
TEST - Prologo Dimension R2: la punta più larga è una gran cosa (almeno per me)
Nicola Checcarelli

TEST - Prologo Dimension R2: la punta più larga è una gran cosa (almeno per me)
Nicola Checcarelli
La Prologo Dimension R2 rappresenta l’evoluzione della Dimension, prima sella corta con forma a V lanciata dall’azienda italiana ormai diversi anni fa.

A prima vista i due modelli sono molto simili e, nel complesso, caratteristiche e destinazione d’uso non sono cambiate: si rivolgono a ciclisti che hanno una buona capacità di rotazione del bacino in avanti e che desiderano pedalare in posizione racing, quindi avanzati e con un elevato dislivello sella/manubrio.
Se andiamo oltre l’estetica, però, gli aggiornamenti tecnici ci sono e, ve lo diciamo subito, si sentono. Possiamo considerarli degli interventi di perfezionamento che hanno contribuito a rendere questa generazione più versatile e adatta ad un pubblico più ampio.
Il test della nuova Prologo Dimension R2 è durato circa 1 mese ed è stato eseguito su una Trek Madone Gen 8, bici racing, con buon dislivello sella/manubrio, che dunque ben si sposa con le caratteristiche di questa sella.

Dettagli tecnici
La Prologo Dimension R2 è una sella piatta, con forma a V e con un centro anatomico avanzato.
Per capire bene cosa si intende per forma a V basta guardare la sella dall’alto e magari metterla a confronto con una Prologo Scratch o una Nago R4, che invece hanno una forma a T e un centro anatomico più arretrato.
La forma a V è pensata per chi pedala in posizioni aggressive e avanzate, ma soprattutto per chi non si muove molto sulla sella. Scratch e Nago R4, invece, consentono una maggiore libertà di movimento.

Vi abbiamo già anticipato che rispetto alla generazione precedente ci sono diverse novità. Le più significative sono le seguenti:
- • naso più arrotondato e largo 40 mm, cioè il 30% in più rispetto alla prima generazione. A mio avviso, come leggerete nel capitolo conclusivo sulle impressioni su strada, è la novità più rilevante;
- • forma leggermente rivista, con una parte centrale che ora è più piatta;
- • nuova imbottitura in EVA, che ha consentito di ridurre lo spessore della parte posteriore, contenendo il peso, ma senza sacrificare comfort e capacità di assorbimento delle vibrazioni.
Prologo la considera una sella unisex e adatta a varie specialità, dalla bici da corsa all’uso XC/Marathon.

Materiali
La nuova Prologo Dimension R2, almeno per il momento, è proposta in un'unica versione di alta gamma ed è caratterizzata dall’uso di materiali premium.
Il carrello è realizzato in Nack (Nano Carbon Fiber), vale a dire un mix di fibra di carbonio, kevlar e filamenti di alluminio, che offre un ottimo compromesso tra rigidità e leggerezza.

Lo scafo è in carbonio a fibra lunga iniettato, anche in questo caso scelto per contenere il peso e offrire un buon equilibrio tra rigidità e comfort.

L’imbottitura, come già anticipato, sfrutta le proprietà dell’EVA. Questo nuovo foam ha permesso di ridurre lo spessore di circa il 20%, diminuendo il peso, mantenendo però inalterato il supporto.
Al tatto, in effetti, la sella risulta più morbida della media dei prodotti dei competitor del segmento racing superleggero.

Misure disponibili
La Prologo Dimension R2 è disponibile in un’unica misura, con lunghezza di 245 mm e larghezza di 143 mm, dotata di foro centrale.
Si rivolge a utenti con larghezza delle ossa ischiatiche da media a larga, ma a mio avviso la nuova forma si sposa meglio rispetto alla prima generazione anche con chi ha un bacino più stretto, come il sottoscritto.

Peso
Il peso rilevato è di 139 grammi, in linea con quello dichiarato.
Considerando dimensioni e imbottitura, è da considerare una delle più leggere della sua categoria.

