
TEST - Collezione Assos Equipe R S11: il pantaloncino come dovrebbe essere (secondo me)
Giovanni Bettini

TEST - Collezione Assos Equipe R S11: il pantaloncino come dovrebbe essere (secondo me)
Giovanni Bettini
Dai primi giorni del mese di maggio ad oggi. Quasi un'intera stagione in compagnia della collezione Assos Equipe R S11 presentata a febbraio di quest'anno (QUI la nostra news).

Il marchio svizzero di San Pietro di Stabio, fondato nel 1976 da Tony Maier-Moussa, dal 2015 è parte di TZP Group, fondo di private equity newyorkese, la cui impronta è emersa in maniera evidente in questi ultimi anni.
Assos pur mantenendo il suo posizionamento nella fascia alta dell'abbigliamento da ciclismo, ha iniziato a slegarsi dalla visione esclusiva (nessuna sponsorizzazione se non la Nazionale svizzera) e "impostata" in termini di stile (pantaloncino assolutamente nero).
Una peculiarità, quest'ultima, che piaccia o no ha contribuito al successo del marchio elvetico tra gli anni '90 e 2000.

I capi che abbiamo provato sembrano essere a tutti gli effetti l'ennesimo riflesso di questo nuovo corso che aveva messo a segno le prime mosse nel 2016 con il ritorno del grande ciclismo a fianco del team BMC dopo ben 25 anni di assenza.
Oggi le indiscrezioni accostano Assos all'estroso team EF Education-EasyPost. Un'accoppiata inimmaginabile dieci o quindici anni fa.

Il timone non è più in mano alla famiglia Maier-Moussa anche se i figli di Toni, Desireé e Roche, sono sempre in Azienda. La promessa incisa nel nome rimane immutata. Assos dal greco antico Ἀσσός: numero uno, vicino all'assoluto.

Collezione Assos Equipe R S11: come va ?
Al termine di questa doverosa premessa andiamo al dunque, al verdetto della strada.
Tutti i dettagli tecnici relativi a maglia e pantaloncino (collezione femminile Dyora R inclusa) li trovate nell'articolo qui sotto. A seguire le nostre sensazioni dal primo approccio fino ad oggi.

Abbiamo iniziato ad utilizzare la maglia Equipe R S11 Halo Green e i pantaloncini Equipe R S11 Edge Green (Clima Code 1/3 estate), i primi di maggio in occasione della presentazione dei nuovi gruppi Sram Force e Rival.





L'elegante cofanetto contenente anche i calzini Endurance S11 Burned Brown (l'abbinamento è opinabile) dà all'appassionato la percezione di essere di fronte a capi premium anche se di fatto la Equipe R si colloca sotto le linee Equipe RS ed Equipe RSR.

Giusto un anno fa avevo promosso la collezione equivalente di un noto marchio italiano: a primo impatto maglia e pantaloncino Assos Equipe R S11 sembrano voler lanciare un guanto di sfida e un monito alla concorrenza sia a livello di percezione che di sostanza.
Al tatto i capi sono piacevoli e leggeri.
105 gr il peso rilevato per la maglia tg S, 175 gr il peso del pantaloncino in tg M. Sono alto 168 cm e peso 70 kg: rispetto ad altri marchi (Castelli, Sportful, Alé, solo per citarne alcuni) non ho dovuto aggiustare la scelta della taglia.

Lo stile, essenziale e minimalista, è senza dubbio il punto di forza della collezione.
Sulla maglia, costruita in tessuto ultraleggero bidirezionale AirCell, ad esempio, non c'è la tasca laterale per mettere al sicuro le chiavi di casa o altri piccoli oggetti.
Attenzione, però, perché ciò non significa che i dettagli non siano curati.
Assos ha posizionato a livello dell'ingresso tasche una banda in tessuto flessibile (Triple Ramp Pockets) non cucita sul fondo che oltre a proteggere il tessuto AirCell da eventuali sfregamenti funge da coperchio per gli oggetti inseriti all'interno (es. mantellina) al fine di prevenirne la fuoriuscita accidentale.

Il corpo gamba del pantaloncino ruota attorno ad un'unica cucitura a U posta sul retro che va a chiudere la struttura.
Ad eccezione dell'innesto delle bretelle (rivestito al posteriore da due inserti in microfibra) e di altre tre brevi cuciture poste sul pannello frontale, dedicate al fondello Elastic Interface termoformato da 9 mm, non ci sono altre imbastiture.



