E’ stato giusto o no accorciare la tappa di Cortina d’Ampezzo a causa del maltempo?
Se ne discute da ieri e difficilmente si troverà un punto d’incontro tra chi sostiene la decisione e chi la critica aspramente.

Mettendoci dalla parte dei corridori, comprendiamo la volontà espressa da una parte del gruppo (non da tutto, a essere onesti), di accorciare il percorso per ridurre i rischi e non pedalare in condizioni proibitive.
Dall’altra, però, capiamo anche la delusione del pubblico e ci mettiamo nei panni di quei tifosi che erano già sulla strada lungo il Fedaia o il Pordoi.
In passato si è corso in condizioni peggiori, ma fare paragoni con quello che è successo nella storia forse ha poco senso.
Diciamo la verità, è una di quelle situazioni in cui qualunque decisione fosse stata presa avrebbe sollevato polemiche.

A tal proposito, qui sotto riportiamo il comunicato ufficiale del CPA (Associazione internazionale dei corridori professionisti), che spiega come sono andate le cose.
NC

COMUNICATO UFFICIALE

L’associazione internazionale dei corridori Cyclistes Professionnels Associes (CPA) ha celebrato una tappa regina del Giro d’Italia sicura nonostante le variabili e difficili condizioni meteo incontrate. Fin dal giorno precedente il CPA si è consultato con tutti i rappresentanti delle squadre e ha lavorato con gli organizzatori della corsa rosa per concordare la decisione di accorciare il percorso della frazione numero 16 ed evitare due discese che con pioggia e freddo ad alta quota avrebbero fatto rischiare ai corridori ipotermia e di non essere in grado di guidare le loro bici in sicurezza.

Il delegato del CPA al Giro, l’ex ciclista professionista Cristian Salvato, da Cortina d’Ampezzo ha commentato: “La tappa regina era fantastica sulla carta, ma come abbiamo visto dalle poche immagini tv che siamo riusciti ad ammirare, le condizioni meteorologiche oggi erano al limite. Lavorando con RCS Sport, il CPA ha fatto in modo che le voci degli atleti potessero essere ascoltate e che la corsa arrivasse al traguardo senza correre rischi esagerati. Ci siamo consultati con tutti i rappresentanti dei corridori e la maggioranza ha richiesto un cambiamento del percorso. Ci scusiamo per i tifosi che ci aspettavano su Fedaia e Pordoi, che se vanno in bicicletta sanno bene cosa avrebbe voluto dire affrontare lunghe discese bagnati e congelati a quella altitudine. Gli atleti hanno onorato la corsa e dato spettacolo. Dal primo chilometro passando per il Passo Giau e la discesa che portava al traguardo è stata corsa vera”.

accorciare la tappa di Cortina

Il CPA si batte per la sicurezza dei corridori, come dimostra il suo impegno per una miglioria dei regolamenti e delle transenne. 

Un delegato CPA partecipa ad ogni gara World Tour per fare da tramite tra i corridori e gli organizzatori e garantire che la voce dei primi sia ascoltata senza farli esporre singolarmente.
Al Giro è prevalso il buon senso e la collaborazione tra le parti coinvolte nel mondo del ciclismo.

Per maggiori informazioni: cpacycling.com