
TEST - Nastro manubrio Nabico Bio Galibier: un valido alleato per chi non usa i guanti
Giovanni Bettini

TEST - Nastro manubrio Nabico Bio Galibier: un valido alleato per chi non usa i guanti
Giovanni Bettini
Un nastro manubrio costruito con un materiale di origine vegetale derivante dagli scarti di lavorazione di mele e banane? Avete capito bene! Il nastro manubrio Nabico Bio Galibier è l'ultima novità del marchio guidato da Michela Fontana, volto noto dell'industria della bicicletta per via del suo passato nella dirigenza di Cicli Olympia.

Bio Galibier è l'ultima espressione dell'azienda padovana che ha aperto un nuovo corso a fine 2022.
Il nastro si colloca al vertice dell'offerta strada e gravel.
Lo abbiamo montato sul manubrio integrato Most Talon Ultra Fast della Pinarello Dogma F.

Nel video short qui sotto i principali dettagli, il montaggio e le impressioni in sella.
Nastro manubrio Nabico Bio Galibier: sostenibilità e igiene
Al centro del progetto c'è prima di tutto una visione green, un passo in avanti verso l'economia circolare di questo componente che ancora oggi, a fine vita, finisce nei contenitori del rifiuto indifferenziato.

Grazie a una filiera 100% Made in Italy, Nabico è riuscita a realizzare un nastro composto per oltre il 35% da materia organica (bio-based).
A certificare il risultato lo standard ISO 17025 che delinea i contorni dei test e delle prove in laboratorio dedicate ad accertare la composizione dei materiali.

Viene ridotto così l'impiego di PVC, polimero termoplastico ricavato dal raffinamento di fonti fossili come petrolio o gas naturale, che in genere costituisce la materia prima principale dei nastri manubrio moderni.
A tutto questo Nabico abbina un trattamento superficiale antibatterico.

Secondo l'azienda padovana di Sant’Angelo di Piove di Sacco (PD), questa soluzione innesca diversi benefici: la curva manubrio è uno dei tre punti di contatto bici-ciclista, costantemente esposta a sudore, guanti sporchi, polviscolo e residui di cibo/gel energetici.
Il trattamento antibatterico gioca così su tre fronti.
- - Prevenzione dei cattivi odori. Il sudore impregnato nel materiale genera un processo di degradazione che può dare origine a cattivi odori.
- - Guida a mani nude. Il trattamento intende proteggere la pelle evitando il proliferare di batteri in particolare nei casi in cui si pedala senza guanti.
- - Resistenza all'usura. Limitando la presenza di agenti batterici in superficie il processo di degradazione viene rallentato. Il nastro mantiene così più a lungo le sue caratteristiche meccaniche allungando la vita utile del prodotto.

Il montaggio: un paio di consigli
Partiamo dalla dotazione.
All'interno della confezione troviamo:
- - due rotoli per un totale di due metri di lunghezza complessiva;
- - due bande coprifascetta comando;
- - due nastri per la chiusura in presa alta;
- - due tappi fine piega dotati di expander (debutto in gamma Nabico).

Il nastro manubrio Nabico Bio Galibier è stato montato in sostituzione di un altro nastro dell'azienda veneta, il Roubaix Dots Nero (foto sotto), che ho utilizzato con successo per dieci mesi e oltre 10mila chilometri: nessun segno d’usura, nessun residuo sulla piega, a patto di accompagnare la banda adesiva 3M durante la fase di smontaggio.


Per l'installazione ho seguito le indicazioni dell'azienda (vedi QUI) partendo dal fine della piega e avvolgendo la parte destra in senso orario e la parte sinistra in senso antiorario.



Una nota riguardo la stampigliatura bianca che caratterizza la versione Bio Galibier Nabico oggetto di questo test: per motivi estetici non deve essere coperta.
La sovrapposizione del nastro deve essere fatta in corrispondenza della porzione libera. Attenzione quindi alla "partenza" a fine piega.

