

Il casco dei campioni a un prezzo più accessibile. A poco più di un anno di distanza dal lancio del Trenta 3K Carbon, indossato da Pogačar in occasione della vittoria mondiale di Kigali, arriva il nuovo MET Trenta 2.

Si tratta della seconda generazione del casco ventilato visto per la prima volta nel 2018 in occasione dei 30 anni di attività dell'azienda di Talamona (SO), da sempre sponsor dell'UAE Team Emirates XRG.
In gamma si colloca subito sotto il Trenta 3K anche se ha poco da farsi invidiare.
Una costruzione tradizionale, unita al sistema di protezione Mips, plasma un casco che a livello estetico è molto simile alla proposta d'alta gamma.
Il peso, identico (260 gr, tg M), e il prezzo (100 euro in meno rispetto al Trenta 3K), configurano un connubio che merita attenzione.

Nuovo MET Trenta 2: com'è fatto
"Designed around airflow", progettato attorno al flusso d'aria).
È questo il biglietto da visita di MET per introdurre il casco destinato ad un utilizzo strada, gravel e Mtb XC.
Il MET Trenta 2 fa tesoro delle osservazioni maturate nel Tube, la galleria del vento presente nello stabilimento di Talamona, attorno al Trenta 3K e unisce il tutto ad una costruzione più semplificata e tradizionale.


La calotta in polistirene espanso sinterizzato (EPS) a doppia densità è unita al guscio in policarbonato che ricopre tutta la superficie esterna attraverso la tecnica di stampaggio In-Mould.

La nuova sagoma, forte di sei canali, è stata studiata per aumentare lo spazio tra testa e calotta lungo tutta la superficie del cranio. Obiettivo: agevolare il passaggio del flusso d'aria incentivando ventilazione e dissipazione del calore.

In tal senso l'aumento delle prese d'aria gioca un ruolo fondamentale: si passa da 19 (Trenta 2018) a 24 fori.

All'altezza del frontalino, MET ha mantenuto la porta per l'alloggiamento degli occhiali.

Aggiornato allo standard Mips più recente e leggero (Air Node Pro), il sistema che riduce il movimento rotazionale trasmesso alla testa in caso d'impatto.
Lo strato a basso attrito ora è integrato alla base dell'imbottitura in Coolmax lavabile che a sua volta è assicurata alla calotta tramite nodi a velcro.
In caso d'impatti obliqui i nodi si staccano localmente e l’imbottitura può scorrere, riducendo così il movimento rotazionale della testa.

Confermato il sistema di regolazione verticale e occipitale Safe-T Orbital, che apre e chiude l'anello "spalmato" lungo tutta la circonferenza del cranio, così come i cinturini Air Lite con snodi sotto orecchio regolabili e la fibbia a scatto.


Nuovo MET Trenta 2: colori, taglie, pesi e prezzi
Il Trenta 2 è disponibile in quattro opzioni colore: Black, Grey, Red e White (foto di questo articolo).



Tre in tutto le taglie disponibili: S, M e L.
Il peso dichiarato in taglia M eguaglia quello del Trenta 3K Carbon usato dall'UAE Team Emirates XRG: 260 gr.

Sulla nostra bilancia il nuovo MET Trenta 2 in tg M pesa 261 gr.
Il casco è, ovviamente, omologato CE EN 1078 (Europa e mondo) e CPSC (Stati Uniti) e in confezione viene accompagnato da un sacchetto in microfibra.

Due gli accessori disponibili a parte:
- - luce posteriore USB Led Light, da applicare sul sistema di regolazione Safe-T Orbital per una maggiore visibilità;
- - imbottitura frontale Dual Gel.
Il nuovo MET Trenta 2 è stato disegnato e sviluppato a Talamona con produzione in Cina che localmente viene monitorata da tecnici MET.

Prezzo
Il casco costa esattamente 100 euro in meno rispetto al Trenta 3K Carbon pur replicandone sagoma, numero delle prese d'aria e le principali tecnologie. Comparativa tra i due caschi in arrivo nelle prossime settimane...
MET Trenta 2: 300 euro

Per maggiori informazioni: met-helmets.com/it
QUI tutte le news e gli approfondimenti sulle novità 2027.
Nell'articolo qui sotto tutti i dettagli del Trenta 3K Carbon usato da Pogačar e dall'UAE Team Emirates.
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Sull'autore
Giovanni Bettini
"I poveri sono matti" diceva Zavattini. Anche i ciclisti oserei dire. Sono diventato "pazzo" guardando Marco Pantani al Tour de France 1997 anche se a dire il vero qualcosa dentro si era già mosso con la mitica tappa di Chiappucci al Sestriere. Prima le gare poi le esperienze in alcune aziende del settore e le collaborazioni con le testate specializzate. La bici da strada è passione. E attenzione: passione deriva dal greco pathos, sofferenza e grande emozione.





