La posizione di Pogačar: tra V4Rs e Y1Rs io la vedo così...

Giovanni Bettini
|
test

La posizione di Pogačar: tra V4Rs e Y1Rs io la vedo così...

Giovanni Bettini
|

Qualche settimana fa il reel Instagram condiviso da Pierumberto Zani (@zanibikefit) in merito alla posizione di Pogačar aveva acceso l'attenzione degli appassionati, qualche critica e la nostra curiosità.

Abbiamo così chiesto al tecnico biomeccanico di Villanuova sul Clisi (BS) di spiegare meglio il suo punto di vista.

Il salto tra Colnago V4Rs e Y1Rs prevede qualche aggiustamento? Quali sono i parametri fondamentali per replicare l'assetto di una bici tradizionale su un modello differente per tabella taglie, geometrie e forme?

Premesso che il fuoriclasse sloveno non è passato "sotto i ferri" di Zani e che le osservazioni emerse non sono supportate da criteri scientifici, il parere del tecnico bresciano assume un certo peso specifico per via degli oltre 11 mila bike fit eseguiti e per un passato da dirigente in una nota squadra World Tour. Dove un occhio (allora per hobby) era sempre rivolto alla posizione dei corridori.

Prima di iniziare è doveroso ribadire che Pogačar non è una mosca bianca.
La messa in sella dei pro' ha subito importanti cambiamenti negli ultimi anni per diversi motivi. Se volete approfondire non perdetevi l'articolo qui sotto.

- Domanda secca: che ne pensi della posizione di Pogačar?

- In questi anni ne ho sentite di tutti i colori: “pedala basso”, “ha un telaio piccolo”, “il manubrio è piccolo”, “ha troppo dislivello sella-manubrio”, “la sella è troppo inclinata”. Ma rispetto a cosa? Ci sono pochi rimandi in letteratura rispetto alle soluzioni tecniche adottate dallo sloveno e non solo. La verità è che siamo ancora legati ai canoni del passato. La posizione in sella è una questione soggettiva che ha un legame molto stretto con le attitudini del corridore.

posizione di Pogačar
Foto: A.S.O. / Charly Lopez

- "Pedala avanzato". Cosa rispondi?

- Direi che non pedala avanzato, ma che l’arretramento è corretto in relazione alle capacità motorie e alle relative potenzialità. Non dimentichiamo poi che la pedalata più "verticale" sfrutta al meglio la forza di gravità in fase di spinta e stabilizza il ginocchio. Qualche anno fa l'arretramento marcato, più sbilanciato verso la ruota posteriore per capirci, restituiva una pedalata "orizzontale". Si spingeva quasi in avanti piuttosto che dall'alto verso il basso. A tal proposito c'è una curiosità...

Miguel Indurain
Miguel Indurain nel 1996. L'impostazione è nettamente diversa rispetto a quella di tanti pro'. Foto: Darz Mol / CC BY-SA 3.0

- Quale?

- Qualche anno fa ho analizzato i numeri in mio possesso. A livello statistico ho potuto verificare che i ciclisti attivi nel fuoristrada, erano meno soggetti a problematiche alle ginocchia. Idem i triatleti che mostravano una tendenza all'avanzamento ancora più marcata. I primi erano sbilanciati in avanti per contrastare pendenze importanti spostando di conseguenza il peso sull'anteriore. I triatleti, invece, dopo 180 km in sella erano chiamati ad affrontare una maratona. Un'attività con un certo tipo di carico articolare. Eppure erano gli stradisti a soffrire in percentuale maggiore di problematiche alle ginocchia come le condropatie.

Frodeno DSC 5374 copia
Jan Frodeno, uno dei triatleti più forti al mondo, sembra quasi pedalare sull'orizzontale, oltre la linea del movimento centrale. Foto: Ryzon

- Colnago V4Rs e Y1Rs: ci sono differenze sulla messa in sella di Tadej?

