Granfondo e gare amatoriali: hanno ancora senso le categorie per età?

Nicola Checcarelli
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Granfondo e gare amatoriali: hanno ancora senso le categorie per età?

Nicola Checcarelli
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Hanno ancora senso le categorie per età nelle gare amatoriali?
Non è una provocazione, ma un ragionamento che prima o poi dovrà essere affrontato dai vari Enti e sul quale vogliamo aprire un dibattito chiedendo anche il parere degli appassionati, cioè il vostro…

Le Granfondo non stanno vivendo un periodo felice. Ce ne sono sempre meno e molte di quelle che resistono devono far fronte ad una contrazione degli iscritti (con qualche eccezione importante, come Maratona o Granfondo Strade Bianche, per citarne un paio). I motivi sono molteplici e qualche tempo fa ne abbiamo parlato in questo articolo.

categorie per età nelle gare amatoriali
La Strade Bianche è uno dei pochi eventi ancora in crescita. Foto credit Granfondo Strade Bianche

Anche le gare a circuito non è che se la passino benissimo, tra complessità organizzative e costi da sostenere sempre più alti.

L’argomento è delicato e i temi di cui parlare sarebbero tanti.
Qualcuno non va più a correre perché dopo il Covid ha scoperto un modo nuovo di fare ciclismo, qualcun altro (tanti per la verità) per via dei costi troppo alti (tra iscrizioni e trasferte), ma tanti altri perché c’è troppa disparità, non si sentono più adeguati ad un livello di prestazione sempre più alto e, in fin dei conti, non si divertono più…

categorie per età nelle gare amatoriali
Foto credit Granfondo Laigueglia

Le categorie per età nel ciclismo: è la soluzione più semplice, ma è ancora la migliore?

Le categorie per età caratterizzano praticamente da sempre il ciclismo amatoriale.
È un sistema semplice da gestire, a prescindere dall’Ente di affiliazione, e non dà adito a discussioni.

Di contro, però, a parità di età ha senso mettere sullo stesso piano un ex professionista e un ciclista che ha iniziato ad andare in bici da pochi mesi? E, ancor peggio, ha senso far correre insieme ciclisti che possono allenarsi 6-8 ore a settimana con ciclisti che invece hanno la possibilità di stare in sella anche 15-18 ore?
La risposta datela voi...

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Foto credit Granfondo Via del Sale

Dalle categorie per età a quelle per livello di prestazione

Qualcuno potrebbe obiettare che è sempre stato così e dunque perché adesso non dovrebbe andare più bene?
Oggi c’è molta più informazione e molta più attenzione ai dettagli. L’amatore che ha tempo e voglia (e soldi da spendere) potenzialmente può allenarsi come un professionista, facendosi seguire da preparatore, nutrizionista, ecc.

È giusto? È sbagliato? Non è questo il punto, anche perché ognuno è libero di fare ciò che vuole.
Il punto è che il livello medio, sia su strada che in Mtb, si è alzato tantissimo e “l’amatore vero”, come lo chiamo io, cioè quello che può allenarsi 2, massimo 3 volte a settimana per 90-120 minuti, anche se dotato di un bel motore, fa una gran fatica, soprattutto se la durata della gara va oltre le 2 ore e quindi richiede una buona dote di resistenza.

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Foto Credit Sportful Dolomiti Race

Qual è la soluzione?
Passare dalle categorie per età a quelle per livello di prestazione.
Tutto sommato è quello che succede in tanti altri Paesi, soprattutto di matrice anglosassone, e quello che succede in tanti altri sport.
E, non da ultimo, è stato il motivo del successo di Zwift, MyWhoosh e altre piattaforme di allenamento indoor, dove i partecipanti a gare e ride sono suddivisi per capacità (watt/kg).

Si può fare? Sì. È facile? No 

Passare dalle categorie per età a quelle per livello di prestazione non è sicuramente facile, ma con gli strumenti tecnici e informatici che ci sono oggi a disposizione non dovrebbe essere un'impresa proibitiva.

