TEST - Conor Selva: i punti di forza sono versatilità e personalizzazione

Nicola Checcarelli
|
test

TEST - Conor Selva: i punti di forza sono versatilità e personalizzazione

Nicola Checcarelli
|

Conor Selva è la bici gravel in fibra di carbonio dell’azienda spagnola fondata nel 1990 da Ignacio Orbaiceta. Si tratta di un marchio che negli ultimi anni sta facendo breccia anche nel nostro paese, aumentando la propria quota di mercato grazie a spunti interessanti sia per i negozianti che per i consumatori finali. Se volete saperne di più, vi rimandiamo all’articolo che trovate QUI.

conor selva 2

Conor propone una gamma di prodotti piuttosto ampia, che copre tutte le categorie, dall’elettrico, alla Mtb, dalla strada al gravel fino a bici da città, da bambino e anche accessori e ricambi. La linea WRC (World Race Conor) che contraddistingue la Selva, identifica le bici di gamma più alta, dunque con vocazione sportiva e corsaiola per i ciclisti più evoluti.

Nel catalogo dell’azienda spagnola la Conor Selva rientra nel segmento delle gravel racing.
In realtà, dopo averla studiata e provata con attenzione, la nostra impressione è che sia una bici molto versatile, che può adattarsi a impieghi anche parecchio diversi tra loro in base al tipo di gomma utilizzata. Che poi, diciamo la verità, è il concetto di gravel ricercato dalla maggior parte degli utenti…

1 – Dettagli tecnici

- Geometria

Le geometrie delle Conor Selva rispecchiano in pieno il concetto di gravel versatile di cui vi abbiamo appena parlato, senza estremizzazioni verso il racing spinto o il fuoristrada da Mtb.

Il reach è piuttosto lungo e volendo permette l’utilizzo di un attacco corto, come ormai è consuetudine nel gravel. Lo stack è generoso, in modo da consentire una posizione confortevole sull’anteriore.
In taglia M il rapporto stack to reach è di 1,489. L’angolo sterzo è aperto, ma non esagerato, mentre il piantone è dritto.

Uno dei parametri che salta all’occhio è la misura del carro posteriore di 43,5 cm, che è più lungo rispetto alla media dei competitor e si ripercuote anche sulla lunghezza dell’interasse, probabilmente con l’obiettivo di aumentare la stabilità in off-road.

Un piccolo appunto va fatto sul numero delle taglie, che sono solo 4 (dalla XS alla L). Nel complesso sono centrate, ma in pratica manca la XL e un ciclista particolarmente alto potrebbe fare fatica a trovare l’assetto ideale.

- Assetto in sella

Sono alto 183 cm, pedalo a 77,5 cm e per il test ho utilizzato una taglia M, anche se con il senno di poi avrei scelto una L, magari con attacco più corto.

Nel complesso comunque non mi sono trovato male, poiché la presenza di tutti gli spessori sotto l’attacco mi ha permesso di avere il giusto compromesso con il dislivello sella/manubrio. Avrei gradito un cm in più di lunghezza, ma questa può essere una soluzione per chi cerca un’impostazione un po’ più raccolta e rilassata sull’anteriore, magari anche in chiave bikepacking.

- Cura costruttiva

La Conor Selva propone soluzioni tecniche semplici e funzionali, che ben si sposano con l’uso gravel, anche impegnativo.

Il telaio è realizzato in carbonio UD Toray 24T T700 ed è compatibile sia con trasmissioni meccaniche che elettroniche, 1x e 2x.

Il passaggio cavi è semi-integrato, con ingresso da sotto l’attacco, che rappresenta il compromesso giusto tra estetica e praticità.

Classico è anche il fissaggio sella, sicuramente meno appagante rispetto a quelli integrati, ma allo stesso tempo più funzionale. Nella direzione della praticità va anche il movimento centrale filettato con standard BSA.

Il passaggio ruota massimo da 700x47 permette un ampio range di utilizzi, così come i punti di fissaggio extra sui foderi della forcella, su tubo orizzontale e sotto l’obliquo.

- Componentistica utilizzata

La Conor Selva che abbiamo avuto in test è la versione montata con Shimano GRX820 1x12 e ruote Mavic Allroad SL, componenti di alta gamma che offrono un ottimo compromesso tra leggerezza e funzionalità.

