La Visma ha condiviso i dati di Yates al Giro 2025

Nicola Checcarelli
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La Visma ha condiviso i dati di Yates al Giro 2025

Nicola Checcarelli
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La Visma | Lease a Bike, in collaborazione con Garmin (sponsor tecnico del team) ha condiviso alcuni dati di Yates al Giro d’Italia 2025.
Intendiamoci, non sono dati “sensibili”, sono dati generali, validi soprattutto a titolo di curiosità, ma che possono essere utili per comprendere qual è l’enorme sforzo che gli uomini di classifica (e non solo) compiono durante le 3 settimane.

I dati di Yates al Giro

Secondo i dati Garmin, Simon Yates ha pedalato per 3.521 km ad una media di 40,6 km/h. In realtà immaginiamo che questo dato comprenda anche alcuni tratti di riscaldamento e defaticamento, poiché la classifica ufficiale racconta di 3.443 km coperti ad una media di 41,728 km/h, vicinissima alla media record del Giro 2024 vinto da Pogacar a 41,86 km/h.

Impressionante è il conteggio delle calorie consumate: 68.670 calorie, con una media di 3.273 calorie per tappa. Considerate che 100 gr di pasta equivalgono a 360 calorie e fate voi i conti...

Il dispendio energetico è uno dei fattori che fa la differenza nell’economia di una corsa a tappe e che, in parte, spiega perché a trionfare sono quasi sempre corridori leggeri. Ne avevamo parlato in modo specifico in questo articolo.

Notevole anche il dato della potenza media totale, soprattutto tenendo conto del peso di Simon Yates: 283 watt normalizzati per circa 68 kg.

A proposito di potenza, Velon.cc ha condiviso i valori dell’attacco decisivo sul Colle delle Finestre, con cui Yates ha staccato Del Toro e Carapaz ed è andato a conquistare la maglia rosa: 430 watt per 3:56, con un rapporto peso/potenza di circa 7,5 w/kg.

Yates ha fatto segnare anche il nuovo record di scalata del Colle delle Finestre in 59:18, ad una media di 18,46 km/h, migliorando di circa un minuto il tempo di Pablo Torres, registrato al Tour de l’Avenir 2024, e di ben 5 minuti il tempo di scalata di Froome nel 2018.
La VAM è stata di 1.720 m/h, un valore straordinario su un’ora di scalata. Il rapporto peso/potenza, sempre relativo all’intera scalata, è stato di 6,2 watt/kg.

Al di là dei watt, proprio in merito alla tappa del Finestre, se non l’avete ancora fatto vi suggeriamo di dare un’occhiata al breve video qui sotto, che racconta l’impresa di Yates vista dall’ammiraglia, con i continui incitamenti da parte dei direttori sportivi a Simon e poi anche a Van Aert.

Simon Yates al Giro 2025: bici aero anche in salita

Chiudiamo con una considerazione tecnica, di cui avevamo già parlato subito dopo la tappa sui nostri social e che aveva creato un notevole dibattito.

Yates è uno scalatore leggero, ma per la maggior parte delle tappe di montagna, compresa quella del Finestre, ha scelto di utilizzare la S5, cioè la bici aero di Cervélo, equipaggiata con ruote a basso profilo.


Una soluzione già adottata anche da Vingegaard in alcune tappe del Tour negli agli anni scorsi, ma che fa ancora più effetto se pensiamo ad una salita come il Colle delle Finestre, lunga e dura (pendenza media del 9,2%). Si tratta di un trend sempre più diffuso in gruppo, anche se non sembra esserci una regola precisa e probabilmente sulla scelta contano molto le sensazioni dell’atleta.
In generale, e questo ormai lo sappiamo, sembra che ci sia meno ossessione per il peso e più attenzione a rigidezza e aerodinamica, anche in virtù delle velocità sempre più alte tenute dal gruppo, anche nelle tappe di montagna. Per intenderci, nella tappa del Sestriere (205 km e 4.500 m di dislivello) i primi sono arrivati al traguardo con 37,5 km/h di media….

A tal proposito ci tornano alla mente le parole pronunciate da Purito Rodriguez qualche anno fa. Lo scalatore spagnolo, quando era ancora in attività, dichiarò che nelle tappe con arrivo in salita, specie se nella prima parte non c’erano grandi montagne, preferiva la Aeroad alla Ultimate, cioè la bici aero di Canyon (a quell’epoca ancora rim brake), perché anche se un po’ più pesante, gli permetteva di fare meno fatica in pianura e quindi di arrivare più fresco alle fasi decisive della tappa. Un discorso che, con le velocità a cui siamo arrivati oggi, acquista ancora più senso…

Foto d'apertura Fabio Ferrari/LaPresse

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Sull'autore
Nicola Checcarelli

Passione infinita per la bici da strada. Il nostro claim rappresenta perfettamente il mio amore per le due ruote e, in particolare, per la bici da corsa. Ho iniziato a pedalare da bambino e non ho più smesso. Ho avuto la fortuna di fare della bici il mio lavoro, ricoprendo vari ruoli in testate di settore, in Regione Umbria per la promozione del turismo in bici, in negozi specializzati. Con BiciDaStrada.it voglio trasmettervi tutta la mia passione per le due ruote.

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