Selle tonde, semi-tonde e piatte: in che modo la forma incide sulla scelta?

Nicola Checcarelli
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Selle tonde, semi-tonde e piatte: in che modo la forma incide sulla scelta?

Nicola Checcarelli
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Selle tonde, semi-tonde o piatte? Che differenze ci sono e a chi può essere più adatto un modello rispetto ad un altro?

Ci riferiamo in particolare alla parte posteriore della sella, dove la differenza di forma risulta particolarmente evidente. In realtà, però, la parte posteriore non “vive di vita propria” ed è inevitabilmente connessa al resto della struttura.
Un modello arrotondato nella zona della coda, infatti, rimarrà più stondato anche nella zona di transizione verso il centro anatomico e verso la punta, rispetto ad un modello flat.

Una delle aziende che più di tutte presta attenzione nel comunicare la forma della sella è Prologo, che nelle descrizione di tutti i modelli specifica se si tratta di una sella tonda, semi-tonda o piatta.
Proprio insieme ai tecnici Prologo abbiamo approfondito l’argomento per capire a chi è più indicato un modello piuttosto che un altro e anche quali sono le scelte più popolari tra i Pro’…

Selle tonde, semi-tonde e piatte in breve

In casa Prologo le selle vengono suddivise in tre categorie in base alla loro forma: round (cioè selle tonde), semi-round (semi-tonde) e flat (piatte).

A titolo di esempio, la Scratch M5 rientra tra le selle tonde, la Nago R4 (foto sotto) tra le selle semi-tonde, la Zero, ormai in gamma da molti anni, e le Dimension tra le flat, anche se su quest'ultima famiglia il profilo può cambiare leggermente in base al tipo di imbottitura.

Abbiamo già detto che la forma posteriore è strettamente connessa al resto della sella e che non può essere l’unico parametro da considerare nella scelta, ma se volessimo semplificare al massimo la questione, potremmo ricondurre il tutto alla capacità di rotazione del bacino (che è cosa diversa rispetto alla flessibilità della schiena).

In estrema sintesi i concetti espressi da Prologo sulla questione sono i seguenti:

  • Più una sella è piatta, più è indicata a ciclisti che hanno una buona mobilità del bacino e una propensione a ruotarlo in avanti verso il manubrio, tenendo quindi una posizione in sella molto aggressiva. In linea teorica, e solo in linea teorica, è la tipologia di sella più racing e più adatta ai professionisti o a chi è in grado di sopportare un elevato dislivello sella-manubrio.
  • Più una sella è tonda e rialzata nella parte posteriore, più aiuta a ruotare il bacino in avanti per raggiungere il manubrio. Per questo è particolarmente indicata per le persone che hanno una scarsa mobilità del bacino, ma può essere un aiuto per tutti coloro che vogliono avere un elevato dislivello sella-manubrio.
  • La sella semi-round è una via di mezzo tra le due, adatta a chi ha una capacità di rotazione del bacino intermedia.

Gli elementi da valutare nella scelta della sella

La forma della sella è solo uno degli aspetti da valutare nella scelta. Prologo cerca di aiutare l’utente a ridurre il margine di errore attraverso il sistema MyOwn presente presso alcuni rivenditori autorizzati, che si basa sull’analisi di una serie di parametri:

  • Ampiezza delle ossa ischiatiche, che come ormai sapete guida la scelta della larghezza della sella. A tal proposito, Massimo Iafisco, biomeccanico con cui spesso collaboriamo, ci ha fatto notare che la forma della sella incide anche su questo. A parità di larghezza, su una sella round l’appoggio “reale” sarà probabilmente qualche mm più stretto rispetto ad una piatta, poiché i bordi sono più svasati. E, in generale, in base alla forma della sella la zona ischiatica avrà un appoggio diverso che cambia il feeling in bici.
  • Angolo di rotazione del bacino, di cui abbiamo parlato al punto precedente, che gioca un ruolo importante nella scelta della forma della sella, tra tonda, semi-tonda o piatta.
  • Tipologia di ciclista e attività svolta: pedalare su strada o in mtb per 5.000 o 20.000 km l’anno non è la stessa cosa, così come possono essere diverse le esigenze di un ciclista molto magro, da uno più pesante, con quest’ultimo che, in linea teorica, potrebbe avere maggiore stabilità in sella e gradire un’imbottitura più generosa.

A tutti questi aspetti c’è sempre da aggiungere il feeling personale, perché non è detto che due persone con caratteristiche fisiche simili si trovino per forza bene con una sella identica. 
Per andare ancora più in profondità sarebbe opportuno sottoporsi ad una valutazione biomeccanica, meglio ancora se con uno strumento di analisi della pressione in sella, sul modello del sistema Prologo Pressure Map (immagini in basso). 
Un’analisi dinamica di questo tipo riduce al minimo il margine d’errore, anche se la possibilità di provare la sella su strada rimane ancora un fattore determinante nella scelta.

Cosa scelgono i Pro’

I professionisti, in genere, hanno una buona capacità di rotazione del bacino e quindi potrebbero tranquillamente utilizzare selle piatte. Tuttavia, Prologo ci ha spiegato che sono sempre più numerosi gli atleti che si orientano su selle tonde o semi-tonde, a testimonianza che sulla scelta continua a giocare un ruolo chiave la componente soggettiva. Nel complesso le selle round e semi-round non hanno particolari controindicazioni e forniscono un extra supporto utile soprattutto sulle lunghe distanze. 

È per questo motivo che i modelli più utilizzati dai professionisti che hanno come partner tecnico Prologo sono la Scratch M5 e la Nago R4. 

Pogačar, che utilizzava Prologo fino allo scorso anno, per diverso tempo ha pedalato sulla Scratch da 147 mm per poi passare alla Nago R4 da 147 mm.
Vingegaard, che insieme al Team Visma | Lease a Bike ha iniziato a utilizzare selle Prologo da questa stagione, ha scelto una Scratch M5.

L’orientamento dei Pro’ verso questi due modelli è dovuto anche ad un altro fattore: si tratta di due selle che Prologo considera da “endurance”, con forma a T e centro anatomico arretrato (soprattutto se paragonate ad un modello come la Dimension). Queste caratteristiche permettono una buona libertà di movimento (utile quando si sta in bici tante ore) e anche di pedalare in modo piuttosto confortevole quando ci si sposta in punta durante gli sforzi massimali.

In ogni caso non sono pochi i professionisti che hanno scelto la Dimension, dunque una sella piatta e corta, mentre Van Aert è uno dei pochissimi ad aver scelto la Zero (piatta e lunga), non tanto per la sua forma flat, quanto perché preferisce ancora pedalare su una sella lunga. Si tratta di un modello che aveva già utilizzato in passato e che probabilmente, anche per il feeling che gli trasmette nel ciclocross, non ha voluto cambiare. 

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Foto facebook.com/Prologo.Official

Per maggiori informazioni sulle selle Prologo: prologo.it

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Sull'autore
Nicola Checcarelli

Passione infinita per la bici da strada. Il nostro claim rappresenta perfettamente il mio amore per le due ruote e, in particolare, per la bici da corsa. Ho iniziato a pedalare da bambino e non ho più smesso. Ho avuto la fortuna di fare della bici il mio lavoro, ricoprendo vari ruoli in testate di settore, in Regione Umbria per la promozione del turismo in bici, in negozi specializzati. Con BiciDaStrada.it voglio trasmettervi tutta la mia passione per le due ruote.

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