Il primo nodo da sciogliere è quello di stabilire i criteri generali in base ai quali definire le categorie, assegnando dei punteggi in base ai piazzamenti da rapportare al numero di gare disputate (perché ci può essere anche chi va forte, ma corre poco).
Una cosa simile esiste già con il ranking Krono Service-Evo Data. Potrebbe essere un punto di partenza, da estendere comprendendo anche altri sistemi di cronometraggio. Più complesso, ovviamente, è monitorare i risultati delle gare senza chip...

categorie per età nelle gare amatoriali

La seconda criticità, sicuramente più delicata, è relativa al rapporto tra FCI e vari Enti della Consulta, che come sappiamo non è idilliaco. Per immaginare un sistema del genere, infatti, servono regole uguali per tutti, da far rispettare in tutte le competizioni amatoriali. Sulla carta non dovrebbe essere così difficile, ma nella realtà, almeno in Italia, lo è, eccome.

Ogni quanto vengono aggiornate le categorie?
Dove si colloca chi inizia a gareggiare e non lo ha mai fatto prima?
Chi gestisce e aggiorna il ranking?
Sono tutte criticità su cui riflettere, ma da qualche parte bisognerà pur iniziare.

Categorie e griglie di partenza

Nelle kermesse amatoriali il problema non sussiste, ma nelle Granfondo c’è sempre un gran dibattito relativo alle griglie di partenza. Nella maggior parte dei casi vengono definite per ordine di iscrizione (chi prima arriva meglio alloggia, ad eccezione di ospiti e abbonati). Chi parte dietro è quasi sempre tagliato fuori e così c’è la corsa ai trucchetti o agli escamotage per saltare le griglie.

In più, nei primi chilometri, c’è chi è partito davanti ma pedala con passo tranquillo e si lascia sfilare e chi, al contrario, è partito dietro ma vuole “fare la gara” e cerca in tutti i modi di risalire il gruppo. Una gran confusione e tanti rischi.

Le categorie per merito risolverebbero un sacco di problemi. Griglie divise per categorie: chi va forte parte prima e poi via via a seguire, garantendo più sicurezza e maggiore equità.

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Foto credit Nove Colli

E se invece togliessimo le classifiche, così risolviamo il problema?

E se per risolvere il problema alla radice togliessimo del tutto le classifiche?
Siamo sicuri che in molti solleveranno questa obiezione.

È un’opzione, sostenuta anche da tanti addetti ai lavori, ma siamo sicuri che per sistemare un dito rotto sia giusto tagliare tutta la mano? Ovvero, il ciclismo è passione, scoperta, sfida, ma da sempre è anche agonismo. E agonismo, come in tutti gli sport, non è solo sinonimo di professionismo.

È giusto togliere la possibilità di mettere il numero sulla schiena a chi ha voglia di gareggiare, o piuttosto è meglio promuovere un agonismo sano e con una regolamentazione adeguata? 

GF Laigueglia Lapierre

Per chiudere, torniamo al focus di questo articolo e chiediamo la vostra opinione. 
Nel ciclismo hanno ancora senso le categorie per età o bisognerebbe orientarsi su quelle per livello di prestazione? Fateci sapere il vostro parere partecipando al sondaggio qui sotto, bastano 30 secondi:

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Sull'autore
Nicola Checcarelli

Passione infinita per la bici da strada. Il nostro claim rappresenta perfettamente il mio amore per le due ruote e, in particolare, per la bici da corsa. Ho iniziato a pedalare da bambino e non ho più smesso. Ho avuto la fortuna di fare della bici il mio lavoro, ricoprendo vari ruoli in testate di settore, in Regione Umbria per la promozione del turismo in bici, in negozi specializzati. Con BiciDaStrada.it voglio trasmettervi tutta la mia passione per le due ruote.

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