Prezzo
Il prezzo di listino è di 249 euro.
Non basso, ma se paragonato con i top di gamma dei principali competitor risulta uno dei più concorrenziali.
Prologo Dimension R2: le impressioni su strada
Quando proviamo le selle ricordiamo sempre che si tratta di un componente estremamente soggettivo e che nella scelta vanno tenuti in considerazione molti parametri. Prologo per aiutare l’utente nella scelta ha messo a punto il sistema MyOwn, che trovate presso alcuni rivenditori autorizzati.
Partendo da questo presupposto, vi dico sin da subito che ho un bacino stretto e non sono un grande amante delle selle a V, perché di solito mi richiedono un grande spostamento in avanti per trovare l’appoggio ideale. In casa Prologo, per intenderci, la mia prima scelta è la Nago R4 da 137 mm. Dopo un mese di test, però, devo ammettere che la Dimension R2 mi ha sorpreso in positivo. A breve vi spiego il perché, ma prima partiamo con qualche informazione sul montaggio.

Il centro anatomico della Prologo Dimension R2 è più avanzato di quello della Scratch e della Nago R4. In altre parole la distanza tra centro anatomico e punta è più contenuto e questo spiega perché si rivolge a utenti che non si spostano tanto in sella: non c’è così tanto spazio per farlo.
Se prendete come riferimento il centro anatomico non dovreste avere particolari problemi a montare la sella in posizione corretta, ma se avete un bacino stretto come il mio, la Dimension R2 potrebbe “buttarvi un po’ in avanti”, quindi potreste sentire la necessità di aumentare l’arretramento di circa 0,5 cm.
Questa caratteristica, inoltre, permetterà a chi pedala molto avanzato di poterlo fare anche senza un reggisella dritto o senza dover “scarrellare” tutta la sella in avanti.

Veniamo ora alle sensazioni su strada e ai motivi per cui sulla Dimension R2 mi sono trovato meglio rispetto alla Dimension di prima generazione e ad altre selle a V.
La conformazione fisica non cambia e come vedete dalla foto qui sotto la forma a V mi porta ad avere un appoggio piuttosto avanzato (foto in basso), soprattutto quando spingo con un certo vigore sui pedali.
Sulla “vecchia” Dimension, così come su altre selle larghe con forma a V, pedalare per la maggior parte del tempo poggiando sulla punta della sella mi provocava dei fastidi alla zona perineale. Che ci crediate o no, con mia grande sorpresa, questo fastidio sulla Dimension R2 non c’è stato, o comunque è stato tollerabile anche nelle uscite più lunghe.

La sella va sempre vista nel suo insieme, ma credo che il miglioramento sia dovuto principalmente al naso più largo, più imbottito e più stondato che, almeno a mio avviso, genera un effetto simile a quello delle selle da crono.
Inoltre, pur rimanendo una sella più adatta a chi si muove poco in sella (l’opposto del sottoscritto) la parte centrale più piatta “accetta” un lieve scorrimento in avanti e indietro.

Considerando il peso contenuto e l’abbondante presenza di fibra di carbonio, direi che anche il comfort è buono. La Trek Madone Gen 8 è già molto comoda di suo, ma la Dimension R2 non mi ha mai trasmesso quella sensazione di essere seduto su una "tavoletta" che a volte ho avuto con altre selle superleggere.


Nel complesso, dunque, le sensazioni sono state molto migliori delle aspettative. Non voglio essere ipocrita: ho un bacino stretto e mi muovo molto in sella, per questo la mia prima scelta in casa Prologo rimane la Nago R4, ma la Prologo Dimension R2 mi ha fatto venire più di un dubbio, tanto da valutare se tenerla per il resto della stagione.
Ecco perché, all’inizio di questo articolo, vi ho anticipato che rispetto alla prima generazione la trovo più trasversale. Di base continua ad essere una sella indicata per chi ha una buona flessibilità del bacino e pedala in posizione aggressiva, dunque per un uso prettamente racing, ma si può adattare meglio ad un pubblico più vasto e con caratteristiche diverse.
Per maggiori informazioni: prologo.it
La Prologo Dimension R2 è considerata una sella piatta. Qui sotto trovate un approfondimento in cui abbiamo parlato proprio di cosa cambia tra selle piatte, semi-tonde o tonde:

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Sull'autore
Nicola Checcarelli
Passione infinita per la bici da strada. Il nostro claim rappresenta perfettamente il mio amore per le due ruote e, in particolare, per la bici da corsa. Ho iniziato a pedalare da bambino e non ho più smesso. Ho avuto la fortuna di fare della bici il mio lavoro, ricoprendo vari ruoli in testate di settore, in Regione Umbria per la promozione del turismo in bici, in negozi specializzati. Con BiciDaStrada.it voglio trasmettervi tutta la mia passione per le due ruote.




