TEST - Wilier Rave SLR ID2: racing, ma più versatile della precedente

Nicola Checcarelli
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TEST - Wilier Rave SLR ID2: racing, ma più versatile della precedente

Nicola Checcarelli
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La Wilier Rave SLR ID2 lanciata a fine giugno rappresenta la seconda generazione della gravel ad alte prestazioni del marchio italiano. 

Rispetto al modello precedente ha una connotazione decisamente più aero, è pensata esclusivamente per l’uso gravel e ha un passaggio ruota più abbondante. Le geometrie sono racing, ma a dispetto delle forme dei tubi super aggressive, la Rave SLR ID2 risulta più versatile della versione precedente grazie alla possibilità di usare gomme di sezione molto larga.
Inoltre, il prezzo di partenza è “più democratico” e questo è un particolare non da poco…

Di questo, e molto altro, abbiamo parlato nel video qui sotto. A seguire il test con il nostro solito format...

1 – Dettagli tecnici

- Geometria

La Wilier Rave SLR ID2 è una gravel aerodinamica e anche le geometrie sono studiate per aiutare il ciclista a mantenere una posizione aero. Per intenderci, lo stack è più contenuto rispetto alla Granturismo SLR, cioè la bici endurance di casa Wilier. Il rapporto stack to reach in taglia L è di 1,473.

L’angolo sterzo, sempre in taglia L, è di 71,2°, quello del piantone di 73,5°. Il carro posteriore è stato ulteriormente accorciato rispetto alla versione precedente (42,1 cm) per offrire ancora più reattività. L’interasse nel complesso è uno dei più contenuti in ambito gravel.

Le taglie sono 6 e qui sotto trovate la tabella nel dettaglio:

- Assetto in sella

Sono alto 183 cm, pedalo a 77,5 cm e come sempre sulle bici Wilier mi sono trovato alla perfezione con una taglia L.

Io vengo dalla strada e l’impostazione in sella mi ha trasmesso un ottimo feeling, anche in virtù dell’ergonomia del nuovo manubrio F-Bar, ma è importante sottolineare che le geometrie non sono esattamente studiate per chi desidera una posizione comoda e rilassata. Per quello, in casa Wilier Triestina, c’è la Adlar.

- Cura costruttiva

In un contenuto sulla Verticale SLR vi avevamo parlato di quanto ci avesse colpito la cura e la raffinatezza di alcuni dettagli e anche la Wilier Rave SLR ID2 non fa eccezione in questo senso.

Il telaio della nuova Rave SLR è realizzato con tre diversi tipi di fibra di carbonio, ognuno con proprietà specifiche in termini di rigidità e resistenza alla trazione. Il lay-up è pensato per garantire il miglior rapporto tra rigidità e peso, senza sacrificare la maneggevolezza.

Le forme aerodinamiche dei tubi promettono un vantaggio di 5,3 watt a 35 km/h e hanno un impatto molto forte sul design della bici, che di certo non passa inosservata. 

A nostro avviso, però, la novità più consistente per l’utente "medio" è l’ampliamento del passaggio ruota, che ora permette di ospitare gomme fino a 700x52 (700x42 sulla versione precedente).

Tra gli altri dettagli segnaliamo il forcellino UDH (ormai quasi d’obbligo sulle gravel), la compatibilità esclusiva con i gruppi monocorona e il serraggio sella nascosto, funzionale ed esteticamente molto più gradevole rispetto al modello precedente.
Il reggisella è lo stesso della Filante SLR e non concede molto al comfort. È disponibile con offset 0 o 15 mm.

I punti di fissaggio extra sono solo 2, sul tubo orizzontale e sotto l’obliquo, ma è logico che sia così su una bici con animo racing.

- Componentistica utilizzata

La Wilier Rave SLR ID2 che abbiamo avuto in test è la versione top di gamma, con componenti che fanno la differenza in termini di leggerezza, funzionalità e appeal estetico. Al di là delle preferenze personali, è difficile chiedere di meglio.

Il gruppo Sram Red XPLR AXS è stato sviluppato in modo specifico per l’uso gravel e vi abbiamo già detto spesso che brilla per leggerezza e funzionalità. La frenata è di un altro livello rispetto alla generazione precedente e la combinazione 40x10-46 si sposa bene con l’indole della bici. Chi ha meno gamba potrebbe pensare di montare un 38 anteriore.

