Dopo tanti scatti rubati visti on line e sui social, finalmente possiamo presentarvi ufficialmente la Specialized S-Works Tarmac SL9, la nuova bici da strada orientata alle competizioni del marchio di Morgan Hill.

Siamo stati in Spagna per vederla da vicino, toccarla con mano e provarla sulle strade della Costa Brava, per darvi i primi riscontri sulle sensazioni di guida e sulle differenze rispetto alla SL8.

Iniziamo con un video:
La velocità si misura con il “Time To Finish”
Con la nuova S-Works Tarmac SL9, Specialized non punta semplicemente a realizzare la bici più leggera o quella con il miglior coefficiente aerodinamico. L’obiettivo dichiarato è far arrivare il ciclista al traguardo nel minor tempo possibile.

Per questo motivo il marchio americano introduce un nuovo parametro di valutazione, il Time To Finish, ovvero il tempo necessario per completare un percorso reale. Secondo Specialized è questa l’unica metrica che conta, perché integra tutti i fattori che incidono sulle prestazioni anziché considerare singolarmente peso, aerodinamica o rigidità.

La Tarmac SL9 è stata progettata, simulata e validata proprio con questo approccio, ottenendo - secondo i test interni dell’azienda - il più basso Time To Finish mai registrato da una bici da strada Specialized.

Aerodinamica, leggerezza e guidabilità: tutto concorre alla velocità
Specialized dichiara che la nuova Tarmac SL9 è:
- 4 watt più efficiente dal punto di vista aerodinamico rispetto alla Tarmac SL8 (a 45 km/h);
- Fino a 14 secondi più veloce negli ultimi 80 km della tappa conclusiva del Tour de France Femmes 2024, a parità di atleta e condizioni;
- Disponibile in allestimenti completi da appena 6,5 kg con telaio da 687 grammi.
L’idea alla base del progetto è che nessun parametro, preso singolarmente, determini la bici più veloce.
È l’equilibrio tra aerodinamica, peso, efficienza meccanica e qualità dinamiche a ridurre realmente il tempo finale.

Il concetto di Time To Finish
Per sviluppare la SL9 gli ingegneri dello Specialized Science Club hanno creato quello che definiscono il sistema di simulazione più completo mai realizzato per una bici da strada.
Il modello utilizza dati misurati relativi a:
- Potenza del ciclista
- Massa e posizione del rider
- Coefficiente aerodinamico complessivo bici-ciclista
- Massa del sistema
- Resistenza al rotolamento
- Efficienza meccanica
- Vento, densità dell’aria, pendenza e rugosità dell’asfalto.

Tutti questi parametri vengono elaborati insieme per calcolare il tempo necessario a completare un percorso reale.
Questo approccio è già utilizzato da anni in discipline come la Formula 1 e la vela, dove l’obiettivo non è ottenere il valore migliore in un singolo parametro, ma massimizzare la prestazione complessiva sul tracciato.

Sviluppata sui percorsi del World Tour
Per validare il progetto, Specialized ha simulato numerosi percorsi del World Tour e delle Classiche Monumento, concentrandosi sui tratti realmente decisivi delle gare: attacchi, fughe, salite e lunghi tratti ad alta velocità.
L’obiettivo era verificare dove piccoli miglioramenti in termini di peso o aerodinamica potessero tradursi in un vantaggio concreto sul tempo finale.

Una galleria del vento sempre più realistica
Uno degli elementi centrali dello sviluppo della SL9 è il Moving Leg Mannequin, il manichino dinamico utilizzato nella Win Tunnel di Specialized.

Giunto alla sesta generazione, questo sistema riproduce il movimento completo del ciclista durante la pedalata, consentendo di misurare il coefficiente aerodinamico dell’insieme bici-ciclista con una precisione superiore rispetto ai tradizionali test effettuati con biciclette prive di rider o con manichini statici.

