Vingegaard sul Col de Pertus. Ecco quanto è andato forte per recuperare 30” a Pogačar

Nicola Checcarelli
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Vingegaard sul Col de Pertus. Ecco quanto è andato forte per recuperare 30” a Pogačar

Nicola Checcarelli
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Ma quanto è andato forte Vingegaard sul Col de Pertus, cioè la penultima salita dell’11esima tappa del Tour, dove in 4,4 km ha recuperato circa 32 secondi a Pogačar?

Scommettiamo che se lo stanno chiedendo in tanti e quindi abbiamo fatto qualche rapido calcolo, sia attraverso i dati raccolti in diretta, sia tramite i dati Strava degli altri corridori, tra cui Evenepoel, Buitrago e lo stesso Pogačar.

Vi possiamo già anticipare che non è tanto lo sloveno ad aver calato il ritmo, quanto Vingegaard ad essere tornato su livelli stratosferici, probabilmente vicini a quelli del 2023.

Vingegaard sul Col de Pertus

Foto Visma|Lease a Bike - Nico Vereecken/PN/Cor Vos © 2024

La salita del Col de Pertus

Siamo sul Massiccio Centrale. Non ci sono salite lunghissime, ma la tappa è stata un continuo susseguirsi di saliscendi, soprattutto nella seconda parte. Nel complesso i corridori hanno percorso 211 km con 4.300 metri di dislivello.

Il Col de Pertus era la penultima salita di giornata, affrontata subito dopo la discesa dal Puy Mary Pas de Peyrol. Secondo l’altimetria ufficiale l’ascesa misura 4,4 km, con una pendenza del 7,9% e un dislivello di 378 metri.
Se invece guardiamo il segmento Strava ufficiale del Tour de France la pendenza sale all’8,5%.

Insomma, non una salita lunga, ma un’ascesa da Classiche, forse più adatta a Pogačar che a Vingegaard…

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I dati di Vingegaard sul Col de Pertus

Secondo il segmento Strava Pogačar ha scalato il Col de Pertus in 12:35, anche se sul nostro cronometro risultavano 12:31.
Se prendiamo per buono il distacco fornito dalla diretta TV, Vingegaard ha iniziato l’ascesa con circa 31-32 secondi di ritardo, quindi ha fatto segnare un tempo di scalata appena superiore ai 12 minuti, che corrisponde ad una velocità media di 22,2 km/h e ad una VAM di 1.900 m/h.
Ecco perché vi abbiamo detto che non è Tadej ad essere calato, ma Vingegaard ad aver volato.

E’ vero, la salita è breve e la quota è bassa, dunque si presta a far registrare valori di VAM molto elevati, ma è comunque stata affrontata dopo una tappa molto tirata e dopo diversi chilometri in cui tutti i migliori erano a tutta, sia in salita che in discesa.

Vingegaard sul Col de Pertus

Foto Visma|Lease a Bike - Luca Bettini/SCA/Cor Vos © 2024

La stima precisa dei watt è sempre difficile, ma il dato di partenza può essere quello di Buitrago, che con un peso simile a quello di Vingegaard ha scalato il Col de Pertus a 370 watt in 13:44. Questo significa che Vingegaard è salito almeno intorno ai 420 watt medi (forse anche qualcosa in più), cioè a circa 7,2 w/kg sui 12 minuti, una prestazione simile a quella di Pogačar sul Col d’Eze alla Parigi-Nizza 2023, ma dopo una tappa decisamente più dispendiosa dal punto di vista energetico.

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A tal proposito, per capire l’eccezionalità della prestazione, vi segnaliamo anche la velocità media finale: 211 km, con 4.300 metri di dislivello a 42,5 km/h…
Notevole anche la prestazione di Evenepoel e Roglic, che nonostante tutto sono riusciti a limitare i danni.

Foto d'apertura Le Tour de France - Billy Ceusters / A.S.O.

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Sull'autore
Nicola Checcarelli

Passione infinita per la bici da strada. Il nostro claim rappresenta perfettamente il mio amore per le due ruote e, in particolare, per la bici da corsa. Ho iniziato a pedalare da bambino e non ho più smesso. Ho avuto la fortuna di fare della bici il mio lavoro, ricoprendo vari ruoli in testate di settore, in Regione Umbria per la promozione del turismo in bici, in negozi specializzati. Con BiciDaStrada.it voglio trasmettervi tutta la mia passione per le due ruote.

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