La sensazione vellutata al tatto restituisce una volta addosso un effetto seconda pelle che non è facile da trovare altrove.
I pantaloncini costruiti in questo modo sono sempre più diffusi sulla gamma medio alta.
Ciò che fa la vera differenza è il tessuto proprietario Type.911 (80% poliammide, 20% elastane) indemagliabile e resistente alle abrasioni che avvolge le gambe e stabilizza il fondello senza stringere. In particolare se si ha una coscia massiccia come nel mio caso.

E la sensazione non cambia anche dopo quattro o cinque ore in sella.
Anzi è proprio dopo aver toccato questa soglia più volte che sono arrivato a dire: vale quello che costa! 190 euro il listino con un ribasso che si assesta attorno i 170 euro a livello di street price.

30, 40 euro in più rispetto alla concorrenza, ma non dimentichiamo che Assos offre su tutti i suoi capi la copertura crash policy.
"Per i primi 30 giorni successivi all'acquisto di un prodotto Assos, provvederemo alla riparazione o alla sostituzione gratuita dell'articolo in caso venga danneggiato durante una caduta"

E ancora...
"Oltre al periodo iniziale di 30 giorni, ti forniremo comunque assistenza qualora un tuo prodotto ASSOS subisca danni a causa di una caduta. In molti casi potremo riparare i prodotti ASSOS danneggiati durante le cadute, tuttavia, addebiteremo un costo ragionevole per il servizio"
Insomma non male...
Unica accortezza: indossate questo tipo di pantaloncini come fanno i professionisti. Svoltate verso l'esterno il fine gamba per evitare di stressare il tessuto e le cuciture. Ne beneficerà anche la tenuta nel lungo periodo.


Collezione Assos Equipe R S11: cosa non mi ha convinto
Lo avete capito anche voi... Il pantaloncino mi ha conquistato ed è una cosa che non è successa solo a me visto che in questi mesi ho raccolto solo riscontri positivi da parte di altri colleghi di testate straniere che indossavano l'R S11.

Un nì per la maglia che non riesco a collocare al medesimo livello.
Fattura e comodità sono indiscutibili, ma su questo capo al giorno d'oggi sono i dettagli a fare la differenza.
L'orlo sul fine manica si può depennare in virtù dell'essenzialità optando per un comune taglio a vivo (vedi pantaloncino) anche se Assos precisa che la natura circolare della trama del tessuto non consente questa soluzione pena lo sfilacciamento. Di conseguenza è necessaria una cucitura.

Quello che non convince è il taglio posteriore a livello delle spalle e del colletto (troppo alto?).
Qui una volta in sella la maglia tende ad arricciarsi creando quelle fatidiche ondine (vedi anche foto in apertura) che attorno i 50 km/h generano uno sfarfallio che, diciamocela tutta, era prerogativa di un'altra epoca.
Un dettaglio da migliorare su un capo proposto a 150 euro di listino (o 130 euro ca. a livello di street price) che non tutti potrebbero perdonare...

Ulteriore osservazione.
Anche se l'asciugatura del completo è rapida il pantaloncino in virtù della tonalità chiara restituisce l'alone di sudore piuttosto in fretta in giornate calde. Nel mio caso è bastata una salita di 5 km esposta al sole (30°C) ad andatura non troppo sostenuta.

Non ho rilevato particolari benefici dal fondello semi libero, cioè non cucito al pantaloncino, all'altezza della porzione mediana (tecnologia goldenGate 2.0, foto sotto).
Per concludere uno spunto rivolto ad Assos.
Perché non proporre un pantaloncino dove oltre alla taglia cambia anche la misura del fondello e magari la densità sulla base del peso e delle abitudini del ciclista?


Per maggiori informazioni: assos.com/it
Foto in apertura: Marco Oss / @marcoossido
QUI tutte le nostre news, i test e gli approfondimenti sull'abbigliamento.
Condividi con
Tags
Sull'autore
Giovanni Bettini
"I poveri sono matti" diceva Zavattini. Anche i ciclisti oserei dire. Sono diventato "pazzo" guardando Marco Pantani al Tour de France 1997 anche se a dire il vero qualcosa dentro si era già mosso con la mitica tappa di Chiappucci al Sestriere. Prima le gare poi le esperienze in alcune aziende del settore e le collaborazioni con le testate specializzate. La bici da strada è passione. E attenzione: passione deriva dal greco pathos, sofferenza e grande emozione.




