

In Cina è in vendita da qualche giorno. La quarta generazione Pardus Spark Evo si era fatta notare già a gennaio per via di alcune foto trapelate sui canali social di alcuni ciclisti della formazione Continental China Anta-Mentech Cycling Team.

La nuova Spark, secondo quanto riferito dal marchio cinese (vedi immagine sotto), potrebbe arrivare presto anche in Italia. E sempre in Italia Pardus avrebbe intenzione di mettere radici per iniziare a conquistarsi la sua fetta di attenzione all'interno del mercato europeo.

Nuova Pardus Spark Evo Gen. 4: com'è fatta
Le forme non tradiscono le aspettative: siamo di fronte ad una bici aero votata alla competizione.

Alla base di questo progetto c'è un'azienda solida, Taishan Sports Industry Group, il più grande fornitore integrato di attrezzature sportive al mondo già partner di sei edizioni dei Giochi Olimpici.
Il gruppo, attraverso una delle sue sei sussidiarie (Taishan Ruibao Composite Material Co., Ltd), ha il pieno controllo della filiera. La capacità produttiva è pari a 200.000 bici in carbonio/anno e conta su una forza lavoro di 1.200 dipendenti.

Il nuovo telaio
La nuova piattaforma viene declinata in sette taglie dalla XXS alla XXL che descrivono un assetto "lungo e basso" che oggi non è più così facile da rintracciare.
Il rapporto stack to reach in taglia M è pari a 1,38 una quota che inizia ad essere "aggressiva".

Il telaio prevede un mix di fibra di carbonio Torayca T800 all'86% associata al composito ad altro modulo M40 laminato attorno a vesciche in EPS (polistirene espanso sinterizzato), una tecnica produttiva consolidata per l'alto di gamma.
Il telaio verniciato, in taglia M, pesa 950 gr.

La forcella, invece, pesa 370/400 gr e presenta un'avancorsa pari a 57 su ogni taglia.
E proprio la forcella incarna una delle caratteristiche distintive della Pardus Spark Evo Gen. 4 che propone un'integrazione con il tubo di sterzo del telaio che ricorda molto lo standard della Cervélo S5.

La lunghezza del carro posteriore poi è stata ridotta di 5 mm (da 410 a 405 mm) e viene compensata da un reach che influenza la lunghezza dell'interesse che di conseguenza gioca a favore della stabilità.
Cambia anche l'innesto dei foderi alti del carro sul tubo piantone.
A completare la configurazione, il reggisella a testa dritta (0 offset), il movimento centrale T47 e il forcellino che non prevede lo standard UDH.
Secondo quanto dichiarato da Pardus, proprio la laminazione attorno alla scatola del movimento e l'innesto dei foderi contribuire in maniera determinante all'aumento della resa complessiva della struttura: più rigida del 7% rispetto alla generazione precedente.


Manubrio SPKG4 Evo
Il nuovo telaio porta con sé anche un nuovo manubrio che viene declinato in due versioni differenti per via dello stack.
Le lunghezze dell'attacco variano da 100 a 160 mm (con incrementi di 10 mm) con una larghezza a livello delle leve che si assesta a 380 mm. 421,5 mm la distranza centro-centro a fine piega.
Drop: 125,5 mm
Reach: 82 mm

Il prezzo? Potrebbe essere dirompente
Ad oggi Pardus non ha comunicato un listino dedicato al mercato europeo.
Tuttavia la bici in Cina allestita con gruppo Shimano Dura-Ace, ruote proprietarie con raggi in carbonio MVMT M-Gold R50, sella Selle Italia SLR 3D Carbon e pneumatici Michelin Power Cup costa 59999 yuan: al cambio 7.550 euro circa.


La versione dotata di gruppo Shimano Ultegra costa invece 39.999 yuan: poco più di 5.000 euro.
I pesi delle bici complete oscillano tra i 7,5 e gli 8 kg.


Il kit telaio completo di manubrio e reggisella si assesta a 19999 yuan: 2.500 euro circa.
A catalogo sono quattro in tutto le opzioni colore con diverse versioni speciali dedicate ai team sponsorizzati (China Anta-Mentech Cycling Team, Huansheng-Vonoa-Taishan Sport Team, Tufo Pardus Prostějov, St George Continental Cycling Team).








Per maggiori informazioni: parduscycle.com
Foto: cyclistshub.com / bicycledubai
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Sull'autore
Giovanni Bettini
"I poveri sono matti" diceva Zavattini. Anche i ciclisti oserei dire. Sono diventato "pazzo" guardando Marco Pantani al Tour de France 1997 anche se a dire il vero qualcosa dentro si era già mosso con la mitica tappa di Chiappucci al Sestriere. Prima le gare poi le esperienze in alcune aziende del settore e le collaborazioni con le testate specializzate. La bici da strada è passione. E attenzione: passione deriva dal greco pathos, sofferenza e grande emozione.




