

Campagnolo Shamal. Portano il nome di un vento caldo e arido che ricorda le atmosfere estive.
Le stesse atmosfere dove coloro che erano ragazzini negli anni '90 (compreso il sottoscritto) sognavano l'Olimpo del ciclismo contemplando la classe e la forza di Miguel Indurain, l'ascesa fulminea di Evgenij Berzin, le imprese di Marco Pantani. Campioni che assieme a molti altri, a partire dal 1992, hanno usato le Shamal al punto da consacrarle a oggetto del desiderio di molti appassionati.
Nel nome della prestazione e della velocità.


Da allora è passato quasi un quarto di secolo.
Non sono diventato un ciclista professionista e l'età non è più a mio favore, però, guarda un po' il destino, mi ritrovo ad avere tra le mani le nuove Campagnolo Shamal. Un superclassico del marchio vicentino.

Concedetemi un briciolo d'emozione e un po' di amarcord nei confronti di queste ruote che rappresentano la sesta novità sfornata da Campagnolo in meno di 12 mesi.
Debutta il Dual Profile 40/45 mm
Le nuove ruote Campagnolo Shamal sono costruite e assemblate a mano in Europa e mutuano la destinazione d'uso (polivalente), il relativo posizionamento in gamma (medio-alta) e diverse tecnologie dalla precedente generazione prodotto.
Al tempo stesso l'introduzione del profilo a onda ad altezza differenziata (o Dual Profile) segna un punto di svolta per l'intera gamma ruote Campagnolo che per la prima volta assorbe questo design.


Sono in tutto sette le creste alte 45 mm che ospitano altrettante razze, da tre raggi in acciaio ciascuna, caratterizzate da una distribuzione 2:1.
Due raggi sul lato sottoposto a maggior carico (il destro nella ruota posteriore per via della trasmissione; il sinistro in quella anteriore, per via della forza del sistema frenante). Il tutto bilanciato da un raggio traente sul lato opposto.

Si tratta dei parametri che descrivono il collaudato schema di montaggio G3 (foto sotto) che nella versione Dual Profile propone raggi più corti per una maggiore rigidità laterale e una razza in meno (da otto a sette).
Si passa così da 24 a 21 raggi doppio spessore a testa dritta a sezione circolare (ant./post.).
Il ponte da 45 mm degrada dolcemente verso la sezione intermedia da 40 mm con l'obiettivo di rendere maneggevole la struttura in caso di vento laterale.
Questa configurazione lavora in sinergia con il canale più largo che modifica la sezione del cerchio (ora più arrotondata) al punto da generare uno "scivolo aerodinamico" che riduce l'incidenza del flusso turbolento.

Campagnolo Shamal: canale più largo e carbonio UD a vista
Rimanendo ancorati al cerchio c'è da segnalare l'aggiornamento del canale interno che passa da 21 a 23 mm (C23).
La copertura minima consigliata da Campagnolo ora è da 28 mm (700x28c) a salire fino a sezioni che hanno a che fare con il gravel. La nuova Shamal Dual Profile diventa così una ruota Allroad in grado di ben figurare su strada e lungo gli sterrati.

La pista sigillata 2-Way Fit consente il passaggio veloce dal sistema tubeless/copertoncino e viceversa mentre la spalla dotata di uncino standard da 1,2 mm assicura tenuta con ogni configurazione mettendo da parte il limite di pressione prescritto per le ruote hookless (5 bar).



I corpi mozzo monolitici in lega di alluminio a flangia differenziata ospitano il sistema cono-calotta (altro superclassico Campagnolo) che in questa versione vede l'impiego di sfere standard in acciaio al posto delle rinomate USB in ceramica grado 10.




Anche stile e finitura si rifanno il look.
Viene messo al bando l'adesivo Shamal che lascia spazio alle grafiche laser Luxury Finish (C-LUX): più aggressive ed eleganti.
Ne consegue che la superficie è pressoché liscia con il trasparente che fa emergere l'affascinante disposizione unidirezionale del tessuto composito.


Peso
Campagnolo dichiara un risparmio di peso pari a 105 gr rispetto alla precedente generazione prodotto.
Il peso dichiarato è di 1.480 gr. 1.501 gr il peso rilevato sulla nostra bilancia.

Prezzo
Campagnolo Shamal Dual Profile: 1.890 euro (con corpetto Campagnolo N3W), 1.897 euro (con corpetto Shimano HG o Sram XDR)

Per maggiori informazioni: campagnolo.com/it
QUI tutte le news, i test e gli approfondimenti riguardanti Campagnolo.
Qui sotto il test delle Bora Ultra WTO 45.
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Sull'autore
Giovanni Bettini
"I poveri sono matti" diceva Zavattini. Anche i ciclisti oserei dire. Sono diventato "pazzo" guardando Marco Pantani al Tour de France 1997 anche se a dire il vero qualcosa dentro si era già mosso con la mitica tappa di Chiappucci al Sestriere. Prima le gare poi le esperienze in alcune aziende del settore e le collaborazioni con le testate specializzate. La bici da strada è passione. E attenzione: passione deriva dal greco pathos, sofferenza e grande emozione.





