

Le Shimano S-Phyre RX910 sono le nuove scarpe del marchio giapponese sviluppate in modo specifico per il gravel. Anzi, per essere più precisi per le competizioni gravel, grazie ad un nuovo sistema di fissaggio della tacchetta progettato per ottimizzare la connessione piede/pedale, da sempre uno degli elementi distintivi delle scarpe Shimano.
Le abbiamo provate per diverso tempo e qui sotto trovate le nostre impressioni…

1- Dettagli tecnici
- Materiali utilizzati
Il nome S-Phyre in casa Shimano indica da sempre i prodotti top di gamma, destinati ai professionisti o agli agonisti evoluti, caratterizzati da materiali di prima qualità.
La tomaia in microfibra e mesh restituisce lo stesso identico feeling delle S-Phyre da strada: è morbida, ma allo stesso tempo avvolgente. In più, sul bordo esterno è stato inserito un inserto in TPU per proteggere la scarpa da tagli e abrasioni.


La suola tacchettata è in TPU, mentre l’intersuola è in fibra di carbonio.
Il trattamento Silvadur agli ioni d’argento e la tecnologia Surround Wrapping, cioè tomaia che avvolge completamente l’intersuola in carbonio (foto sotto), derivano direttamente dai modelli road.
Il primo permette di ridurre i cattivi odori e aumentare la vita del prodotto, la seconda conferisce una calzata più stabile sotto sforzo.

- Sistema di chiusura
La chiusura delle Shimano S-Phyre RX910 è affidata a due rotori Boa Li2. Una garanzia in termini di funzionalità e precisione della regolazione.
Il doppio rotore permette un serraggio molto personalizzato e quando si parla di scarpe dedicate alla competizione a mio avviso è insostituibile.

Inoltre, il particolare schema del laccio nella zona della punta, introdotta sulle S-Phyre RC903, migliora ulteriormente la tenuta senza creare dei punti di pressione.

- Sistema di aggancio
Questa è una voce che non trovate nei test di altri modelli di scarpe, ma non poteva mancare qui, visto che rappresenta l’elemento distintivo delle RX910.
Shimano lo chiama Pontoon Cleat System e “sposta” il concetto di ampiezza della superficie d’appoggio dal pedale alla scarpa.
In pratica si tratta di due tasselli in TPU (i pontoni, appunto) posizionati a lato della tacchetta con l’obiettivo di ottimizzare contatto tra scarpa e pedale, “simulando” la più ampia superficie d’appoggio tipica di un pedale da strada.

I tasselli in TPU sono modulari, vale a dire che non sono fissati alla suola, ma sono parte integrante dell’interfaccia della tacchetta e quindi si muovo con essa. In questo modo è possibile avere un supporto costante a prescindere dal modo in cui viene posizionata la tacchetta stessa.
Con l’utilizzo i pontoni in TPU si consumano e quindi per mantenere costanti le prestazioni nel tempo vanno sostituiti periodicamente.
Vi posso già anticipare che la sensazione di connessione piede/pedale è davvero ottima e più vicina a quella del mondo road.
Di contro, l’aggancio è meno immediato rispetto al sistema "classico”, nel senso che serve un po’ più di forza per agganciare la tacchetta sul pedale e questo può essere un piccolo limite quando c’è da ripartire in punti ripidi o difficili.

- Regolazioni consentite
Il doppio rotore Boa Li2 consente di regolare in modo diverso la tensione nella zona del collo e della punta e di farlo in modo micrometrico
Inoltre, tra le regolazioni possibili va ricordata la possibilità di cambiare gli inserti di supporto dell’arco plantare sotto la soletta: medio-basso, di colore giallo, e medio-alto, di colore rosso (entrambi forniti di serie nella confezione) in base alla forma del proprio piede.

- Peso
Il peso rilevato in taglia 44 è di 322 grammi a scarpa, circa 75 grammi in più rispetto alle RC903 da strada.

- Prezzo
Il prezzo al pubblico è di 419,95 euro, in linea con i prodotti S-Phyre da strada e da Mtb. Nel momento in cui scriviamo lo street price on-line è intorno ai 300 euro. È ovvio che si tratta di scarpe che si rivolgono ad un target di pubblico molto specifico.

