

La Olympia Challenge è una delle ultime novità lanciate dall’azienda di Piove di Sacco (Pd).
Realizzata in fibra di carbonio, nella gamma Olympia rientra tra le bici gravel/all road, ma in realtà con un allestimento specifico è utilizzata anche nel ciclocross da Filippo Fontana, ex campione italiano della disciplina. Questo la dice lunga sulla qualità e sull’indole racing del telaio.

Noi l’abbiamo provata nell’unico allestimento disponibile nel catalogo Olympia, che punta prima di tutto sul rapporto qualità/prezzo. Per chi desidera montarla secondo i propri gusti è possibile acquistare anche il solo kit frame, una soluzione non sempre disponibile in ambito gravel. Prima di proseguire vi invitiamo a vedere il video qui sotto, in cui parliamo dei pregi e dei difetti e di come va:
1 – Dettagli tecnici
- Geometria
Le geometrie sono piuttosto racing per una gravel e per questo risultano adatte anche per il ciclocross.
Il carro posteriore misura 42,5 cm in tutte le taglie e l’interasse è molto corto. Se vi piace fare dei confronti, vedrete che è uno dei più corti nella categoria gravel racing, a tutto vantaggio della reattività.

Anche il rapporto stack to reach di 1,44 è molto aggressivo. Per intenderci, non è troppo distante da molte bici da corsa con indole racing.
A rendere più docile e facile da guidare la Olympia Challenge in fuori strada c’è l’angolo sterzo aperto, compreso tra 71° e 72,5° tra le varie misure.
Le taglie sono 5, dalla XS alla XL, e qui sotto trovate la tabella nel dettaglio:

- Assetto in sella
Sono alto 183 cm, pedalo a 77,5 cm di altezza sella e mi sono trovato bene su una taglia L.
Come già anticipato nel video, ho trovato un ottimo feeling con la Olympia Challenge sin dalle prime uscite, sia in fatto di guidabilità che di comfort.
Il reach lungo porta ad avere una posizione non troppo distante da quella di una bici da corsa, ma l’attacco corto consente un assetto un po’ più rilassato.
Nel complesso le geometrie mi sembrano più adatte al gravel scorrevole, o alle gare gravel, piuttosto che ai trail da mtb, anche se alla fine grazie alle gomme tubeless da 45 mm montate di serie non ho mai trovato questa Olympia Challenge scomoda o troppo scorbutica.

- Cura costruttiva
Il telaio è il pezzo forte dell’Olympia Challenge e unisce prestazioni di alto livello a soluzioni tecniche semplici e funzionali.
E’ realizzato con carbonio T1000, T800 e M40J, con forme dei tubi moderne e aerodinamiche.
Il forcellino UDH è in linea con le novità gravel più recenti. Il passaggio ruota fino a 45 mm rende la bici più versatile e permette, a chi vuole, di smorzare l’indole racing del telaio, guadagnando in comfort anche sulle lunghe distanze.


Il passaggio dei cavi è semi-integrato: una soluzione che apprezzo particolarmente perché unisce estetica e aerodinamica senza sacrificare completamente la possibilità di cambiare in modo facile attacco o manubrio.
Nella direzione della funzionalità va anche il serraggio sella che deriva dalle e-Mtb Olympia. Non sarà bello come i sistemi a scomparsa, ma è più pratico e questo nel gravel non guasta mai.



Il telaio può essere montato sia con gruppi elettronici che meccanici, con singola o doppia corona sull’anteriore. Per chi sceglie la singola, Olympia fornisce anche una cover per coprire l’attacco del deragliatole (foto in basso).
Pur non essendo una bici da viaggio, Olympia ha previsto due punti di fissaggio extra sul tubo orizzontale e sotto l’obliquo, che possono essere utili sulle lunghe distanze o per il bikepacking leggero.


- Componentistica utilizzata
La Olympia Challenge è disponibile in un unico allestimento che prevede il gruppo Shimano GRX 2x12 meccanico, che offre un ottimo compromesso tra funzionalità e prezzo.
La qualità della cambiata Shimano è più o meno nota a tutti, ma voglio spendere due parole sull’impianto frenante, che mi ha veramente sorpreso in positivo. Sempre potente, modulabile e silenzioso anche in condizioni di utilizzo gravoso.



Personalmente nel gravel amo il set-up con monocorona, ma su una bici con queste geometrie e orientata soprattutto all’all-road e al gravel scorrevole condivido la scelta della doppia, che offre una scala più graduale di rapporti, anche se un range un po’ più ridotto.


Gli altri componenti della Olympia Challenge sono in alluminio e puntano a contenere il prezzo complessivo. Manubrio e attacco, pur se non leggeri, sono funzionali e con un’ottima ergonomia.
La sella San Marco GND è specifica per l'uso off-road ed è risultata molto comoda, almeno per le mie caratteristiche fisiche.

Le ruote con mozzo Shimano e cerchi in alluminio Gipiemme offrono robustezza e stabilità, anche grazie al canale interno da 23 mm, ma di certo non brillano per leggerezza. Se pensate ad un upgrade, questo è il componente su cui lavorare...
Ottime, invece, le gomme Schwalbe G-One Bite TLE 700x45, comode e versatili su ogni terreno.