Secondo Specialized, anche variazioni di pochi millimetri nella posizione del ciclista possono modificare la resistenza aerodinamica più del cambio di un intero telaio.

L’esperienza delle corse
Lo sviluppo della Tarmac SL9 è stato influenzato anche dall’analisi dei dati raccolti nelle competizioni professionistiche.
Ad esempio, Specialized ha osservato che durante le fughe decisive i professionisti utilizzano nella maggior parte dei casi una sola borraccia. Questa configurazione modifica il flusso d’aria nella zona del tubo piantone e del carro posteriore, portando gli ingegneri a sviluppare il nuovo Win Fin, una soluzione che secondo l’azienda consente un risparmio di circa 0,5 watt.

Anche le posizioni assunte dagli atleti durante gli sforzi ad alta velocità sono state utilizzate per perfezionare le simulazioni aerodinamiche.

Il caso Tour de France Femmes
Per dimostrare l’efficacia del nuovo metodo di sviluppo, Specialized ha simulato la tappa conclusiva del Tour de France Femmes 2024, quella in cui Demi Vollering affrontò gli ultimi 80 km fino all’Alpe d’Huez con la Tarmac SL8.

Secondo la simulazione, utilizzando la nuova Tarmac SL9, la campionessa olandese avrebbe concluso la tappa con un vantaggio di 14 secondi. Considerando che la classifica generale fu decisa da appena 4 secondi, Specialized utilizza questo esempio per mostrare come piccoli miglioramenti possano tradursi in differenze decisive nelle competizioni di alto livello.
Qui sotto, una tabella comparativa con le prestazioni della Specialized S-Works Tarmac SL9 e delle bici di pari livello dei marchi concorrenti:

Le principali novità aerodinamiche
Per ottenere il guadagno dichiarato di 4 watt rispetto alla SL8, Specialized è intervenuta praticamente su ogni area del telaio, anche se in maniera non così evidente ad occhio nudo.
Tra le principali innovazioni troviamo:
- Speed Sniffer ridisegnato, con tubo sterzo più stretto e nuovo sistema Offset Steerer che sposta il passaggio del cavo freno posteriore.


- Dropped Down Tube, che riduce lo spazio tra forcella, ruota anteriore e tubo obliquo migliorando il flusso dell’aria.

- Flow Fork, con foderi ridisegnati e ruotati verso l’esterno per gestire meglio i flussi provenienti dalla ruota anteriore.

- Win Fin, sviluppato sulla base dei dati raccolti durante le fughe dei professionisti. Dal punto di vista estetico è forse la novità più evidente.


- Nuovo reggisella S-Works Rapide, con profilo più sottile e profondo per sfruttare al meglio il flusso d’aria generato dal movimento delle gambe.



Telaio da 687 grammi grazie al Flow State Design
Il telaio FACT 12r della Specialized S-Works Tarmac SL9 pesa soltanto 687 grammi.
Il risultato è stato ottenuto grazie al Flow State Design, filosofia progettuale già introdotta sulla Aethos, secondo cui è la forma delle tubazioni, più che la quantità di materiale, a determinare la resistenza strutturale.

Attraverso simulazioni e ottimizzazione dei layup in carbonio, Specialized dichiara di aver ridotto il materiale necessario mantenendo elevati livelli di rigidità, comfort e durata.

Una guida pensata per far risparmiare energie
Oltre alle prestazioni pure, la Specialized S-Works Tarmac SL9 punta anche a migliorare il comportamento dinamico.
La casa americana parla di una bici capace di offrire la stessa rigidità e lo stesso comfort della Tarmac SL8, nonostante i nuovi profili aerodinamici.

