Carapaz: nuovo record sul Mortirolo. Del Toro: KOM su Le Motte

Nicola Checcarelli
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Carapaz: nuovo record sul Mortirolo. Del Toro: KOM su Le Motte

Nicola Checcarelli
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La tappa di Bormio non ha provocato sconvolgimenti in classifica generale, ma ha offerto comunque un grande spettacolo, con Carapaz che ha fatto registrare il nuovo record sul Mortirolo, versante Monno, e Del Toro che ha mostrato di aver recuperato dopo la crisi del giorno precedente, con una grande scalata all’ultimo GPM de Le Motte.

La vittima illustre di questa tappa, purtroppo, è stato il nostro Antonio Tiberi, staccato sul Mortirolo e giunto all’arrivo con oltre 10 minuti. Come Ayuso e Roglic, anche Tiberi è stato condizionato da una caduta e ha mostrato, una volta ancora, come nel ciclismo moderno sia impossibile competere se non si è davvero al 100%.

Carapaz indomabile, nuovo record sul Mortirolo (versante Monno)

Carapaz ha dichiarato di essere venuto a questo Giro per vincere e le sta provando tutte per riuscirci, mostrando gamba e grinta.

Ieri ha provato ad attaccare da lontano, scattando sulle ultime rampe del Mortirolo, senza però riuscire a fare una grande differenza. Al GPM, infatti, il suo vantaggio era di soli 8 secondi.

In ogni caso Carapaz ha fatto segnare il nuovo record sul Mortirolo nel versante da Monno (12,6 km al 7,6%), come avevamo ampiamente ipotizzato nell’articolo di presentazione della tappa. Il miglior tempo di scalata risaliva al Giro d’Italia 2017, quando a transitare per primo fu Luis Leon Sanchez. Con lui c’erano altri fuggitivi, tra cui Andrey Amador, che fino a ieri deteneva il KOM su Strava con 37:00. In quell'occasione, però, il Mortirolo si scalava a inizio tappa, prima della doppia ascesa allo Stelvio, nella tappa vinta da Nibali.

Derek Gee sul segmento ufficiale ha un tempo di 35:36. Carapaz, che non scarica dati su Strava, è transitato in vetta in 35:28, con una velocità media di 21,4 km/h e una VAM di 1.630 m/h. Quest’ultimo non è un valore straordinario nel ciclismo moderno, ma è anche vero che il GPM era posizionato a circa 50 km dall’arrivo e non è stato affrontato veramente a tutta dall’inizio.

Analizzando i dati di potenza di Derek Gee si può notare con chiarezza come la prima parte della salita sia stata scalata a passo forte ma regolare, mentre la strappata sia arrivata negli ultimi 2,5 km, superato il tratto di falsopiano.
Gee (transitato a pochi secondi da Carapaz) ha fatto registrare una potenza media sull’intera scalata di 386 watt (circa 5,8 w/kg), con una FC media di 164 bpm. Negli ultimi 2,5 km, invece, la potenza media è stata di 450 watt con 174 bpm.
Nei 2 km più impegnativi prima della vetta la VAM è salita a 1.920 m/h.

Isaac Del Toro oltre la crisi

Dopo le difficoltà nella tappa di San Valentino in molti già lo davano per finito.
Invece Del Toro ha dimostrato che era stata una giornata no, tornando a difendere la maglia rosa con grinta e conquistando il successo finale con una grande azione (e una discesa da brivido) negli ultimi chilometri.

Il messicano si è gestito con oculatezza sul Mortirolo, ha sfruttato il lavoro dei compagni nel fondovalle e poi ha sferrato un attacco tremendo sulla salita de Le Motte (3 km all’8,2%), breve e dura, che ben si adatta alla sua esplosività.

Del Toro ha staccato tutti, tranne Richard Carapaz, transitando con 8 secondi sugli immediati inseguitori.
Il KOM su Strava è condiviso da Max Poole e Giulio Pellizzari con 7:32, ma in realtà Del Toro e Carapaz sono saliti in 7:25 a oltre 24 km/h di media con una VAM di quasi 2.000 m/h.
Velon certifica uno sforzo da 500 watt medi durante i 2 minuti dell’attacco. Dai dati degli altri corridori per Del Toro e Carapaz possiamo stimare poco meno di 7 w/kg sull’intera ascesa finale.

QUI trovate le classifiche del Giro d'Italia

Per gli amanti della tecnica, qui sotto trovate la descrizione delle bici e le scelte tecniche dei primi due della generale:

Foto d'apertura Fabio Ferrari/LaPresse

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Sull'autore
Nicola Checcarelli

Passione infinita per la bici da strada. Il nostro claim rappresenta perfettamente il mio amore per le due ruote e, in particolare, per la bici da corsa. Ho iniziato a pedalare da bambino e non ho più smesso. Ho avuto la fortuna di fare della bici il mio lavoro, ricoprendo vari ruoli in testate di settore, in Regione Umbria per la promozione del turismo in bici, in negozi specializzati. Con BiciDaStrada.it voglio trasmettervi tutta la mia passione per le due ruote.

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