

Quando il marchio basco fondato nel 1909 a Eibar dai fratelli Cosme, Domingo e Juan Beistegui Albistegui (Beistegui Hermanos, da qui l'acronimo del brand) ci ha proposto di testare la BH SL1 4.5 non abbiamo esitato.

D'altronde non capita spesso di mettere sotto torchio una bici di media gamma legata al segmento performance che in questo caso si posiziona sotto i modelli Aerolight e Ultralight, utilizzati dai professionisti, e RS1.

In seconda battuta abbiamo pensato alle vostre richieste: "Perché fate vedere solo le bici dei professionisti?", "Perché non testate mai una bici di media gamma?". Così abbiamo fatto due più due e non ci siamo lasciati sfuggire quest'occasione
Nel video short qui sotto la sintesi di questo test.
1 – Dettagli tecnici
- Geometrie
"Progettata per chi cerca lunghe distanze senza rinunciare all’agilità e al DNA racing". Queste le parole usate da BH per inquadrare la nuova generazione SL1 presentata a settembre dello scorso anno (QUI la nostra news).
Una sintesi che trova un riscontro pratico nei numeri.

In taglia MD il rapporto stack-to-reach è di 1,43: una quota che colloca questa piattaforma nella terra di mezzo tra le bici da competizione e i modelli endurance che in casa BH non sono inseriti in un filone specifico a differenza di quanto avviene altrove.
Sei in tutto le taglie telaio, come vedete qui sotto:


Osservando gli angoli (A1, A2) e l'altezza del movimento centrale (BB Drop), emerge un'impostazione tradizionale che ha poco da spartire con le recenti tendenze in materia di bici racing caratterizzate da posizioni avanzate, angoli chiusi (valore numerico più alto) e un baricentro spostato verso la linea di terra per compensare il volume maggiore degli pneumatici e l'impiego di pedivelle corte.


- Assetto in sella
Sono alto 168 cm, cavallo 78 cm.
La BH SL1 4.5 oggetto di questo test è una taglia S/M allestita con attacco manubrio da 90 mm.

Una combinazione che ha finito per replicare l'avanzamento utilizzato abitualmente (Pinarello Dogma F) al netto di un reach più lungo e uno stack leggermente inferiore.
Nel mio caso potevo anche "vestire" una XS (vedi immagine sotto) con una messa in sella più estrema non del tutto in linea con le prospettive offerte da questo mezzo.
In sintesi... Non lasciatevi ingannare: la S/M è più tendente a una small che a una vera e propria medium al punto che se siete alti poco più di 170 cm con ogni probabilità dovrete scegliere una taglia in più (MD).

- Cura costruttiva
Rispetto alla generazione precedente (foto sotto) il cambio di passo è evidente.
Le forme radicalmente rinnovate collocano la piattaforma già a prima vista nell'universo BH creando una sorta di continuum con i modelli d'alta gamma.


Il telaio è costruito in Portogallo, la "Carbon Valley europea", e impiega fibra di carbonio Torayca T400, composito standard modulus che per modulo elastico (capacità di deformarsi sotto carico) è inferiore alle soluzioni intermediate e high modulus utilizzate nell'alto di gamma (T800, T1000, serie M, etc,).
Se da un lato a parità di forma e spessore la T400 tende a flettere di più rispetto alle sorelle maggiori, al tempo stesso restituisce una buona dose di elasticità che su strada finisce per dare i suoi vantaggi (vedi capitoli sotto).

La tecnologia costruttiva HCIM (Hollow Core Internal Molding) è la medesima dei telai d'alta gamma del marchio basco.
La SL1, ad oggi, non è omologata UCI anche se risponde ai requisiti di sicurezza stabiliti dalla norma ISO 4210-2. Fuori dalla scatola si apprezza la qualità dell'opzione colore CWG: taglio netto anteriore con sfumatura all'altezza dei foderi del carro che vira verso una tinta piena a livello dei forcellini.


