

Pinarello per molti appassionati significa solo una cosa: Dogma. Una parola che per l'Azienda trevigiana da 22 anni identifica il massimo dell'esercizio tecnico ed estetico. Un modello che, al di là dei gusti, ha saputo trascendere i confini dei due triangoli telaio al punto da connotare un universo simbolico, uno stile un modo di essere e interpretare il ciclismo. Ora la nuova Pinarello Dogma GR "ruba" concetti e soluzioni tecniche dalle sorelle Dogma F, Dogma XC (Mtb) e Crossista (ciclocross) e cala il prestigio del nome in una nuova gamma.

Il risultato è una bici gravel racing tra le più leggere sul mercato (il telaio grezzo pesa 960 gr in taglia 53) che affianca la nuova Grevil F la quale, pur rimanendo ancorata al segmento competizione, assume un carattere più docile.
Nel video qui sotto tutti i dettagli, le prime impressioni e il racconto di una giornata in sella su e giù per le Colline del Prosecco di Conegliano e Valdobbiadene in compagnia di queste due biciclette.
Un nuovo territorio
Due anni fa con l'arrivo della Dogma X e della Dogma XC, Pinarello aveva iniziato ad ampliare il raggio d'azione della Dogma.
Oggi questo processo continua nel gravel.
Alla base del progetto Dogma GR un'ipotesi piuttosto chiara: far tesoro delle qualità tecniche riconosciute da pubblico e Atleti riguardo le bici di vertice per costruire una nuova piattaforma gravel dedicata all'alta prestazione.

- - La velocità della Dogma F;
- - la maneggevolezza della Crossista F;
- - la trasmissione della potenza della Dogma XC.
Questa in soldoni la triangolazione creata dagli ingegneri Pinarello per delineare l'orizzonte.
Pilastri a cui poi si sono poi aggiunte le considerazioni di Connor Swift (Ineos Grenadiers), uno dei ciclisti di punta di Pinarello nelle competizioni gravel UCI, già medaglia di bronzo al Mondiale gravel 2023, e Ramon Sinkeldam, ex Alpecin Deceuninck, 6° all'ultima edizione dell'Unbound 200 proprio in sella al prototipo Dogma GR (foto sotto).


Un ulteriore input è arrivato proprio dall'osservazione delle gare che si svolgono sotto l'egida del massimo organo di governo del ciclismo: durata in genere compresa tra le quattro e le quattro ore e mezza con medie orarie sempre più vicine ai 40 km/h.

Nuova Pinarello Dogma GR: c'è tanto della F
L'approccio tecnico che ha portato alla creazione della Dogma GR replica l'iter adottato per la creazione della Dogma F, svelata giusto un anno fa (QUI l'articolo di presentazione).
A partire dalle simulazioni condotte nella galleria del vento virtuale grazie al software Aerocloud passando per il design asimmetrico e la fibra di carbonio Torayca M40X utilizzata per la laminazione del telaio che presenta uno dei migliori rapporti esistenti tra resistenza e modulo di trazione.

Anche la serie sterzo elittica E-TiCR viene mutuata dalla Dogma F.
Questa soluzione riduce l'impatto frontale complessivo del tubo di sterzo di ben 8 mm (4 mm per lato) rispetto alla serie sterzo TiCR grazie anche all'instradamento cavi che dai lati passa nella zona frontale (vedi immagine sotto).


Rimanendo ancorati all'avantreno viene confermato anche il manubrio Most Talon Ultra Fast: attacco con -8° d'inclinazione e curva dotata di un leggero angolo esterno (flare 7°) che si sviluppa a partire dalla zona poco sotto il serraggio dei corpi comando.
Ulteriore rotazione interna di 7° per la porzione mediana.
In sostanza un Talon Ultra Fast da 420 mm esterno-esterno restituisce una larghezza pari a 360 mm all'altezza delle leve

L'unica differenza tra il Most Talon Ultra Fast strada e il Most Talon Ultra Fast GR (gravel) è rappresentata da due inserti filettati posizionati sull'attacco manubrio.