- L'impostazione generale non cambia così come l'angolo di spinta. L'assetto della V4Rs è pienamente trasferibile sulla Y1Rs anche se stiamo parlando di due bici a primo impatto piuttosto diverse. Ci sono alcuni parametri fondamentali per copiare la posizione: altezza sella, arretramento, altezza e lunghezza dell'attacco, posizione e inclinazione delle leve. L'unica differenza che osservo è che sulla Y1Rs Pogačar sembra adottare un manubrio leggermente più alto. Questa discrepanza si può "recuperare" agendo sulle leve. La sella, inoltre, intesa come componente gioca un ruolo fondamentale.

posizione di Pogačar
Foto: Luca Bettini/SprintCyclingAgency

- Perché?

- Perché la forma e la relativa consistenza stabiliscono ed influenzano in maniera determinante i parametri elencati sopra. Il vero cambiamento in termini di posizione, a mio avviso, è da ricondurre più al salto da selle Prologo a Fizik. Certo, aggiustamenti minimi su scala assoluta, ma che di fatto potrebbero rappresentare l'unico stacco rispetto al 2024.

Schermata 2025 01 08 alle 16.27.33
- La posizione di Pogačar sulle due bici Colnago ha qualcosa da insegnare al ciclista amatore?

- Una volta configurato l'assetto ideale, che contempla anche l'impostazione della corretta lunghezza della pedivella, sella e arretramento non si cambiano. Possono cambiare le bici e al tempo stesso essere stravolte come nel caso di Colnago, ma questi parametri come si dice... Rimangono scolpiti nella pietra. Il discorso con le dovute considerazioni legate a scarpe e pedivella rimane anche in caso di cambio disciplina. In sostanza se si possiedono più bici (gravel, Mtb, etc.) l'ideale sarebbe utilizzare sempre lo stesso modello di sella partendo sempre dal solito arretramento. Ovviamente questo schema può essere applicato solo quando il corridore ha trovato la sella più adeguata alle personali esigenze di comfort e sensibilità.

Volete un altro esempio?
Pidcock sulla sua Scott Addict RC utilizza una sella Prologo Scratch M5, ereditata dalla passata stagione. Il britannico ha ottenuto un permesso da parte del Q36.5 Pro Cycling Team che ha in essere un accordo di collaborazione con Syncros (Scott).

479333210 18342349096151539 1926741206453065102 n

Chi è Pierumberto Zani

52 anni, biomeccanico, ex ciclista dilettante, oggi continua a pedalare su strada tra gli amatori senza dimenticare le gare gravel. Nel 2000 ha guidato il Team Aurora Darimic U23 in qualità di Presidente. Dal 2009 al 2011 ha ricoperto il ruolo di General Manager del Team Katusha gestendo le operazioni del Servizio Corse di Lonato (BS) fino al 2017. Appassionato da sempre di biomeccanica ha all'attivo oltre 11.000 analisi su ciclisti di diverse età e categorie, professionisti inclusi. Non ama ricondurre la giusta posizione in sella ai soli numeri. Il suo motto è: “Se sei comodo in bici ci stai volentieri e di conseguenza migliori anche la prestazione. Se sei scomodo non vedi l’ora di tornare a casa”.

Facebook
Instagram

IMG 2118

I pro' come riferimento per tanti appassionati. Siamo sicuri che alcune delle loro scelte possano essere replicabili e sostenibili? Andiamo a fondo grazie all'articolo qui sotto.

Condividi con
Sull'autore
Giovanni Bettini

"I poveri sono matti" diceva Zavattini. Anche i ciclisti oserei dire. Sono diventato "pazzo" guardando Marco Pantani al Tour de France 1997 anche se a dire il vero qualcosa dentro si era già mosso con la mitica tappa di Chiappucci al Sestriere. Prima le gare poi le esperienze in alcune aziende del settore e le collaborazioni con le testate specializzate. La bici da strada è passione. E attenzione: passione deriva dal greco pathos, sofferenza e grande emozione.

Iscriviti alla nostra newsletter

... E rimani sempre aggiornato sulle ultime notizie!
arrow-leftarrow-right