Nuovo Abus AirBreaker 2.0: cosa cambia e come va

Nicola Checcarelli
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Nuovo Abus AirBreaker 2.0: cosa cambia e come va

Nicola Checcarelli
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Viene svelato oggi (24 giugno), all’apertura di Eurobike, il nuovo Abus AirBreaker 2.0, evoluzione di uno dei caschi più leggeri e apprezzati sul mercato. Con tutta probabilità, nelle prossime settimane lo vedremo sulla testa dei Pro’ del Movistar Team e della Alpecin-Deceuninck (in questo caso marchiato Canyon) nelle giornate più calde del Tour de France.

Il nuovo Abus AirBreaker 2.0 è stato presentato con un grande evento in Veneto. La location non è casuale, poiché tutti i caschi di alta gamma del brand tedesco vengono prodotti qui, tra la provincia di Treviso e quella di Vicenza. In particolare sono Made in Italy i modelli WingBack, PowerDome, StormChaser Ace, GameChanger TT 1.1, GameChanger 2.0 e ora il nuovo AirBreaker 2.0.

Attenzione, non parliamo solo di assemblaggio, ma di tutta la filiera produttiva, dalla materia grezza al casco finito. Una struttura che sarà ulteriormente ampliata nei prossimi mesi, grazie ad un grosso investimento messo sul piatto da Abus per aumentare e ottimizzare la capacità produttiva in Italia.

Noi eravamo già stati negli stabilimenti produttivi di Abus in Veneto qualche tempo fa, dove avevamo realizzato un video approfondito su come nasce un casco Made in Italy. Ve lo riproponiamo qui sotto:

Nuovo Abus AirBreaker 2.0: com’è fatto e cosa cambia

L’AirBreaker è un casco iconico che ha fatto la storia di Abus.
Per questo l’azienda tedesca lavorando sulla versione 2.0 si è prefissata un obiettivo preciso: migliorarlo, senza stravolgerlo.

A prima vista, infatti, il design non è stato rivoluzionato ed è sempre molto identificativo, ma a detta di Abus l’AirBreaker 2.0 è più leggero, più aerodinamico, più ventilato, più sicuro e con nuovi dettagli.

Le modifiche effettuate sono frutto dell’esperienza maturata in ambito aerodinamico durante lo sviluppo del GameChanger 2.0, ma anche dei feedback di professionisti e utenti comuni.
Di seguito riportiamo in modo sintetico quali sono le novità e le caratteristiche distintive del nuovo Abus AirBreaker 2.0, che è disponibile in versione base o Mips (foto sotto). I punti chiave, secondo noi, sono l’1, il 7 e il 10.

1- Nuove prese d’aria frontali
Dal punto di vista estetico le nuove prese d’aria sono tra le novità più evidenti rispetto alla versione precedente. Sono state introdotte per aumentare il flusso d’aria in una zona critica come la fronte, soprattutto quando si pedala in salita e quindi in posizione più eretta. 
Le imbottiture interne sono sagomate in modo tale da non ostruire il flusso d’aria proveniente dalle due aperture frontali. Il miglioramento in fatto di ventilazione è considerevole.

2- Griglia Acti Cage
Il rinforzo che si vede all’esterno e che consente di migliorare la ventilazione è solo una parte della griglia interna “annegata” all’interno della struttura, che aumenta il livello di protezione.

3- Chiusura tradizionale o Fidlock
La versione standard è dotata di chiusura classica, mentre sui modelli ACE (con Mips) Abus ha introdotto la chiusura magnetica Fidlock, che permette di allacciare e slacciare il casco con una sola mano.

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4- Flow Straps Pro
Abus conferma il sistema di cinturini senza regolazione sotto l’orecchio, ma ne propone una versione aggiornata, con una V più ampia. È stata migliorata anche l’aerodinamica, che si traduce in una minore rumorosità ad alte velocità.

5- Eyewear Port
Si tratta dell’alloggio per gli occhiali, già presente sul modello precedente, ma ottimizzato per funzionare con una gamma di modelli più vasta e offrire maggiore stabilità.

6- Calotta esterna più coprente
La calotta esterna in policarbonato ora si estende anche sui bordi inferiori del casco, proteggendo la struttura in EPS da graffi e colpi.

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7- Forced Air Cooling
Si tratta della tecnologia usata da Abus per incanalare l’aria e farla defluire dalle prese d’aria frontali a quelle posteriori, mantenendo la testa fresca. Rispetto al modello precedente le prese d’aria frontali sono state riposizionate e ampliate per aumentare la ventilazione, specie a basse velocità. I vantaggi dichiarati sono notevoli e documentati tramite delle rilevazioni effettuate con mappa termica.