Questa predisposizione permette di installare in questa zona le appendici TT Gravel Bars costituite da due pezzi in fibra di carbonio (estensioni + piatto poggiagomiti).

Di seguito le principali caratteristiche di questo accessorio disponibile in regime di vendita complementare.
- - Inclinazione 10°;
- - avanzamento estensioni (due posizioni) e altezza dell'intero piano regolabile (vengono forniti sei spessori da 0,5 mm);
- - possibilità di inserire nei terminali i comandi remoti abitualmente utilizzati in ambito strada crono e triathlon;
- - supporto ciclocomputer integrato.



A proposito di TT Gravel Bars...
Pinarello precisa che è necessario montare uno spessore in alluminio min 0,5 mm tra attacco e TT Gravel Bars per evitare rotture e cedimenti.

Sempre in linea con la F troviamo i perni passanti chiusi e il movimento centrale BSA ITA che incrociato in particolare con il gruppo trasmissione Shimano Dura-Ace R9200 Di2 configura una linea catena da 45 mm tipica delle bici da strada.
Il forcellino cambio UDH permette di utilizzare lo standard Full Mount di Sram che contraddistingue i gruppi XPLR AXS 1x13 di ultima generazione.

Forcella, reggisella, Aero Load System e passaggi ruota
La forcella Onda propone un rake da 50 mm su tutte le taglie, come la Crossista F, per traslare anche in ambito gravel la reattività di guida in genere richiesta nel ciclocross.

Il reggisella D-Shape con stelo svasato e arretramento pari a 15 mm (in foto, disponibile in fase d'acquisto anche l'arretramento 0 offset) è in grado di flettere longitudinalmente fino a 8 mm in caso di fondo sconnesso o irregolare.





A questo di aggiunge la borsa borsa tubo superiore (o Bento Box), studiata per ridurre l'impatto aerodinamico e la sacca impermeabile studiata per accogliere un kit di riparazione che è possibile estrarre attraverso la porta ricavata sul tubo obliquo vicino al portaborraccia.
I due accessori identificano quello che Pinarello chiama Aero Load System.
Bento Box e sacca sono costruiti in TPU e vengono forniti di serie.


All'interno della sacca per tubo obliquo è possibile inserire:
- - una mini pompa;
- - una cartuccia CO2;
- - un rubinetto CO2;
- - due leve "cacciacopertoni";
- - una camera d'aria in TPU.
Questi materiaIi, invece, vengono venduti separatamente così come il parafango posteriore (non c'è la predisposizione per il montaggio all'anteriore).

Altra curiosità interessante sono i passaggi ruota.
In una prima fase la bici era stata sviluppata attorno a coperture 700x42c poi a seguito di un ulteriori confronti con gli Atleti (tra cui Tom Pidcock) si è optato per una configurazione ibrida: max 700x45c all'anteriore, max 700x42c al posteriore.


Un gomma con larghezza differenziata, quindi, come si vede spesso in ambito Mtb.
A completare la capacità di carico la possibilità di montare un terzo portaborraccia sotto il tubo obliquo.

Allestimenti, pesi e prezzi
Le taglie telaio sono in tutto nove e configurano una geometria Race che prende ispirazione dalle quote della Crossista F.
Gli angoli sterzo e piantone, ad esempio, sono simili tra le due bici e come abbiamo visto il rake forcella è identico.

Anche la lunghezza del carro posteriore viene in parte replicata.

A cambiare è il BB drop (maggiore nella Dogma GR) che di conseguenza sposta verso terra il baricentro del ciclista. Il tutto a beneficio della stabilità complessiva.