La scelta tra monocorona e doppia è personale e dipende da cosa si fa con la bici gravel. Personalmente apprezzo molto il monocorona e ho trovato interessante anche la scelta dei rapporti, che prevede un 40 sull’anteriore e un 10-51 sul posteriore. È chiaro che questa combinazione permette di affrontare senza particolari problemi anche i tratti più complicati e ripidi, ma sacrifica qualcosa in fatto di gradualità della scala rispetto al 10-45.

Questa considerazione ci permette di introdurre uno dei plus delle bici Conor WRC Line, cioè la possibilità di personalizzare alcuni componenti in fase d’ordine attraverso il rivenditore. In particolare, ci riferiamo alla larghezza del manubrio, alla lunghezza dell’attacco, alla lunghezza delle pedivelle e anche alla cassetta posteriore. Il tutto senza sovrapprezzo. I tempi di allestimento dichiarati dall’azienda, se telaio e componenti sono disponibili, sono di 2 giorni.

Tornando ai componenti di serie, dopo molto tempo ho avuto la possibilità di tornare a pedalare su ruote di alluminio di alta gamma (un'opzione un po' in disuso nell'ultimo periodo) come le Mavic Allroad SL, con raggi in acciaio e canale interno da 25 mm. 
Probabilmente sacrificano qualcosa dal punto di vista estetico, ma non hanno molto da invidiare a ruote in carbonio di media gamma, anche perché il peso dichiarato è di 1.655 gr.

Le ruote sono completate con il montaggio di gomme Vittoria Terreno Dry 700x47, ottime su fondi asciutti, meno su viscido e fango.
La sezione generosa, invece, l’ho trovata azzeccata, poiché smorza la rigidità del telaio e lavorando con le pressioni contribuisce a rendere la bici piacevole su ogni percorso.

Sulla Conor Selva, in questo caso con sovrapprezzo, è possibile sostituire le Mavic Allroad SL di serie con ruote in carbonio da 40 mm.

L’allestimento è completato dalla sella Selle Italia X-Bow, reggisella in carbonio e manubrio in carbonio. L’ergonomia della piega è buona, ma personalmente avrei preferito un modello con flare più accentuato per migliorare il feeling in discesa in presa bassa. Questo è l’unico piccolo appunto che mi sento di fare sulla componentistica, per il resto molto interessate. 

- Peso bici

La bici in taglia M, senza pedali e portaborraccia, pesa 9,150 grammi.

- Prezzo bici

La Conor Selva nell’allestimento sopra descritto ha un prezzo al pubblico di 3.499 euro. È in linea con la qualità di telaio e componenti. Chi vuole spendere un po’ meno può orientarsi sulla versione con Shimano GRX 610 1x12, che sfrutta lo stesso telaio in carbonio ed è proposta a 2.599 euro.

- Garanzia

La politica di garanzia Conor è una delle più interessanti sul mercato.
L’azienda spagnola propone garanzia a vita sul telaio e 3 anni sul resto dei componenti, accollandosi quindi un anno in più rispetto a quella standard fornita dai produttori.

2 – Comportamento in salita

- Su asfalto

Visto il carro lungo e le gomme larghe mi aspettavo una bici un po’ “addormentata” su asfalto, ma è bastata un’uscita per capire che mi sbagliavo. Va meglio sul passo che nei rilanci brucianti, ma nel complesso la Selva risulta una bici dinamica e divertente. Con un paio di gomme da strada credo che sarebbe difficile percepire le differenze rispetto ad una bici endurance.
I tratti in asfalto, specie se affrontati in compagnia, rappresentano l’unico momento in cui la cassetta 10-51 fa rimpiangere la 10-45…

 

- Su sterrato

La rigidità del telaio e il peso non eccessivo donano alla Selva la giusta brillantezza anche sui tratti più ripidi. Di contro, la gomma larga e l’interasse lungo garantiscono un’ottima trazione in ogni situazione, anche su terreni smossi. Nel complesso è un mix ben riuscito.

Chi desidera una bici ancora più reattiva, pronto gara, può orientarsi su una gomma 700x40-42 e giocare un po’ con le pressioni, ma personalmente l’equipaggiamento di serie mi è piaciuto molto.

