

Evenepoel, Pogačar e Del Toro (anche se il messicano in realtà è arrivato staccato di 6 secondi) hanno fatto segnare il nuovo record del Plateau de Solaison, migliorando di quasi un minuto il tempo ottenuto da Del Toro lo scorso giugno al Tour Auvergne-Rhône-Alpes (e di quasi 2:30 il tempo di Roglic e Vingegaard del 2022).

I 3 hanno abbattuto la fatidica soglia dei 1.900 m/h di VAM su un’ascesa superiore ai 30’, il tutto in una tappa con 4.000 metri di dislivello corsa a quasi 42 km/h di media.
Senza contare che, almeno dalle immagini TV, l’impressione è che Tadej avrebbe potuto limare ancora diversi secondi.
I dati del Plateau de Solaison: una salita che si presta ai “record”
Nel nostro articolo di presentazione della tappa avevamo anticipato la possibilità di vedere numeri da record, perché il Plateau de Solaison è un “palcoscenico ideale” per prestazioni eccezionali.
Intendiamoci, il merito è sempre dei corridori, ma alcune salite si prestano meglio di altre per lunghezza, pendenza e quota.
Nello specifico, il Plateau de Solaison è ripido, ma piuttosto regolare. La pendenza del 9% aiuta a far registrare VAM altissime, ma allo stesso tempo, almeno nel ciclismo moderno, permette ancora di fare velocità.
Inoltre, la salita inizia a soli 482 metri e si conclude a 1.508, una quota elevata, ma non estrema. Da un lato i corridori possono soffrire maggiormente il caldo, ma dall'altro risentono solo in minima parte della rarefazione dell’aria che si trova a quote più elevate e che limita le prestazioni.

Nuovo record del Plateau de Solaison: VAM da record
Il tempo di scalata varia leggermente in base al punto di inizio e fine cronometraggio.
Stesso discorso vale per i numerosi segmenti Strava che si trovano sul Plateau de Solaison.
Al netto di qualche secondo di differenza, però, tutti i segmenti mostrano un incredibile valore di VAM, superiore ai 1.900 m/h su circa 32 minuti. Chi va in bici ed è appassionato di numeri, sa quanto è eccezionale questo dato...
Prendendo come riferimento il segmento che vedete in basso e che trovate QUI, il tempo è di 32:04, con una velocità media di 21,2 km/h e una VAM di 1.908 m/h.


VAM è acronimo di velocità ascensionale media, ovvero il dislivello che un ciclista è potenzialmente in grado di coprire in un’ora. In questo articolo ne abbiamo parlato più nel dettaglio e abbiamo spiegato da cosa è influenzata.
Per rendere l’idea, Pantani sull'Alpe d'Huez 1995 fece registrare una VAM di circa 1.850 m/h.
10 anni fa, ai tempi di Froome, per vincere il Tour serviva scalare le grandi salite (oltre 25-30’ di ascesa) a circa 1.700-1.750 m/h.
Con l’arrivo di Pogačar il valore è salito oltre i 1.800 m/h. Il nuovo record del Plateau de Solaison ha visto ben 3 corridori rompere la soglia dei 1.900 m/h. Se Tadej non avesse aspettato Del Toro, probabilmente, sarebbe andato ancora oltre. Di questo passo arriveremo a 2.000 m/h. Sembra fantascienza, ma tant'è...

In anni recenti l’unica prestazione paragonabile è stata, manco a dirlo, quella di Pogačar a Plateau de Beille 2024, con 1.885 m/h su 39:44”, che già all’epoca definimmo mostruosa.
Non abbiamo i dati di potenza, ma per ottenere prestazioni simili la stima (molto realistica) è intorno 7 watt/kg per più di 30 minuti…
Qui la classifica completa della tappa: letour.fr/en/rankings
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Sull'autore
Nicola Checcarelli
Passione infinita per la bici da strada. Il nostro claim rappresenta perfettamente il mio amore per le due ruote e, in particolare, per la bici da corsa. Ho iniziato a pedalare da bambino e non ho più smesso. Ho avuto la fortuna di fare della bici il mio lavoro, ricoprendo vari ruoli in testate di settore, in Regione Umbria per la promozione del turismo in bici, in negozi specializzati. Con BiciDaStrada.it voglio trasmettervi tutta la mia passione per le due ruote.