A proposito qui si trova il forcellino UDH che supporta trasmissioni Sram e Shimano grazie all'apposito adattatore Direct Mount.

I perni passanti da 12 mm Quick Lever nascondono l'asse Quick Lever che integra al suo interno una leva estraibile e flottante che permette al ciclista di sganciare le due ruote senza l'impiego di attrezzi. Un sistema che viene mutuato dai modelli di alta gamma.

700x32c la larghezza massima consentita per gli pneumatici, in linea con quanto offerto dalla maggior parte delle bici da strada in commercio anche se BH ha potuto verificare l'effettiva compatibilità con gomme Hutchinson fino a 35 mm (non viene garantita la compatibilità con gomme 700x35c di altri marchi).


BB386EVO lo standard del movimento centrale.
La chiusura del reggisella, ora posizionata sulla parte inferiore del nodo di sella, non interferisce con le linee del telaio.


- Componentistica utilizzata
Il gruppo Shimano Ultegra R8100 Di2 (con cassetta Shimano 105 11-34) è una garanzia e fa spallucce all'alto di gamma.

Le ruote in alluminio Vision Team TC30 i23, nonostante il moderno canale interno da 23 mm, non brillano per leggerezza e finiscono per incidere sul peso finale (1.920 gr il peso dichiarato per la coppia). Un abbinamento che si discosta dalle premesse dettate dal gruppo trasmissione.

Il set manubrio semi integrato in alluminio composto dalla piega FSA Energy ACR da 420 mm (diametro 31,8 mm) e dall'attacco FSA SMR-II da 90 mm maschera bene il passaggio cavi a tutto vantaggio dell'estetica e della praticità in caso di sostituzione.



Il reggisella BH Lite tondo da 27,2 mm a testa dritta (setback 0 mm) conferma l'impiego della lega leggera.

A completare l'allestimento i copertoncini Hutchinson Nitro 2 da 28 mm (attenzione non sono tubeless ready!) e la sella Prologo Nago RS.


- Peso
Peso rilveato in taglia S/M, senza pedali, portaborraccia e supporto ciclocomputer: 8,88 kg.
Non è leggera, al tempo stesso sostituendo dopo il primo ciclo di utilizzo gli pneumatici Nitro 2 con gomme di categoria superiore e le camere d'aria (da butile a TPU) è possibile risparmiare facilmente oltre 400 gr a fronte di un investimento economico non troppo oneroso.
Stesso discorso può valere per un reggisella di livello più alto.

- Prezzo
3.999,99 euro.
Un listino che pone la BH SL1 in linea con proposte simili di altri marchi, spagnoli e non solo.
L'allestimento 4.5 è il più prestigioso tra quelli offerti dal marchio basco: da un lato cede qualcosa a livello di componentistica (ruote, set manubrio e reggisella) al tempo stesso recupera proponendo il gruppo d'alta gamma Shimano Ultegra R8100 Di2.
Messa in altri termini la valutazione finale sul prezzo si deve prendere in considerazione ogni singolo aspetto della scheda tecnica.


- Garanzia sul telaio
La copertura LifeTime Frame proposta da BH estende la garanzia a vita per il primo proprietario a due condizioni:
- - registrazione entro 30 gg dalla data di emissione della fattura sul sito bhbikes.com/it (modulo dedicato a fondo pagina);
- - acquisto presso un rivenditore autorizzato BH.
A conti fatti una sfumatura da non sottovalutare in fase di scelta che finisce per elevare il valore percepito di questa bici al punto da diventare un possibile ago della bilancia in fase di scelta.

2 – Comportamento in salita
Spingendo a ritmo costante e sostenuto questa BH SL1 4.5 fa egregiamente il suo lavoro e restituisce una sostanza che finisce per sorprendere al punto che il telaio in carbonio T400 sembra appartenere ad una categoria superiore.