La geometria race, la risposta immediata e il sistema Rider First Engineered, con laminazioni dedicate a ogni taglia da 44 a 61 cm, sono stati progettati per garantire la stessa qualità di guida a tutti i ciclisti, indipendentemente dalla statura.
Qui sotto, la tabella con le geometrie complete:

Modelli e prezzi
La Specialized S-Works Tarmac SL9 sarà disponibile in due modelli di bici completa, uno montato con gruppo Shimano Dura Ace Di2 e l'altro montato con gruppo Sram RED AXS, che avranno lo stesso prezzo di 13.999 euro.
Al momento non sono state ancora presentate le versioni di livello inferiore.


Sarà disponibile anche il kit telaio in versione S-Works, sia con colorazioni tradizionali (5.799 euro), sia nelle versioni Team Replica (5.999 euro).

Specialized S-Works Tarmac SL9: le prime sensazioni
Ho avuto modo di provare la nuova Tarmac SL9 per una giornata, sulle strade della Costa Brava (Spagna), insieme ai tecnici di Specialized, all'ex professionista Daniel Oss e ai colleghi della stampa internazionale.
Parliamo quindi di un test breve, che comunque mi ha dato qualche informazione sul comportamento della nuova road bike californiana.

Sono alto 172 cm, pedalo a circa 73 cm di altezza sella ed ho utilizzato una taglia 52, la stessa che utilizzai al lancio della Tarmac SL8, avvenuto un paio di anni fa a Glasgow.

Le geometrie sono identiche, ma sulla bici di serie c'è una differenza: ora la taglia 52 viene allestita con delle pedivelle più corte: 165 mm invece che 170 mm. Nel mio caso ho alzato un filo la sella, trovando comunque un buon assetto.

Sin dai primi chilometri ho avvertito delle sensazioni ottime, simili a quelle che mi trasmise la SL8: grande maneggevolezza e scorrevolezza in tutte le situazioni.
La Specialized S-Works Tarmac SL9 è una bici facile e intuitiva, che non richiede troppo tempo di apprendimento, merito delle geometrie super collaudate, ma anche dell'attenzione ai dettagli che migliorano l'ergonomia e il comfort, come il manubrio, la sella e le gomme.

I tecnici di Specialized parlano di vantaggi aerodinamici, ma oggettivamente risulta difficile capire soltanto dalle sensazioni se questi vantaggi ci siano o meno.
Però posso dirvi che ho notato una grande facilità nel mantenere la velocità con la bici lanciata, sia in pianura, sia sulle salite poco pendenti. Questo si traduce in un aumento della velocità media e di un risparmio energetico non banale nei giri lunghi, probabilmente amplificato anche dalle nuove Roval Rapide CLX III.

In salita è super reattiva, ma d'altronde lo era già la SL8: da questo punto di vista non cambia molto, già il modello di generazione precedente era un riferimento in termini di leggerezza e prestazioni.

In discesa è amichevole, invita a darle confidenza: dopo due curve sembrava l'avessi guidata sempre. Questa sensazione è tutt'altro che scontata su una bici da gara, mi sembra giusto sottolinearlo.

Dopo un primo giro, posso dirvi che la Specialized S-Works Tarmac SL9 resta un riferimento nel settore delle bici racing: è aerodinamica, ma allo stesso tempo leggera e maneggevole.
Un compromesso capace di mettere a proprio agio praticamente tutti.

Per altre informazioni Specialized.com
Qui gli altri contenuti sulle bici e sugli accessori Specialized.
Insieme alla nuova S-Works Tarmac SL9, Specialized ha presentato anche la Crux 5 da gravel. Ne abbiamo parlato qui:

Condividi con
Tags
Sull'autore
Daniele Concordia
Ciao, sono Daniele Concordia, biker di nascita ma occasionalmente anche stradista. Corro in Mtb da molti anni, ma ho corso anche su strada da Juniores e U23. Scrivo prevalentemente su MtbCult.it, ma qui sotto troverete anche i miei articoli su BiciDaStrada.it. Qui tutti i miei articoli pubblicati su MtbCult: https://www.bicidastrada.it/chi-siamo/daniele-concordia/






