quanto grande fosse Pantani