

Prendetevi 24'34'' e mettetevi comodi. Se vi piace il ciclismo, la bicicletta, la tecnica e le storie dense di passione (quella vera fatta di cadute, rinascite e grandi emozioni), non potete perdervi il quinto episodio della serie Fausto Talks dedicata allo stile Pinarello.

La docuserie, ideata e prodotta dal marchio trevigiano, propone attraverso il capitolo The art of design un viaggio nel passato. Per capire il presente.
Fausto è il primo dei tre figli di Giovanni "Nani" Pinarello. Poca voglia di studiare e allora via a lavorare nell'Azienda di famiglia. A 17 anni in verniciatura per la gioia di papà. Prima le bici da passeggio poi le bici da corsa (meglio così) fino al servizio militare.
«Smontavo dal turno di guardia - racconta Fausto - e andavo a lavorare in verniciatura due giorni».
Nella primavera del 1981 la svolta: Giovanni Battaglin vince il Giro d'Italia su bici Pinarello colore Rosso Pinarello 71 (foto sotto), allestita con una guarnitura tripla fatta a mano.


«Questa è la bici che mi ha fatto capire che fare biciclette e verniciarle sarebbe stato il mio mestiere».
Per Fausto è la svolta. Entra a pieno titolo in Azienda sporcandosi le mani e "rubando" i segreti del mestiere dai creativi del suo reparto. Non semplici verniciatori, ma pittori.
È un "giro di chiavi", un punto di svolta.
Pinarello, anno dopo anno passa dalla conduzione familiare, all'essere il marchio vincente per antonomasia grazie a Indurain, fino ad atterrare in un universo nuovo, inedito per l'intero mondo della bici da strada. Uno scenario affine all'universo della moda. Fino ai giorni nostri...

Stile Pinarello: dal nuovo logo al richiamo di Apple
Le parole di Fausto vengono intervallate dagli interventi del designer padovano Manuel Bottazzo (foto sotto).
Mano e mente creativa dietro ai moderni progetti Pinarello e al restyling del logo che si vede per la prima volta in competizione alla Milano-Sanremo del 1998. Un debutto che fa il paio con la vittoria di Erik Zabel...

E poi la nascita del progetto Dogma: telaio in magnesio, forcella e carro Onda. Soluzioni messe a punto dall'ingegner Marco Giachi, già autore della mitica Espada utilizzata da Indurain (il racconto nel primo episodio della serie).

Insomma anche se "Pinarello non fa per me" e la "Dogma è una bici tutta storta", questo episodio, secondo noi, merita di essere visto. È uno spaccato di cultura del ciclismo. Un frammento di una storia del nostro paese.

Dalla liquidazione di 100.000 lire ricevuta da Giovanni Pinarello nel 1951 per lasciar il posto in squadra a Pasqualino Fornara, al 29 giugno 2007 quando Apple lancia il sistema operativo iOS.
Quel giorno sul palco del Macworld venne digitata la parola "bicicletta" e sul grande schermo apparve la Pinarello Prince, o meglio, lo stile Pinarello.
Buona visione!
QUI gli altri episodi della serie Fausto Talks.
Per maggiori informazione sulla storia di Pinarello: pinarello.com/history
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Redazione BiciDaStrada.it
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