Cassani sulle cadute nel ciclismo moderno: alcune scelte tecniche sono estreme, ma c'è anche altro

Nicola Checcarelli
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Cassani sulle cadute nel ciclismo moderno: alcune scelte tecniche sono estreme, ma c'è anche altro

Nicola Checcarelli
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Le cadute nel ciclismo ci sono sempre state. Fa parte del gioco.
E’ vero, però, che negli ultimi due-tre anni sembrano aumentate in modo esponenziale. Non c’è più gara in cui non ci sia qualche grossa caduta, anche in situazioni di percorso apparentemente poco pericolose.

E’ preoccupante riflettere sul fatto che in questi giorni, contemporaneamente, avremo 3 dei più grandi campioni del ciclismo moderno fuori dalle gare per diverso tempo a causa di cadute: Van Aert, Vingegaard ed Evenepoel.

rischi e cadute nel ciclismo moderno

Anche Davide Cassani (foto in alto), professionista di lungo corso ed ex CT della nazionale, ha voluto esprimere la sua opinione con un lungo post su Facebook.
Ha parlato di estremizzazione di alcune scelte tecniche (come i manubri troppo stretti), dell’eccessivo nervosismo in gara, delle responsabilità di direttori sportivi e organizzatori.

Di seguito riportiamo direttamente il suo pensiero, che condividiamo totalmente:

Qui sotto, invece, trovate alcune riflessioni dell'ex Pro Nicholas Roche:

Perché si cade così tanto tra i Pro’? Leggete qui…

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Sull'autore
Nicola Checcarelli

Passione infinita per la bici da strada. Il nostro claim rappresenta perfettamente il mio amore per le due ruote e, in particolare, per la bici da corsa. Ho iniziato a pedalare da bambino e non ho più smesso. Ho avuto la fortuna di fare della bici il mio lavoro, ricoprendo vari ruoli in testate di settore, in Regione Umbria per la promozione del turismo in bici, in negozi specializzati. Con BiciDaStrada.it voglio trasmettervi tutta la mia passione per le due ruote.

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