8- Sistema di regolazione Zoom
È il classico sistema di ritenzione con rotore. Semplice, ma sempre efficace. 

9- Regolazione verticale
Al sistema di ritenzione occipitale Zoom si aggiunge anche quello di regolazione verticale. È un must nei caschi di alta gamma, ma nel caso del nuovo Abus AirBreaker 2.0 il valore aggiunto sta nel fatto che è molto facile da azionare. Permette di ottimizzare il fitting oppure di lasciare spazio a chi pedala con la coda di cavallo.

10- Aero Blade Carbon
Si tratta di un’altra delle novità importanti dell’AirBreaker 2.0. In pratica è una “lama” in fibra di carbonio iniettato che viene integrata direttamente nella struttura in EPS. Permette di risparmiare qualche grammo, migliorare l’aerodinamica e aumentare la solidità strutturale in caso di impatto. Senza dimenticare l’upgrade dal punto di vista estetico, che poi è uno dei motivi principali che stanno alla base dell’acquisto da parte dell’utente.

11- Imbottitura flottante sagomata
La versione standard è dotata di un’imbottitura sagomata e flottante, che ottimizza la ventilazione e riduce l’accumulo di sudore.
Sulla versione ACE troviamo l’imbottitura Mips Air Node personalizzata per Abus.

Modelli, pesi, colori e prezzi

Il nuovo Abus AirBreaker 2.0 è disponibile in 3 taglie (S, M, L) e 2 versioni: Standard ed Ace (con sistema Mips Air Node). Sulla versione Mips è presente la chiusura magnetica Fidlock.
I colori in totale sono 8: 5 per la versione Standard e 3 per la ACE. Li potete vedere qui sotto:

Il peso rilevato in taglia M nella versione Standard è di 222 gr.
Il prezzo dell’Abus AirBreaker è di 299 euro.
Il prezzo dell’Abus AirBreaker ACE è di 349 euro.

Nuovo Abus AirBreaker 2.0: come va

Ho avuto la possibilità di provare il nuovo Abus AirBreaker 2.0 nella versione standard (non Mips) per oltre un mese prima del lancio ufficiale, anche con le temperature torride di questo mese di giugno.

Il fitting è ottimale e simile alla versione precedente. La misura M era perfetta per me sull’AirBreaker e lo è anche sull’AirBreaker 2.0. La regolazione posteriore è funzionale e facile da usare, così come semplice da azionare è quella verticale.
I cinturini a V senza regolazione sono particolarmente comodi e leggeri.

I miglioramenti aerodinamici non possono essere valutati su strada, ma se cercate un casco ventilato per le torride giornate estive, soprattutto quando pedalate a bassa velocità in salita, l’Abus AirBreaker 2.0 farà sicuramente al caso vostro.

Le due feritoie sulla fronte, anche se piccole, fanno la differenza soprattutto in salita, quando si pedala in posizione più eretta e a “testa alta”.
L’ampiezza delle prese d’aria principali, invece, permette una ventilazione notevole con diverse inclinazioni della testa, dunque anche quando si abbassa un po’ lo sguardo, magari nei tratti veloci in cui si sta in posizione più aerodinamica.

Il peso di 222 gr rilevato in taglia M è tra i più bassi sul mercato e questo lo rende molto comodo anche sulle lunghe distanze.

Il design è sempre molto gradevole, forse ancora più aggressivo rispetto alla versione precedente, e interessante è anche la scelta di colori (per quanto soggettiva).
Il prezzo non è basso, ma rispetto ai top di gamma dei principali competitor rimane comunque competitivo.

È un casco da indossare con piacere tutto l’anno, ma fa la differenza soprattutto quando la temperatura sale sopra i 30 gradi, specie per quei ciclisti che fanno tanta salita e quindi procedono spesso a basse velocità. Per lo stesso motivo, a mio avviso, è indicato anche in ambito Mtb o Gravel.

Per maggiori informazioni: abus.com/it/caschi-per-bici

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Sull'autore
Nicola Checcarelli

Passione infinita per la bici da strada. Il nostro claim rappresenta perfettamente il mio amore per le due ruote e, in particolare, per la bici da corsa. Ho iniziato a pedalare da bambino e non ho più smesso. Ho avuto la fortuna di fare della bici il mio lavoro, ricoprendo vari ruoli in testate di settore, in Regione Umbria per la promozione del turismo in bici, in negozi specializzati. Con BiciDaStrada.it voglio trasmettervi tutta la mia passione per le due ruote.

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