Avete presente quando state per buttarvi in una nuova avventura?
Quando vi assale quello stato di agitazione e nervosismo tipico di chi si appresta a fare qualcosa di diverso dal solito?

Immaginate quando state per uscire per la prima volta con una ragazza o quando iniziate un nuovo lavoro o cose di questo tipo… Insomma, quando dovete uscire dalla vostra “zona di comfort”.



Bene, a me quello stato emotivo piace un botto…
Non che debba succedere troppo di frequente, ma fare esperienze nuove, sperimentare, scoprire sfaccettature e punti di vista diversi, mi piace!
Anche quando si tratta di bicicletta.

Di cosa sto per parlarvi?
Del fatto che ho partecipato alla Orvieto Wine Marathon, che è stato il mio battesimo in una vera e propria competizione dedicata alle ruote grasse. Nel corso degli anni ho parteciapato a qualche raduno, ma niente di cosi competitivo.

Dalle Granfondo alle Marathon

Vengo da circa 30 anni di gare su strada, (ne ho 39, a settembre fanno 40) prima nelle categorie giovanili fino al dilettantismo e poi in quelle amatoriali, ma la mia esperienza nelle competizioni si era limitata alla pratica del ciclismo su strada. 

L’idea mi ronzava in testa da un po’..
Diciamo da circa un anno a questa parte, quando comprai la seconda Mtb della mia vita.
La prima risaliva a circa 10 anni fa, ma è stata un’esperienza breve e poco felice tra cadute e rotture varie della bici.
Una volta rimediati telaio e ruote da un amico di fiducia, i componenti li ho trovati, sempre usati, in un negozio vicino casa ed il gioco era fatto.
Una bella MTB front era in garage pronta per qualche giro e da utilizzare in caso di….

Dalle Granfondo alle Marathon

Tutti sappiamo com’è andato il 2020 e allora alla prima occasione del nuovo anno, con una gara vicino casa e un meteo che prometteva bene mi sono detto: perché no?

Iscrizione fatta il martedì precedente la gara.
Non restava altro che prepararsi…

Prima cosa, uscire in MTB per riprendere un po’ “il manico”, poi fare un bel check alla bici di cui aveva proprio bisogno, ed infine sfruttare al massimo le competenze dei miei amici biker di MtbCult per avere le nozioni indispensabili che potrebbero essermi utili.

Dalle Granfondo alle Marathon

Siamo al giorno della gara: sveglia colazione e si parte.
Mentre sono in macchina per dirigermi sul posto mi accorgo che sono già bello teso, ma ci sta.

Appena arrivato mi trovo fianco a fianco con Leonardo Paez che accede alla zona di partenza e subito mi rendo conto che questa cosa di partecipare alle stesse competizioni dei professionisti mi intriga e non poco.
Vengo dal mondo delle Granfondo e il fatto di potersi misurare con dei campioni veri sullo stesso tracciato e nelle stesse condizioni per me è una novità assoluta.

Quante volte si è fantasticato sulle prestazioni degli amatori della strada rispetto ai professionisti?
Beh, qui non c’è bisogno di ipotizzare nulla, le differenze si possono vedere sul campo e la cosa, per quanto non aspiri a chissà quali risultati, mi piace molto.

Dopo una breve e confusionaria fase preparatoria sono pronto e mi dirigo in griglia, l’ultima giustamente, ma non è un problema, anzi mi fa stare più tranquillo..

Dalle Granfondo alle Marathon

In poco tempo si parte, la prima fase mi è molto congeniale perché si tratta di un salitone di 7 km asfaltato in cui del mio passo riesco a rimontare molte posizioni.
Poi la strada continua a salire, ma su sterrati un po’ più tecnici: ci sono i primi rallentamenti e in qualche punto sono costretto a mettere piede a terra e superare certi tratti a piedi.

Dalle Granfondo alle Marathon

Tutto sommato anche altri biker sono in difficoltà e le paure di non essere all’altezza al momento non affiorano.
Prime discese: sono veloci e mi difendo bene… si sono formati vari gruppetti e quello che perdo in discesa lo riesco a recuperare in salita.

Inizia il primo single track in discesa, non lo conosco come tra l’altro tutto il percorso, esclusi i tratti in asfalto, ma lo tiro un po’ perché non è impossibile e io sono entrato in “modalità gara”.

Dopo un tratto tecnico pedalato finisce il primo anello della gara: siamo a circa 20 km, dò un’occhiata al computerino e sono a 160 bpm, il mio valore di soglia è circa 172 e capisco che tutta la gara sarà su questi ritmi e mi dovrò gestire bene.
Inizia un tratto asfaltato e butto giù due gel, è la prima occasione buona e ne approfitto.

Inizia la seconda parte di gara, un bella salita di 10 km in cui vorrei provare a recuperare un pò di posizioni.
Ci sono dei lunghi tratti scorrevoli in cui riesco a fare la differenza mentre nei tratti più tecnici mi accorgo di non essere efficiente e mi tocca restare sulle ruote di chi mi precede.
Anche in salita la tecnica conta, questo è un aspetto che gli stradisti spesso non tengono in considerazione…

Sono in cima, butto di nuovo l’occhio sul ciclocomputer che segna 30 km percorsi e un buon tempo. La cosa non può che darmi morale, ma allo stesso tempo le paure per le ultime e più impegnative discese cominciano a farsi presenti nella mia testa.

Per non farmi mancare niente comincio ad accusare forti dolori alle mani che riesco a calmare solo aprendo il palmo della mano nei tratti in cui è possibile alleggerire la presa sul manubrio. La mancanza di abitudine con la Mtb si fa sentire, purtroppo…

Decido di fare l’ultima parte di gara con molta attenzione per non rischiare di cadere.
Per le mie capacità è molto difficile e pur di non arrecare intralcio agli altri concorrenti, quando posso, li faccio passare.

Dalle Granfondo alle Marathon

Il percorso è davvero bello e tecnico per i più bravi, io me lo godo un po’ meno, ma in qualche modo scendo.
Dopo un ultimo tratto molto fangoso sono nei pressi dell’arrivo e neanche me ne ero reso conto.
Ultimi metri, me li godo tutti.

Non sono arrivato a braccia alzate, non sono arrivato davanti, eppure la soddisfazione è grande.
Questa esperienza la volevo fare e l’ho fatta nel miglior modo possibile, soprattutto sono arrivato intero (e vi giuro che per uno stradista non è scontato).

Dalle Granfondo alle Marathon

All’arrivo stanno premiando i primi tre classificati, mi fiondo per una foto sfruttando il mio ruolo da inviato di MtbCult.
Foto a Leonardo Paez che si presta con grande gentilezza e poi mi godo gli attimi dell’arrivo con gli amici e conoscenti presenti.

Se volete saperlo sono arrivato 116° con un tempo 2:26:48.
Il vincitore Wout Alleman mi ha dato ben 30 minuti e tanti o pochi che siano per me è una bella scoperta.

Sono proprio contento di come è andata questa mia prima Marathon e sapete che vi dico?
Chissà che non ci si riveda presto?

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