3 – Comportamento in discesa

- Su asfalto

L’avantreno è rigido quanto basta per garantire un inserimento in curva preciso. Carro e interasse lunghi, invece, offrono la giusta stabilità alle alte velocità. In linea di massima il comportamento è equiparabile ad una bici endurance da strada, anche se l’impressione è che il telaio sia un po’ più reattivo.

- Su sterrato

In fatto di geometrie vale il discorso fatto poco sopra. La Conor Selva mi ha trasmesso un ottimo feeling sin dalle prime uscite, agile quanto basta nei cambi di direzione, ma molto stabile anche sui tratti più sconnessi. La gomma 700x47, una volta trovata la giusta pressione (per me che sono 67 kg è intorno a 1.9-2 bar su percorsi misti) è un bel boost in termini di tenuta e sicurezza, anche se per sfruttare al massimo la tassellatura del Vittoria Terreno Dry c’è bisogno di un fondo perfetto. Per l’inverno il suggerimento, almeno sull’anteriore, è di optare per un pneumatico un po’ più tacchettato.

In estrema sintesi, con la Conor Selva ho eguagliato quasi tutti i miei PR sulle discese che utilizzo abitualmente per i test delle bici gravel e, con un manubrio più largo e adatto all’off-road, probabilmente si poteva fare anche meglio. C’è poco altro da aggiungere…

4 – Comportamento sul pedalato

– Su asfalto e sterrato

Le gomme 700x47 tubeless smorzano in parte la rigidità del telaio creando un buon compromesso tra comfort e prestazione. I prodotti Vittoria, tra l’altro, tradizionalmente hanno una carcassa molto flessibile e quindi particolarmente capace di assorbire le vibrazioni. Lavorando con le pressioni di gonfiaggio potrete ottenere una bici più pronta e reattiva oppure più comoda. La scelta dipende dal percorso e dalle esigenze personali.

Per essere concreti, su asfalto e sterrato scorrevole la velocità di crociera (da tenere senza particolare fatica per lungo tempo, anche senza un super allenamento) è di circa 28-30 km/h. Personalmente la Terreno Dry da 47 mm mi è piaciuta molto, ma se fate tanto asfalto e sterrato scorrevole potreste anche optare per uno pneumatico un po’ più stretto. 

Conor Selva GRX 1x12: in conclusione

Non sapevo esattamente cosa aspettarmi da questa Conor Selva, che alla fine si è rivelata una piacevole sorpresa, almeno in questo allestimento.
Il telaio è rigido quanto basta per essere divertente in ogni situazione, senza mai risultare scomodo o troppo scorbutico, anche per merito dell’abbinamento con le gomme tubeless larghe, ma scorrevoli.

I componenti sono esteticamente gradevoli, leggeri e affidabili.

Il punto di forza della Conor Selva è senza dubbio la sua versatilità, capace di accontentare un’ampia fetta di utenti: giocando con le pressioni e, al limite, modificando la sezione e la tipologia delle gomme, si può orientare più verso un’utilizzo racing o, viceversa, verso l’avventura e il bikepacking.

Perché comprarla

  • • Versatilità d’uso. Con un mezzo solo, e giocando con le pressioni, si può fare tutto, a prescindere da quale sia la propria concezione di gravel
  • • Qualità e affidabilità dei componenti 
  • • Possibilità di personalizzazione e politica di garanzia

Perché non comprarla

  • • Le geometrie sono equilibrate, ma Conor propone solo 4 misure, cioè almeno una in meno rispetto ai principali competitor
Condividi con
Sull'autore
Nicola Checcarelli

Passione infinita per la bici da strada. Il nostro claim rappresenta perfettamente il mio amore per le due ruote e, in particolare, per la bici da corsa. Ho iniziato a pedalare da bambino e non ho più smesso. Ho avuto la fortuna di fare della bici il mio lavoro, ricoprendo vari ruoli in testate di settore, in Regione Umbria per la promozione del turismo in bici, in negozi specializzati. Con BiciDaStrada.it voglio trasmettervi tutta la mia passione per le due ruote.

Iscriviti alla nostra newsletter

... E rimani sempre aggiornato sulle ultime notizie!
arrow-leftarrow-right