Perché il ciclocomputer cartografico è utile anche ai Pro’? Sentite la INEOS

Nicola Checcarelli
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Perché il ciclocomputer cartografico è utile anche ai Pro’? Sentite la INEOS

Nicola Checcarelli
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Garmin ha presentato ai media italiani il suo nuovo Edge 1050 alla vigilia del Tour de France. All’evento hanno preso parte anche alcuni membri del Team INEOS-Grenadiers, che ormai da anni utilizza i prodotti Garmin. Tra gli altri, Dario Cioni, tecnico e coach della squadra, e Luke Rowe (foto sotto), uno dei registi in corsa della INEOS, Pro’ dal 2012.

Perché il ciclocomputer cartografico è utile anche ai Pro’

Parlando delle tante funzioni del nuovo Garmin Edge 1050, Luke Rowe ha raccontato vari aneddoti interessanti su come i device si siano evoluti negli anni e sul perché un ciclocomputer cartografico può essere molto utile anche per i Pro’, sia a livello di performance che di sicurezza.
In particolare, questo secondo aspetto ci è sembrato interessante e merita di essere raccontato, visto che nell’immaginario collettivo la cartografica è utile solo chi viaggia o pedala in zone sconosciute.

Perché il ciclocomputer cartografico è utile anche ai Pro’

Un vantaggio decisivo quando c'è vento

Il primo aspetto è relativo alla possibilità di verificare con anticipo la direzione della strada, un plus che per i Pro’ è di importanza cruciale nelle giornate di forte vento, quando i ventagli possono anche decidere un Grande Giro.
Sapere esattamente in che direzione si sta andando e come si svilupperà il percorso permette di scegliere il posizionamento ottimale in gruppo e di decidere quale ritmo tenere, quando accelerare e per quanto tempo.

E’ vero che oggi tutti hanno le radioline, ma vederlo in prima persona è un’altra cosa.

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Foto facebook.com/uaetourofficial

Più veloci e più sicuri in discesa

Il secondo aspetto riguarda performance e sicurezza in discesa.
Per spiegarlo al meglio Luke Rowe ha raccontato un aneddoto relativo ad un Tour de France di parecchi anni fa, quando in squadra c’era ancora Froome e pochi corridori in gruppo utilizzavano un ciclocomputer cartografico.

“Stavamo affrontando una tappa di montagna, con una lunga salita da scalare subito dopo la partenza. La giornata era bellissima, ma qualche chilometro prima della cima è scesa una nebbia tremenda, da non vedere nulla a distanza di pochi metri. Io e il mio compagno Ian Stannard siamo passati al GPM a oltre 2’ dal gruppo di Froome, ma la tappa era ancora lunga e dovevamo rientrare per dare il nostro contributo. Il problema era la visibilità..."

"Per fortuna io già utilizzavo un Garmin dotato di cartografia, che mi ha permesso di scendere forte e in sicurezza nonostante la visibilità scarsissima, poiché mi basavo sulla cartografia.
Ho detto a Stannard di mettersi dietro di me e vi assicuro che superavamo dei corridori al doppio della velocità, perché gli altri non sapevano dove andare. In 10 km abbiamo recuperato 2’ e da quella volta tutti i membri del Team (allora Sky, ndr) hanno iniziato a utilizzare ciclocomputer cartografico.

"Negli ultimi anni, inoltre, è possibile caricare direttamente sul device la traccia Gpx della gara o della tappa, dove segnare in anticipo punti chiave o punti pericolosi".

Perché il ciclocomputer cartografico è utile anche ai Pro’

Foto facebook.com/INEOSGrenadiers

La mappa usata in questo modo può risultare utile anche a noi appassionati quando affrontiamo una discesa sconosciuta, più che per la prestazione, per scendere con maggiore sicurezza, riducendo il rischio di errore. Attenzione, però, i Pro’ hanno un colpo d’occhio e capacità di guida fuori dal comune, perché controllare la cartografia a 60 o 70 km/h non è da tutti. Dunque sale in zucca e un’occhiata al Garmin solo quando velocità e percorso lo consentono…

Qui sotto trovate la presentazione del Garmin Edge 1050:

Garmin Edge 1050: nuovo display, sempre più al top

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Sull'autore
Nicola Checcarelli

Passione infinita per la bici da strada. Il nostro claim rappresenta perfettamente il mio amore per le due ruote e, in particolare, per la bici da corsa. Ho iniziato a pedalare da bambino e non ho più smesso. Ho avuto la fortuna di fare della bici il mio lavoro, ricoprendo vari ruoli in testate di settore, in Regione Umbria per la promozione del turismo in bici, in negozi specializzati. Con BiciDaStrada.it voglio trasmettervi tutta la mia passione per le due ruote.

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