L'avvolgimento è facile anche se richiede, come sempre, un minimo di manualità. L'elasticità del componente permette di regolare la tensione dell'avvolgimento e di conseguenza il feeling sulla presa.
Se lavorate con temperature atmosferiche prossime ai 30°C prestate particolare attenzione all'adesivo 3M alle estremità: tende ad ammorbidirsi e a staccarsi dalla sua sede. Serve un po' di cautela in fase di rimozione della banda protettiva (quella con il logo 3M).

Il manubrio Most Talon Ultra Fast è pensato per essere avvolto fino in cima.
La lunghezza è sufficiente per coprire tutta la superficie. Nel mio caso però il margine d'errore si è rivelato essere ridotto al netto del fatto che non è comune vedere manubri integrati avvolti anche in presa alta...

Nastro manubrio Nabico Bio Galibier: come va su strada?
Testato con il caldo torrido senza l'utilizzo di guanti.
Non sono un amante delle soluzioni gommate (es. Lizard Skin, Supacaz, etc.), a mio avviso troppo invasive: si tratta di gusti e abitudini ovviamente.

Il nastro propone fin da subito un tocco piacevole, leggermente ruvido che restituisce aderenza (c'è una leggera nota gommata) senza al tempo stesso bloccare la mano. La micro texture romboidale superficiale oltre a creare un elegante riflesso estetico funziona da antiscivolo.
Lo spessore da 2,5 mm a conti fatti è il giusto compromesso su un manubrio integrato anche se in presa bassa qualcosa in più non guasterebbe (ma come sarebbe il feeling in presa alta?).

La cella più aperta rispetto ad un nastro in PVC ricorda vagamente la composizione dei gloriosi nastri tipo cork che di solito contengono al loro interno un altro materiale di origine naturale: il sughero.

Questa caratteristica del nastro Bio Galibier, a mio avviso, agevola l'asciugatura e l'evaporazione del sudore rispetto ad un nastro in PVC che per sua natura crea un maggior effetto barriera.
Una dinamica che si apprezza in particolare con il caldo e la guida a mani nude.

A conti fatti il consiglio personale è il seguente se utilizzate in maniera intensa la bici:
- - nastro Nabico Roubaix Dots con texture puntinata per l'inverno e la prima parte di stagione (il PVC è un materiale impermeabile e resistente all'umidità);
- - nastro Nabico Bio Galibier a partire dalla tarda primavera fino ai primi freddi in particolare se non utilizzate i guanti (migliore gestione del sudore e trattamento antibatterico).

Nastro manubrio Nabico Bio Galibier: specifiche tecniche
Lunghezza: 2.000 mm
Larghezza: 30 mm
Spessore: 2,5 mm
Materiale: PVC (~75%), composto bio-based derivante da mela e banana (~35%)
Design: micro texture romboidale
Tappi: con expander, in composito
Versioni disponibili: Bio Galibier Nabico (oggetto di questo test), Bio Galibier Nero, Bio Galibier Omega Nero lucido, Bio Galibier Omega Lime, Bio Galibier Omega Bianco.

Il peso del set completo fuori dalla scatola è pari a 384 gr.

Prezzo: la versione oggetto di questo test (Bio Galibier Nabico) costa 34,50 euro.
Le versioni Bio Galibier con grafica superficiale Omega costano 39,50 euro.
Il listino è più caro di qualche euro rispetto all'offerta dei marchi di primo piano che spesso non producono in Italia.
Dopo aver osservato la resa di alcuni nastri venduti su noti e-commerce asiatici viene da dire che la qualità si ripaga nel tempo...

Per maggiori informazioni: nabico.it
QUI un approfondimento sulla storia e la filosofia di Nabico.
Qui sotto il test del nastro puntinato Roubaix Dots.
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Sull'autore
Giovanni Bettini
"I poveri sono matti" diceva Zavattini. Anche i ciclisti oserei dire. Sono diventato "pazzo" guardando Marco Pantani al Tour de France 1997 anche se a dire il vero qualcosa dentro si era già mosso con la mitica tappa di Chiappucci al Sestriere. Prima le gare poi le esperienze in alcune aziende del settore e le collaborazioni con le testate specializzate. La bici da strada è passione. E attenzione: passione deriva dal greco pathos, sofferenza e grande emozione.