L'offerta commerciale è semplice da inquadrare: solo allestimenti d'alta gamma.
I gruppi trasmissione Sram Red XPLR AXS o Shimano Dura-Ace R9200 Di2 vengono associati alle ruote Princeton Grit 4540 Evolution DB (canale interno da 24 mm, con uncino) come unica opzione.
Tre le opzioni colore disponibili su entrambi gli allestimenti: Interstellar Grey Matt, Luxter Blue Shiny e Black on Black (da sinistra a destra nell'immagine sotto).

Peso
Sulla bilancia la nuova Pinarello Dogma GR è da podio, una delle più leggere sul mercato.
Dogma GR con Shimano Dura-Ace R9200 Di2: 7,3 kg (tg 53 senza pedali)
Dogma GR con Sram XPLR AXS: 7,35 gr (tg 53 senza pedali)
I pesi sono stati rilevati con coperture Vittoria Terreno T30 40mm ant./post. + Bento Box e sacca per kit di riparazione.

Prezzo
Pinarello Dogma GR Shimano Dura-Ace: 14.000 euro
Pinarello Dogma GR Sram XPLR AXS: 14.000 euro
Pinarello Dogma GR kit telaio: 6.700 euro (telaio, forcella, serie sterzo, reggisella, Bento Box e sacca per kit di riparazione)
TT Gravel Bars: 660 euro
Parafango posteriore: 105 euro

Nuova Pinarello Dogma GR: prime impressioni in sella
Un giro di poco meno di 19 km nei dintorni del ristorante hotel Cà del Poggio.
Ho pedalato su una Dogma GR tg 51,5 subito dopo esser smontato dalla Grevil F tg 47. È bastata una breve pedalata nella zona garage per avvertire la differenza.
La bici, nonostante il doppio salto di taglia, è più nervosa e scattante rispetto alla Grevil F a parità di sezione pneumatici e pressioni d'esercizio (1,8/2 bar, peso 70 kg).
Su asfalto c'è una parentela molto stretta con la Dogma F anche se emerge un diverso punto di partenza a livello di assetto.

In maniera inconsapevole su discesa tecnica con fondo sterrato leggero ho notato solo dopo esser arrivato in fondo di aver "mollato la bici" al punto da dover aspettare il resto del gruppo.
Di contro sullo scassato ho adottato un basso profilo perché la sensazione era quella di avere un bici più non così stabile rispetto alla Grevil F.
È una questione che ha a che fare anche con l'abilità di guida, a mio avviso, che sarebbe meglio affinare in Mtb prima di saltare su bici di questo tipo...
A conti fatti la nuova Dogma GR è degna del suo nome anche se dopo questo breve test sono arrivati alcuni punti di domanda.

La Dogma F brilla di luce propria (e non ci fa troppi interrogativi se è la bici ideale o meno, piace o non piace, è oggetto del desiderio per eccellenza). A seguire c'è la Dogma X che può sforare nel gravel leggero (Connor Swift l'ha pure utilizzata al Mondiale). A fianco ecco la GR che allestita con ruote strada può benissimo essere utilizzata su più fronti.
Le sovrapposizioni sono dietro l'angolo e viene da chiedersi: chi mangia cosa? Troppe Dogma sul mercato?

Per maggiori informazioni: pinarello.com/europe/it
QUI tutte le nostre news e gli approfondimenti sulle novità 2025.
Nell'articolo qui sotto tutti i dettagli della nuova Grevil F.
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Sull'autore
Giovanni Bettini
"I poveri sono matti" diceva Zavattini. Anche i ciclisti oserei dire. Sono diventato "pazzo" guardando Marco Pantani al Tour de France 1997 anche se a dire il vero qualcosa dentro si era già mosso con la mitica tappa di Chiappucci al Sestriere. Prima le gare poi le esperienze in alcune aziende del settore e le collaborazioni con le testate specializzate. La bici da strada è passione. E attenzione: passione deriva dal greco pathos, sofferenza e grande emozione.