- Peso bici
La bici in taglia L, senza pedali e portaborraccia, pesa 10,1 kg.
Non poco per un mezzo con telaio in carbonio, ma assolutamente in linea con il prezzo.
Ho fatto una prova con un paio di ruote in carbonio di alta gamma e si può togliere senza problemi circa 1 kg.
- Prezzo bici
Il prezzo della Olympia Challenge è di 2.585 euro. Davvero molto interessante se consideriamo la qualità del telaio e i prezzi proposti dai competitor a parità di allestimento.
E’ disponibile anche il solo kit frame al prezzo di 1.825 euro, ma a conti fatti è più conveniente la bici completa.
- Garanzia
La Olympia Challenge è garantita per 2 anni dalla data di acquisto.

2 – Comportamento in salita
- Su asfalto
La bici non è leggera, ma su asfalto si apprezza la rigidità del telaio, specie nella zona del movimento centrale. Con l’allestimento di serie non aspettatevi accelerazioni brucianti, ma con una coppia di ruote più leggere diventa una bici pronto gara, reattiva e divertente.
- Su sterrato
Le geometrie aggressive, ma equilibrate, garantiscono un grande grip in ogni condizione, anche su tratti particolarmente sconnessi, a patto di scegliere la pressione giusta delle gomme.
In fatto di peso e ruote vale il discorso fatto al punto precedente.


3 – Comportamento in discesa
- Su asfalto
Vuoi per la posizione piuttosto allungata, vuoi per le geometrie, su strada l’ho trovata molto simile ad una bici da corsa, ma con la stabilità extra garantita dall’angolo sterzo aperto e dalla gomma da 45 mm. Nel complesso, il feeling è stato ottimo sin dalla prima uscita.
- Su sterrato
E’ forse il terreno dove la Olympia Challenge mi ha sorpreso di più. Viste le geometrie mi aspettavo una bici più nervosa, invece non l’ho mai trovata troppo scorbutica a testimonianza di un progetto equilibrato. A ottimizzare la stabilità contribuiscono senz'altro il peso non contenuto, le ruote non particolarmente rigide e le gomme tubeless 700x45. Il compromesso che ne deriva è davvero interessante...
Il suo “pane” sono le discese scorrevoli e veloci, ma si difende anche su quelle piuttosto scassate. L’importante, specie in questo secondo caso, è trovare il giusto compromesso con le pressioni. Personalmente peso 67 kg e per le uscite più tecniche ho gonfiato a poco più di 2 bar.
Certo, se vi piace spesso affrontare in gravel percorsi scassati al limite della mtb, probabilmente sul mercato ci sono prodotti più adatti a questo utilizzo.


4 – Comportamento sul pedalato
– Su asfalto e sterrato
Il peso di ruote e componenti limita un po’ le prestazioni del telaio in accelerazione, ma una volta raggiunta la velocità di crociera la Challenge ha ben poco da invidiare a bici molto più costose.
L’impostazione in sella, almeno per le mie caratteristiche, offre il giusto compromesso tra prestazioni e comfort.

Olympia Challenge GRX 2x12: in conclusione
La Olympia Challenge con Shimano GRX 2x12 è una bici che mi ha fatto divertire, pur non avendo un allestimento di alta gamma. Il feeling è stato immediato sin dalla prima uscita. Le geometrie sono racing, ma ben equilibrate, e “giocando” con i componenti e le gomme può essere orientata più verso il gravel scorrevole o più verso l’avventura in base alle necessità dell’utente, esattamente come dovrebbe essere una bici gravel, almeno a mio parere.

La ritengo una bici molto interessante, in cui il rapporto qualità/prezzo è gestito con “intelligenza” poiché si basa su un telaio e un gruppo di alta qualità. Il resto dei componenti è piuttosto basic, e questo contribuisce a far salire il peso, ma possono essere sostituiti in un secondo momento, sempre che se ne senta la necessità.
Con un reggisella più raffinato e una coppia di ruote d’alta gamma si può ottenere una bici “definitiva” ad un prezzo finale che rimane comunque accettabile e molto più basso rispetto alla maggior parte dei competitor.

Perché comprarla
- - Ottimo rapporto qualità/prezzo
- - Telaio di alto livello, che unisce prestazioni e funzionalità. Rappresenta una bella base di partenza anche per chi pensa di effettuare upgrade sui componenti
- - Cambiata e frenata del gruppo Shimano GRX meccanico
Perché non comprarla
- - Il peso elevato rappresenta il principale limite della Olympia Challenge
- - Le geometrie racing non sono un limite. Personalmente mi ci sono trovato molto bene, ma è un aspetto da valutare per chi affronta il gravel in modo più rilassato
Per maggiori informazioni: olympiacicli.it
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Sull'autore
Nicola Checcarelli
Passione infinita per la bici da strada. Il nostro claim rappresenta perfettamente il mio amore per le due ruote e, in particolare, per la bici da corsa. Ho iniziato a pedalare da bambino e non ho più smesso. Ho avuto la fortuna di fare della bici il mio lavoro, ricoprendo vari ruoli in testate di settore, in Regione Umbria per la promozione del turismo in bici, in negozi specializzati. Con BiciDaStrada.it voglio trasmettervi tutta la mia passione per le due ruote.