2 – Prestazioni
- Comfort della calzata
Il rapporto tra prestazioni e comodità, a mio avviso, è uno dei punti di forza delle Shimano S-Phyre RX910 e, più in generale, di tutti i modelli S-Phyre di ultima generazione.
La morbidezza della tomaia e l’architettura del sistema di serraggio mantengono altissimo il livello di comfort anche quando la scarpa è tirata al massimo.
Inoltre, la coppa del tallone con stabilizzazione antitorsione mantiene sempre il piede in posizione ed evita movimenti indesiderati, anche nei momenti di massimo sforzo.
Buono anche il comfort quando si scende dalla bici, anche se la suola molto rigida in questo caso è un limite rispetto a scarpe “meno racing”.

- Rigidità suola
Le Shimano S-Phyre RX910 hanno una suola in fibra di carbonio con indice di rigidità 12, vale a dire equivalente alle S-Phyre da strada e addirittura superiore a quelle da Mtb.
Sono eccezionali quando si deve spingere forte, meno per chi durante le uscite scende spesso e procede a piedi, ma d’altronde non sono pensate per questo utilizzo.

- Ventilazione
La tomaia, come quella da strada, è molto areata grazie ai microfoni che interessano tutta la punta e i lati.
Inoltre, i fori sotto la suola, pensati in primo luogo per far defluire l’acqua in caso di pioggia o guadi, contribuiscono ad aumentare anche la ventilazione nelle giornate più calde.

- Calzata (quale taglia scegliere?)
Le Shimano S-Phyre RX910 hanno una calzata praticamente identica alle RC903 da strada, sia in lunghezza che in larghezza.
Di norma per le sneakers scelgo il 43-43,5, mentre con le S-Phyre mi trovo alla perfezione con un 44.
Il modello “standard” ha già una pianta piuttosto larga, ma per chi necessita di qualcosa in più, Shimano offre anche le versioni Wide.
A tal proposito, una nota di merito va all’ampia scelta di numeri disponibili: dal 38 al 48 con mezzi numeri dal 41,5 al 46,5 per il modello standard; dal 40 al 48 per il modello Wide.

Shimano S-Phyre RX910: in conclusione
Le nuove Shimano S-Phyre RX910 spostano il concetto di ampiezza della superficie d’appoggio dal pedale alla scarpa, con un sistema tutto sommato semplice, ma che funziona.
Certo, la destinazione d’uso è molto specifica: è una scarpa d’altissima gamma che si rivolge agli agonisti del gravel (o a coloro che cercano le massime prestazioni), offrendo una rigidità e una connessione piede/pedale non identica, ma molto vicina, a quella di scarpe e pedali da strada.
Chi invece intende il gravel in modo più rilassato, visto anche il prezzo di listino, nel catalogo Shimano troverà dei modelli sicuramente più adatti, meno estremi e meno costosi rispetto alle RX910.

Perché comprarle
- • L’equilibrio tra comfort e prestazioni è uno dei migliori sul mercato, così come per i modelli da strada Shimano S-Phyre
- • Ampia disponibilità di taglie, comprese quelle a pianta larga
- • Connessione piede/pedale molto vicina alle versioni road
Perché non comprarle
- • Prezzo molto alto, che riduce il target di pubblico potenzialmente interessato
- • Aggancio un po’ più “duro” delle versioni senza pontoni
Per maggiori informazioni: bike.shimano.com
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Sull'autore
Nicola Checcarelli
Passione infinita per la bici da strada. Il nostro claim rappresenta perfettamente il mio amore per le due ruote e, in particolare, per la bici da corsa. Ho iniziato a pedalare da bambino e non ho più smesso. Ho avuto la fortuna di fare della bici il mio lavoro, ricoprendo vari ruoli in testate di settore, in Regione Umbria per la promozione del turismo in bici, in negozi specializzati. Con BiciDaStrada.it voglio trasmettervi tutta la mia passione per le due ruote.




