
Sicurezza dei ciclisti, +23% di vittime nel 2025: nasce il progetto Stessa Strada per unire auto e bici
Redazione BiciDaStrada.it

Sicurezza dei ciclisti, +23% di vittime nel 2025: nasce il progetto Stessa Strada per unire auto e bici
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Sicurezza dei ciclisti al centro di Stessa Strada, il progetto promosso da Federazione Ciclistica Italiana, Quattroruote e Škoda Italia per migliorare la convivenza tra automobilisti e ciclisti.
Presentata oggi all’Automotive Safety Center di Vairano, l’iniziativa nasce in un momento preoccupante: nel 2025 le vittime tra chi pedala sulle strade italiane sono aumentate del 23,2% rispetto all’anno precedente, raggiungendo quota 228.

Il progetto, che vede il supporto di ACI e Polizia di Stato, punta a superare le contrapposizioni tra chi guida e chi si muove in bicicletta, promuovendo una cultura della sicurezza basata sul rispetto reciproco, sull’educazione stradale e sulla responsabilità condivisa.
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Sicurezza dei ciclisti: il quadro è allarmante
Secondo i dati ACI-Istat, nel 2025 le vittime della strada in Italia sono scese a 2.868, con una diminuzione del 5,3% rispetto al 2024.
Per i ciclisti, invece, il dato è in controtendenza: 228 persone hanno perso la vita, il 23,2% in più rispetto all’anno precedente. Di queste, 30 erano utenti di biciclette elettriche, con un incremento del 50%.

Numeri che evidenziano quanto sia importante intervenire sulla sicurezza dei ciclisti, senza limitarsi a contrapporre le diverse categorie di utenti della strada.
È proprio da questa consapevolezza che nasce il progetto Stessa Strada.
Tre realtà con competenze e punti di vista differenti hanno scelto di collaborare per individuare soluzioni concrete.
- - Quattroruote mette a disposizione la propria esperienza nel settore automotive e le competenze tecniche del Centro Prove di Vairano.
- - La Federazione Ciclistica Italiana rappresenta il mondo della bicicletta, dall’attività agonistica agli spostamenti quotidiani.
- - Škoda Italia contribuisce con il punto di vista di un costruttore automobilistico attento alla sicurezza (piccola curiosità Škoda ha iniziato la propria attività producendo biciclette).

Automobilisti e ciclisti: cosa dice il sondaggio
Il progetto muove da un’indagine condotta dalla Federazione Ciclistica Italiana in collaborazione con Quattroruote su un campione di 4.000 persone. Dalla ricerca emerge un dato molto interessante:
il 48% degli intervistati utilizza abitualmente sia l’automobile sia la bicicletta.
La sicurezza delle strade italiane riceve una valutazione media di appena 3,5 su 10 e oltre la metà del campione, il 53,9%, assegna un voto compreso tra zero e tre.
Anche la percezione del rischio presenta differenze importanti.
I ciclisti valutano il proprio livello di pericolo con un punteggio di 8,4 su 10, contro il 5,4 indicato dagli automobilisti.

Le due categorie individuano inoltre fattori di rischio differenti.
Tra gli automobilisti, l’86,3% segnala le infrazioni commesse dai ciclisti, come il passaggio con il semaforo rosso o la marcia contromano. Il 63,1% richiama invece comportamenti come pedalare affiancati o occupare il centro della carreggiata.
I ciclisti mettono in evidenza soprattutto l’utilizzo dello smartphone alla guida, indicato dal 73,9% degli intervistati, e la mancata precedenza, segnalata dal 72,4%.
Differenze che si riflettono anche sulle responsabilità: il 53,1% degli automobilisti ritiene che entrambe le parti debbano impegnarsi allo stesso modo per migliorare la convivenza, mentre il 66,2% dei ciclisti pensa che siano soprattutto gli automobilisti a dover cambiare comportamento.

Sicurezza dei ciclisti: più educazione stradale per tutti
Nonostante le diverse percezioni, il sondaggio individua un terreno comune sulle possibili soluzioni.
La misura ritenuta più efficace è una maggiore educazione stradale rivolta a tutti gli utenti, indicata dal 64,6% del campione.
La proposta raccoglie consensi sia tra gli automobilisti, con il 67,5%, sia tra i ciclisti, con il 62,9%.
Al secondo posto si collocano le infrastrutture e le piste ciclabili separate (foto sotto), continue e ben progettate, indicate dal 45,1% degli intervistati. Seguono maggiori controlli e sanzioni, insieme a una presenza più incisiva delle forze dell’ordine, con il 42,2%.

Il rispetto è invece il valore indicato dal 53,8% del campione come principio fondamentale per la convivenza sulla strada. Inoltre, il 68,2% ritiene che la convivenza tra auto e bici sia assolutamente possibile.
Il messaggio dell’indagine è chiaro:
la sicurezza non può dipendere soltanto dal comportamento di una singola categoria, ma richiede attenzione, rispetto delle regole e maggiore consapevolezza da parte di tutti.

Un tavolo tecnico per migliorare la sicurezza
Stessa Strada prevede anche l’apertura di un tavolo tecnico che coinvolgerà i diversi protagonisti della mobilità, tra cui costruttori, rappresentanti del mondo della bicicletta, media, enti e forze dell’ordine, con il contributo di ACI e Polizia di Stato.
Nel corso del 2027 saranno sviluppate analisi finalizzate alla realizzazione di un manifesto di proposte da sottoporre alle istituzioni, con l’obiettivo di contribuire concretamente alla creazione di strade più sicure per tutti.
All’evento hanno partecipato anche i professionisti Filippo Ganna e Matteo Sobrero. Presenti, inoltre, gli atleti di ciclocross e mountain bike Claudia Peretti, Carlotta Borello e Stefano Goria, insieme a Mirko Celestino, CT della Nazionale italiana di mountain bike (foto sotto).

Per maggiori informazioni: federciclismo.it
Foto in apertura: Quattroruote
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