

Qualche tempo fa vi abbiamo presentato le selle termoformabili Reform, azienda canadese distribuita in Italia da 4Guimp.
Al momento in catalogo ci sono solo 2 modelli, la Seymour e la Tantalus, ma l’idea ci è sembrata molto interessante e così ne abbiamo chiesta una da provare.

Il test è stato eseguito con la sella termoformabile Tantalus, larga 142 mm e lunga 245 mm, in linea teorica più adatta all’uso off-road, quindi gravel e Mtb.
Io l’ho utilizzata per diverse settimane, principalmente in gravel, ma anche su bici da corsa, riproponendo il procedimento di termoformatura nel passaggio da un modello all’altro, per ottimizzare la seduta sulla base di una posizione differente.

Com’è fatta la sella termoformabile Reform
La sella termoformabile Reform si basa su un sistema brevettato piuttosto semplice come idea, ma evidentemente non altrettanto come realizzazione, altrimenti immaginiamo che prodotti simili sarebbero arrivati prima sul mercato.
L’imbottitura è realizzata in un materiale termoformabile e tra l’imbottitura e lo scafo è presente una resistenza ultra sottile (foto sotto), che collegata ad un alimentatore esterno tramite un piccolo connettore magnetico scalda il foam che poi andrà a con contatto con il ciclista. Appena saliti in bici, quando il materiale è ancora caldo, l’imbottitura si automodella sulla forma del ciclista, con l’obiettivo di distribuire la pressione in maniera più uniforme.


Il concetto di fondo è simile a quello introdotto da Fizik con le selle 3D personalizzate One-To-One, ma la termoformatura si può fare a casa, quante volte si vuole e con un costo inferiore.
La sella termoformabile Tantalus ha una struttura in carbonio e nylon, con binari in titanio da 7 mm.
La Seymour, invece, ha binari in carbonio 7x10 mm e dunque risulta più leggera.

Come si esegue la termoformatura
La tecnica della termoformatura è impiegata da anni per gli scarponi da sci e non è una novità nel mondo del ciclismo, in quanto era stata utilizzata in passato per alcuni modelli di scarpe, come Shimano e Bont. La novità è l’applicazione nel campo delle selle, che sulla carta potrebbe risultare davvero game changer.
Il processo è semplice, serve solo un po’ di tempo.
La prima cosa da fare è montare la sella termoformabile sulla propria bici regolando altezza, arretramento e inclinazione.

A seguire bisogna scaldare la resistenza collegando l’alimentatore al connettore magnetico che si trova sotto la sella, nella zona più avanzata. La posizione non è comodissima e per collegare il connettore ci vuole un po' di pazienza.


La durata del processo di riscaldamento è diversa in base al modello e al peso del ciclista. Qui sotto trovate le indicazioni fornite direttamente da Reform:

Appena concluso il riscaldamento bisogna iniziare immediatamente a pedalare e continuare per almeno 10-15 minuti, alternando varie impugnature sul manubrio. Per questa operazione l’azienda consiglia di utilizzare un calzoncino sottile e aderente, senza fondello, in modo da creare la miglior connessione possibile tra la sella e la forma del bacino dell’utente.
Personalmente ho utilizzato un pantalone corto leggero, senza intimo, pedalando con le scarpe da bici per circa 15 minuti.

Reform non fornisce informazioni sulla stabilità nel tempo dell’imbottitura termoformata e io l’ho usata per un periodo troppo breve per dirvi se il foam a lungo andare si “sformi”.
La cosa da sottolineare, però, è che l’operazione può essere ripetuta quante volte si vuole, dunque se avete l’impressione che col tempo il comfort diminuisca, è possibile eseguire una nuova termoformatura.
Il mio consiglio, in ogni caso, è di termoformare la sella se la si sposta da una bici ad un’altra.
Nel video qui sotto la procedura viene illustrata nel dettaglio:
Peso, prezzi e modelli
La sella termoformabile Reform Tantalus (foto sotto) oggetto del test è larga 142 mm e lunga 245 mm e secondo l’azienda è più indicata per l’uso off-road. Il peso rilevato è di 260 gr, leggermente superiore a quello dichiarato, ma tutto sommato più che accettabile.


La Reform Seymour (foto sotto) è larga 142 mm e lunga 252 mm e ha una forma più indicata per l’uso stradale. Il peso dichiarato è di 197 gr. Per ovvi motivi strutturali nessuna delle due è dotata di foro centrale, ma entrambe hanno un canale di scarico, più accentuato sulla Tantalus.

Le nostre impressioni
Veniamo alle impressioni sull’uso della sella termoformabile, che come avrete capito dal titolo sono state molto positive, anche in considerazione del fatto che in genere preferisco selle più strette e che quindi la Tantalus non era il modello più adatto alla larghezza del mio bacino.
Per capire bene qual è l’impatto della termoformatura sul comfort, ho iniziato il test senza termoformare la sella. Ho eseguito la termoformatura dopo un paio di uscite e vi dico che la differenza è consistente.

Raramente ho sentito un appoggio così naturale e un feeling così buono sin dalla prima uscita. Oltre alla forma dell'appoggio, c’è da dire che il foam assorbe molto bene le vibrazioni e questo contribuisce ad aumentare il comfort, soprattutto se si pedala in gravel.
Durante il test della Mondraker Arid Carbon ho affrontato uscite anche di 4 ore, rientrando senza il minimo fastidio.

Dopo un mese d’utilizzo non posso valutare l’affidabilità nel tempo e, almeno per ora, c’è il limite di una gamma modelli ristretta (sarebbe auspicabile avere una maggiore scelta in fatto di larghezze), ma a mio avviso l’idea potrebbe essere davvero vincente, anche se resta da capire la sostenibilità del processo produttivo su larga scala.
Il prezzo della sella termoformabile Reform Tantalus, comprensiva di alimentatore, è di 290 euro. Quello della Seymour è di 380 euro. Per chi già ne possiede una e vuole acquistarne un'altra, è possibile scegliere la versione senza alimentatore, che viene 50 euro in meno. Sono costi elevati, ma tutto sommato non spropositati rispetto a queli delle selle “tradizionali” di alta gamma e più bassi di molte selle 3D.
Per maggiori informazioni:
4guimp.it
reformsaddle.com
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Sull'autore
Nicola Checcarelli
Passione infinita per la bici da strada. Il nostro claim rappresenta perfettamente il mio amore per le due ruote e, in particolare, per la bici da corsa. Ho iniziato a pedalare da bambino e non ho più smesso. Ho avuto la fortuna di fare della bici il mio lavoro, ricoprendo vari ruoli in testate di settore, in Regione Umbria per la promozione del turismo in bici, in negozi specializzati. Con BiciDaStrada.it voglio trasmettervi tutta la mia passione per le due ruote.




