

Il britannico Adam Yates (UAE Team Emirates) conquista l'87°edizione del Giro di Svizzera (foto sotto) grazie a un rapporto w/Kg da record sui 20' e alla collaborazione del compagno di squadra João Almeida.
Il portoghese è 2° a 22''.
Yates oltre a due vittorie di tappa e alla classifica generale conquista la Maglia Nera (classifica a punti) e la Maglia Rossa di miglior scalatore. Un dominio assoluto consolidato grazie a prestazioni impressionanti in salita.

L'arrivo in parata della 7° tappa Villars-sur-Ollon - Villars-sur-Ollon. 1° Yates, 2° Almeida. Foto: Buchli Fotografie | Sam Buchli SoMedia @buchlifotografie
È la miglior prestazione di sempre?
Quella andata in scena venerdì scorso doveva essere la frazione regina di questa edizione della corsa elvetica. Invece la cancellazione del Nufenen Pass dal percorso della 6° tappa ha cambiato le carte in tavola.
Solo 42,5 km di gara per 848 metri di dislivello sempre e comunque con l'arrivo in salita insidioso a Blatten Belap (7,1 km, al 9.1%).
Così la gara è diventata quasi una sorta di test incrementale grazie a 34,5 km privi di particolari difficoltà che hanno finito per delineare un vero e proprio riscaldamento.
Il passo scandito dall'UAE Team Emirates fin dalle prime rampe con Jan Christen e Isaac del Toro ha finito per preparare il terreno all'attacco di Yates che ha rotto gli indugi quando al traguardo mancavano 3,5 km.
Dietro solo Egan Bernal (Ineos Grenadiers) e Mattias Skjelmose (Lidl-Trek) con a ruota João Almeida hanno provato a resistere al forcing del britannico.
Da notare che secondo i dati trasmessi in diretta TV, Bernal a 1,7 km dall'arrivo saliva a 418 w!
L'allungo di Almeida all'ultimo chilometro ha finito per configurare un arrivo quasi in parata per la coppia UAE.
A Blatten Belap 1° Almeida, 2° Yates a 4'' che porta a casa quella che a tutti gli effetti è stata etichettata come la "miglior prestazione di sempre sui 20 minuti".
Yates, infatti" ha scalato l'ascesa finale in 19:31 mettendo a segno un rapporto peso/potenza pari a 7,19 w/Kg. Qualcosa di mai visto in questa stagione, valori difficili da rintracciare nella storia del ciclismo.
Grazie a questi numeri, Yates ha finito per battere anche Pogačar, formato Parigi-Nizza 2023. Qui sotto la nostra news.
Col d’Eze a 7 w/Kg: per Pogačar una delle migliori prestazioni di sempre
La prestazione di Almeida (vincitore di tappa) si è attestata su valori leggermente inferiori: 7,13 w/Kg.
Skjelmose con un tempo di 19:36 si è piazzato allo stesso livello. 7,02 w/kg per Bernal (19:42).
W/kg da record per Adam Yates: impossibile 10 anni fa
Ricordate quando il Team Sky diffuse i dati fisiologici di Chris Froome a seguito del Tour de France 2015? Allora il picco di potenza rilevato in laboratorio fu di 7,51 w/Kg con prestazioni che su strada alla Grande Boucle si aggiravano tra i 6,5 ed i 6,8 w/Kg sempre sui 20'.
Che l'asticella si sia alzata, e non di poco, in meno di dieci anni è evidente.
Un'ulteriore dimostrazione ce l'aveva data Vingegaard lo scorso anno.
Vingegaard ha distrutto il record del Col de Marie Blanque: dati mostruosi
Il rapporto w/Kg da record di Adam Yates messo a segno a una settimana dalla partenza del Tour sono un chiaro segnale: quella che partirà da Firenze sarà un'edizione in cui diversi primati potrebbero andare in frantumi.
Perché Adam Yates e João Almeida in terra di Francia saranno chiamati a fare da gregari a un certo Tadej Pogačar. Gregari da 7 w/Kg...

Foto: @uaeteamemirates
Per maggiori informazioni sul Giro di Svizzera: tourdesuisse.ch
Foto in apertura: Buchli Fotografie | Sam Buchli SoMedia @buchlifotografie / Data: Gabriel Stróżyk (@NaichacaCycling), Graph: Kārlis Ozols (@CyclingGraphs)
QUI tutte le nostre analisi sulle prestazioni dei professionisti.
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Sull'autore
Giovanni Bettini
"I poveri sono matti" diceva Zavattini. Anche i ciclisti oserei dire. Sono diventato "pazzo" guardando Marco Pantani al Tour de France 1997 anche se a dire il vero qualcosa dentro si era già mosso con la mitica tappa di Chiappucci al Sestriere. Prima le gare poi le esperienze in alcune aziende del settore e le collaborazioni con le testate specializzate. La bici da strada è passione. E attenzione: passione deriva dal greco pathos, sofferenza e grande emozione.











