

Tom Pidcock ha inaugurato la stagione 2025 vincendo due tappe e la Classifica Generale dell'AlUla Tour in Arabia Saudita. Il Campione britannico non poteva iniziare nel modo migliore la sua avventura nel Q36.5 Pro Cycling Team dopo quattro stagione alla Ineos Grenadiers.
E come sempre accade nel ciclismo, dietro ad ogni successo c'è una squadra che lavora sodo. Sulla strada, per aiutare il proprio capitano, o dietro le quinte, lontano dalle luci della ribalta.

È il caso di tutto lo staff attivo nel Servizio Corse, il quartier generale di ogni squadra piccola o grande, dove sono stoccate le biciclette e tutta la dotazione tecnica per affrontare la stagione oltre agli uffici amministrativi e ai vari mezzi. In questo polo logistico vengono smistati e preparati tutti i materiali da portare in trasferta nelle varie "campagne".
Uno sguardo dietro le quinte.

Armi e bagagli si parte
Il Q36.5 Pro Cycling Team non è un team World Tour. Al tempo stesso è uno dei ProTeam più in vista. Vuoi per via del passato con Vincenzo Nibali (ex consulente del team elvetico), vuoi per la presenza dello sponsor italiano a cui si aggiungono diversi corridori e membri dello staff di casa nostra.
Senza dimenticare il fatto che la squadra è di proprietà di Ivan Glasenberg (foto sotto) che nel suo portfolio vanta anche la proprietà di Pinarello oltre a quote nell'azienda di abbigliamento bolzanina Q36.5 guidata e fondata da Luigi Bergamo.

Questa premessa per dire che il Q36.5 Pro Cycling Team pur non essendo una squadra da "serie A del ciclismo" ha tutte le carte in regola e le potenzialità (e anche il portafoglio) per svolgere un'attività di un certo livello.
Veniamo al dunque: come si prepara un trasferta impegnativa come quella tra Arabia e Oman dove non si può contare su ammiraglie e camion officina? Cosa e quanto porta con sé il team? Come viaggiano i vari materiali?

«In questi casi Dobbiamo preparare e spedire tutto il necessario - ha dichiarato Daan van den Berg , meccanico del team che assieme al collega Giannis Chatzichristou e al massaggiatore Ton de Vaan ha curato la logistica di questa campagna -. Gare come queste sono delicate perché non è facile trovare negozi di biciclette dove acquistare ricambi. Internamenti stiliamo una lista e via via allestiamo tutto».
«Tenete presente - prosegue Daan - che i nostri meccanici devono essere in grado di assemblare una bicicletta da zero sul posto, in caso di caduta o rottura del telaio, quindi devono avere a disposizione ciò che normalmente è stivato nel nostro camion, utensili inclusi, premesso che ogni meccano del team ha un proprio kit che porta sempre con sé».

Per l'AlUla Tour, corsa organizzata da A.S.O. che gestisce anche il Tour de France, la Roubaix e tante altre gare, a disposizione c'era un aereo cargo. Tutta la dotazione è così arrivata in Arabia con un volo da Parigi. Qui altri due meccanici del team hanno disimballato tutto e rimesso in sesto le bici.
Volete sapere cosa ha imbarcato il team per affrontare una corsa a tappe di cinque giorni come l'AlUla Tour? Tenetevi forte.
- - Due biciclette complete per ogni corridore (QUI i dettagli delle Scott per la stagione 2025);
- - pastiglie dei freni;
- - ruote di scorta;
- - pneumatici;
- - deragliatori e cambi;
- - catene e rotori;
- - manubri e selle;
- - un compressore;
- - utensili da officina;
- - cavalletti per la manutenzione
- - prodotti per la pulizia;
- - lettini da massaggio;
- - frigoriferi;
- - gel, bevande energetiche e barrette;
- - centinaia di borracce;
- - radio per le comunicazioni in gara;
- - un rullo;
- - caschi e scarpe di scorta;
- - ciclocomputer di ricambio
Peso complessivo? Circa 700 kg!

Q36.5 Pro Cycling: in Oman si va più leggeri
«In questo caso - precisa ancora Daan - viaggiamo con un classico volo commerciale, quindi bisogna fare i conti con i limiti di peso. Sarah, la nostra maga della logistica, in fase di prenotazione biglietti si assicura di avere a disposizione la quota necessaria per trasportare tutto ciò che serve».
«Ogni chilo in più costa: l'efficienza è fondamentale. Abbiamo le nostre borse per bici Scott. Togliamo le ruote e il reggisella, smontiamo il manubrio, i pedali e il deragliatore. Poi pesiamo tutto e riempiamo le borse fino al limite massimo consentito con barrette, gel, attrezzi, ecc. Il volo per l'Oman partiva da Bruxelles, non molto distante dal nostro Servizio Corse».

L'efficienza è un imperativo anche quando le distanze sono più ridotte: i furgoni, ad esempio, non viaggiano mai vuoti. Daan, infatti, dopo aver consegnato il pallet per l'Oman a Bruxelles ha proseguito il suo viaggio fino a Parigi dove ha ritirato i colli di ritorno dall'AlUla Tour. Salvo poi controllare tutto assieme ai colleghi al Servizio Corse.
«Ci assicuriamo che il materiale sia in ordine e pulito prima di riporlo al suo posto. Jean-Pierre e Ricardo, che gestiscono il magazzino, sanno esattamente dove si trova tutto e qual è il livello delle scorte. Tutto dov'essere sempre pronto per la prossima gara, come i nostri corridori. Proprio come il team alle gare, lavoriamo come una squadra».

Il nostro Matteo Moschetti con la vittoria nell'ultima tappa ha messo la ciliegina sulla torta alla trasferta in Arabia con una volata monstre. Ne abbiamo parlato nell'articolo qui sotto.
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Sull'autore
Giovanni Bettini
"I poveri sono matti" diceva Zavattini. Anche i ciclisti oserei dire. Sono diventato "pazzo" guardando Marco Pantani al Tour de France 1997 anche se a dire il vero qualcosa dentro si era già mosso con la mitica tappa di Chiappucci al Sestriere. Prima le gare poi le esperienze in alcune aziende del settore e le collaborazioni con le testate specializzate. La bici da strada è passione. E attenzione: passione deriva dal greco pathos, sofferenza e grande emozione.