Al tempo stesso i limiti emergono in fase di rapida accelerazione e rilancio. Un aspetto da mettere in relazione non solo con il modulo elastico del telaio, ma anche con la componentistica, ruote in primis.
Non sono un maniaco del peso, ma due chili in più rispetto alla "bici da World Tour" utilizzata di solito, su pendenze attorno il 15% iniziano a farsi sentire.
Il confronto è volutamente estremizzato e fuori scala con l'intenzione di tracciare il confine che separa, a mio avviso, questa BH dalle bici racing d'alta gamma.

3 – Comportamento in discesa
Si guida bene, si fa apprezzare e dà sicurezza anche in condizioni estreme (ho affrontato discese con raffiche di vento superiori ai 60 km/h).
Lo stack non esagerato permette al ciclista di abbassarsi sull'anteriore dando l'opportunità di far sentire a casa anche i profili più attenti alla prestazione.
In questo frangente in presenza di asfalto irregolare la possibilità di contare su una fibra di carbonio più "morbida" ha ripercussioni positive sul comfort. Un dettaglio che agevola la conduzione del mezzo.

4 – Comportamento in pianura
Rispetto alle bici racing di ultima generazione su questa BH SL1 si tende a pedalare un po' più arretrati, leggermente più lontani dal movimento centrale. La bici infatti è più "sdraita" per via di un angolo piantone più aperto (meno 1,5° rispetto alla bici utilizzata di solito) che si nota anche a prima vista.

Le evidenze maturate in salita e in discesa finiscono per riemergere anche qui: buona rigidezza complessiva, bici un po' pastosa in fase di accelerazione.
Se in genere pedalate su un asfalto ruvido la possibilità di contare su una struttura più elastica finirà per darvi più vantaggi che svantaggi soprattutto se amate passare le giornate in sella dandoci dentro quando serve.

BH SL1 4.5: in conclusione
Quel "alla moda" parte del titolo torna qui nel suo senso più statistico. La SL1 4.5 non ha picchi, non eccelle in particolari situazioni, si fa notare per via delle sue linee e incarna gran parte delle caratteristiche delle bici moderne con un deviazione per quanto riguarda le geometrie.
Il telaio è ben bilanciato sia a livello d'impostazione (tra bici endurance e racing) che di sostanza e fa da base ad un progetto interessante che attraverso qualche aggiornamento più o meno oneroso (ruote, pneumatici, camere d'aria) può puntare a qualcosa di più sul piano del peso e della prestazione.

A BH va il plauso di riservare anche a questo modello di gamma media la medesima cura cosmetica riservata alle bici di categoria superiore.
Per quanto riguarda il prezzo... Andate oltre la facciata e le cifre del listino e concentratevi sull'offerta della scheda tecnica e sulle relative coperture come la garanzia a vita.
L'ultima parola, come sempre, spetta a voi!

Perché comprarla
- • Carbonio T400 ben declinato nello stampo (bici rigida ed elastica al punto giusto)
- • Verniciatura curata con dettagli d'alta gamma
- • Il gruppo Ultegra eleva l'affidabilità e la resa complessiva
- • Asseconda bene il ciclista che pedala a ritmo costante
Perché non comprarla
- • Peso elevato (anche se basta poco per recuperare qualche centinaia di grammi)
- • Pastosa nei cambi di ritmo
- • L'assetto tradizionale più "sdraiato" potrebbe non conquistare chi è abituato a pedalare in una posizione più avanzata

Per maggiori informazioni: bhbikes.com/it
QUI trovate tutti i nostri test.
Qui sotto il test della bici gravel a pedalata assistita del marchio iberico.
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Sull'autore
Giovanni Bettini
"I poveri sono matti" diceva Zavattini. Anche i ciclisti oserei dire. Sono diventato "pazzo" guardando Marco Pantani al Tour de France 1997 anche se a dire il vero qualcosa dentro si era già mosso con la mitica tappa di Chiappucci al Sestriere. Prima le gare poi le esperienze in alcune aziende del settore e le collaborazioni con le testate specializzate. La bici da strada è passione. E attenzione: passione deriva dal greco pathos, sofferenza e grande emozione.