Il manubrio integrato in carbonio F-Bar è molto bello e ha un’ergonomia ottima. Ho apprezzato in modo particolare l’offset di 1,5 cm per lato e la transizione tra parte alta e bassa della piega, però va sottolineato che è molto rigido e non larghissimo nella parte bassa. Per i meno esperti l’opzione manubrio+attacco separati proposta sui modelli meno costosi potrebbe risultare più semplice da gestire (anche se meno accattivante).

Le ruote Miche Graf Aero 48 sono una chicca che contribuisce a ottimizzare le prestazioni aerodinamiche della bici, ma soprattutto a renderla ancora più accattivante dal punto di vista estetico.
Il profilo è da 48 mm, ma il canale interno da 27 mm e l’equilibrio tra rigidezza torsionale e capacità di assorbimento verticale non le rendono così estreme nella guida.
Con un peso di 1.525 g e un prezzo di 1.300 euro potrebbero rappresentare anche un valido upgrade aftermarket.

Infine, un capitolo a parte va speso sulle gomme. Tutte le versioni della nuova Wilier Rave SLR ID2 sono montate con pneumatici Vittoria 700x50 o 29x2.0. All’inizio ero un po’ scettico sull’uso di gomme così larghe, ma dopo aver provato la bici anche con pneumatici più stretti, devo ammettere che l’abbinamento con la 700x50 è quello vincente.

- Peso bici

Il peso della bici in questo allestimento in taglia L, senza pedali, è di 8 kg. Il peso dichiarato del solo telaio è di 990 g.

- Prezzo bici

La Wilier Rave SLR ID2 nella versione più pregiata costa 9.900 euro. Rispetto al modello precedente, però, Wilier ha allargato la forbice dei prezzi per rendere la bici accessibile ad un pubblico più vasto, partendo dai 4.400 euro del montaggio con Shimano GRX 1x12. 
È disponibile anche il solo kit frame + F-Bar a 4.200 euro.

- Garanzia

Bici, telai e manubri in carbonio Wilier Triestina sono coperti da garanzia di 5 anni, previa registrazione su sito wilier entro 10 giorni dall’acquisto e purché acquistati presso un rivenditore autorizzato. Nei primi 24 mesi è possibile accedere anche ad una politica di Crash Replacement in caso di rottura.

2 – Comportamento in salita

- Su asfalto

Il telaio risponde praticamente come quello di una bici da corsa racing, anche se la prontezza è in parte mitigata dalle gomme 700x50. Con uno pneumatico 700x45 su questo specifico terreno è ancora più performante, ma perde trazione, comfort e confidenza in off-road.

- Su sterrato

Il mix tra rigidità del telaio e pneumatico largo sulle salite sterrate offre il meglio di sé. La bici è reattiva quando si vuole accelerare o si deve ripartire da bassa velocità, ma grazie alle gomme larghe (gonfiate alla giusta pressione) non perde mai trazione, nonostante la compattezza del carro posteriore. Per chi non ha indole corsaiola, permette comunque di salire facendo un po’ meno fatica anche sui tratti più ripidi.

3 – Comportamento in discesa

- Su asfalto

Il feeling è molto simile a quello offerto da una bici da corsa, ma con la stabilità extra garantita dall’angolo sterzo più aperto, dall’interasse più lungo e dalla gomma larga. Divertente.

- Su sterrato

È un cavallo di razza, che però va domato. Ho impiegato qualche uscita per trovare il feeling con il mezzo e la giusta pressione delle gomme 700x50, che non avevo mai usato prima d’ora. Peso 67 kg e per il mio stile di guida il valore di 1,7-1.8 bar si è rivelato quello migliore per farla funzionare bene un po’ su tutti i terreni.

Sulle discese veloci è estremamente agile e precisa in inserimento di curva, anche se più nervosa rispetto a mezzi con geometrie più soft. Una volta entrati in confidenza, però, l’ho trovata molto più divertente di quanto mi aspettassi.
Sulle discese molto scassate si guida comunque sopra le aspettative, ma può stancare un po’ a causa della rigidità complessiva. D’altronde non è questo il suo terreno ideale.

4 – Comportamento sul pedalato

– Su asfalto e sterrato

È il terreno su cui fa più differenza rispetto ai competitor. Nella vita reale è difficile percepire i vantaggi aerodinamici, anche perché non tutti viaggiano regolarmente oltre 30-35 km/h, ma tutti possono percepire la rigidità del telaio quando si spinge forte sui pedali.

A mio avviso sui tratti in asfalto la gomma 700x50 è leggermente penalizzante, soprattutto se si viaggia a pressioni molto basse, ma in abbinamento con questo telaio offre vantaggi enormi sullo sterrato, sia in termini di trazione e scorrevolezza, sia di comfort.

Wilier Rave SLR ID2: in conclusione

La Wilier Rave SLR ID2 è una bici gravel ad alte prestazioni, ma che grazie al passaggio ruota maggiorato risulta più versatile rispetto al modello precedente e non sfigura nemmeno in discesa o sui tratti più sconnessi, anche se il terreno su cui fa veramente la differenza è lo sterrato scorrevole (qui è uno dei prodotti migliori sul mercato).

Inizialmente non ero del tutto convinto delle gomme 700x50 montate di serie e per questo l’ho provata anche con pneumatici 700x45. In questa configurazione diventa ancora più reattiva e più scorrevole su asfalto, ma forse troppo scorbutica in fuoristrada. Alla fine devo ammettere che la Wilier Rave SLR ID2 “funziona meglio” con gomme 700x50, che si sposano bene con la rigidità di telaio, manubrio e ruote, migliorano la trazione su sterrato e permettono di avere un adeguato livello di comfort e feeling in discesa, nonostante l’indole corsaiola della bici. Insomma, pollice su per la scelta di Wilier di prevedere gomme larghe su tutte le versioni in catalogo.

È un mezzo volutamente rigido, perché pensato per un uso molto specifico, ma proprio grazie agli pneumatici larghi può risultare interessante e divertente per un pubblico piuttosto vasto. Non solo per chi fa gare, ma anche per chi ama una gravel scattante e reattiva oppure per chi è semplicemente affascinato dal design, a prescindere dalla prestazioni del mezzo. Attenzione solo alle geometrie, perché non consentono un’impostazione troppo rilassata.

Il mio consiglio è di investire il giusto tempo a cercare la giusta pressione delle gomme, perché su una bici del genere fa tanta differenza. Io peso 67 kg e, come vi ho anticipato, per un uso misto ho trovato il compromesso ideale a 1,7 bar davanti e 1,8 bar dietro. Se non vi interessa la scorrevolezza su asfalto e volete massimizzare il comfort potreste scendere ancora un po’, ma poi occhio ai tratti molto scassati, perché aumenta il rischio di pizzicare.

Chiudiamo spendendo qualche parola sui prezzi. La versione top di gamma costa tanto, ma è apprezzabile la volontà da parte di Wilier Triestina di abbassare i prezzi d’ingresso, rendendo accessibile un telaio di gamma alta ad un pubblico più vasto.

Perché comprarla

  • - Rigidità e leggerezza del telaio
  • - Passaggio ruota molto ampio, che rende la bici più versatile rispetto al passato
  • - Colorazioni e forme che non passano inosservate. Cura generale del dettaglio

Perché non comprarla

  • - Le geometrie racing non sono per tutti, sia in fatto di comfort che di guidabilità sui tratti più difficili
  • - Nonostante l’ampio passaggio ruota, è una bici molto specifica, che funziona bene soprattutto sullo sterrato scorrevole.
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Sull'autore
Nicola Checcarelli

Passione infinita per la bici da strada. Il nostro claim rappresenta perfettamente il mio amore per le due ruote e, in particolare, per la bici da corsa. Ho iniziato a pedalare da bambino e non ho più smesso. Ho avuto la fortuna di fare della bici il mio lavoro, ricoprendo vari ruoli in testate di settore, in Regione Umbria per la promozione del turismo in bici, in negozi specializzati. Con BiciDaStrada.it voglio trasmettervi tutta la mia passione per le due ruote.

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