Nuova Gusto GTR: si alza il livello, ma non il prezzo

Giovanni Bettini
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Nuova Gusto GTR: si alza il livello, ma non il prezzo

Giovanni Bettini
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Il marchio taiwanese fondato nel 2011 dopo aver inaugurato la sede europea ad inizio agosto in quel di Naklo (Slovenia) annuncia un'altra importante novità: la Gusto GTR.

Gusto GTR

Si tratta di una piattaforma tuttofare (o all-round) non estrema che intende delineare un punto d'incontro tra prestazioni, comfort e maneggevolezza.

Il modello va ad affiancare in gamma la ben nota Cobra Evo e la Duro Evo mettendo a segno un cambio di passo non indifferente sotto l'aspetto tecnico.
Un esempio? Per la prima volta viene proposto un allestimento d'alta gamma con gruppo Shimano Dura-Ace R9200 Di2...

Gusto GTR: stessa sostanza con diversi aggiornamenti

La costruzione vede l'impiego di fibra di carbonio giapponese dotata di rivestimento interno Innegra Latex Composite (I.L.C.).

Questo tessuto di polipropilene ad alto peso molecolare utilizzato come contribuisce a dissipare le vibrazioni aumentando al tempo stesso la resistenza complessiva della struttura.

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Una tecnologia brevettata che viene riproposta anche sulla GTR come le sei taglie che seguono il tradizionale sviluppo di casa Gusto: XS, S, M, ML, L, XL.

Rispetto alla Cobra il marchio taiwanese ha operato alcuni ritocchi a livello di geometrie.
Se prendiamo come riferimento la taglia M:

  • - + 10 mm di stack rispetto alla Cobra Evo;
  • - + 3 mm di reach (rapporto stack-to-reach 1.45);
  • - + 1° per l'angolo piantone (il ciclista è più spostato verso l'anteriore);
  • - - 1° per l'angolo di sterzo (angolo più aperto per uno sterzo più progressivo);
  • - + 4 mm per il carro posteriore;
  • - + 20 mm a livello d'interasse (maggior stabilità in particolare alle alte velocità);
  • - + 4 mm a livello di BB Drop (movimento centrale spostato più in basso).
Gusto GTR

Insomma un quadro generale che delinea un assetto bilanciato e meno aggressivo rispetto alla Cobra Evo. Una messa in sella che unisce alcuni parametri delle bici endurance a un'impostazione più corsaiola. Un approccio simile l'avevamo rilevato anche in occasione del test della Colnago V5Rs.

Il design spicca rispetto alle precedenti piattaforme.
Le linee aero, le sezioni a coda tronca, l'innesto dei foderi alti del carro avvicinano la nuova Gusto GTR ad altri progetti della concorrenza occidentale.

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Gusto GTR: 4 novità oltre il telaio

Rinnovato il manubrio integrato sempre griffato Attaque (marchio proprietario Gusto) ora dotato di un'angolo d'apertura (flare) pari a 4°. Drop 130 mm, reach 74 mm.

Gusto GTR

L'attacco manubrio è più corposo mentre la barra superiore dritta adotta un profilo alare.

Il supporto ciclocomputer dedicato è in grado di ospitare unità Garmin, Bryton, Wahoo ed è dotato di un attacco tipo GoPro.

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Arriva poi il perno passate chiuso a livello della forcella anteriore che presenta un arco più abbondante che rivela un ulteriore aggiornamento per quanto riguarda i passaggi ruota.

La nuova Gusto GTR è in grado di ospitare coperture più larghe max 700x32c (700x28c la misura massima consentita su Cobra Evo).

A livello del retrotreno c'è l'innesto del nuovo forcellino UDH (Universal Derailleur Hanger).

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Gusto GTR: allestimenti, pesi e prezzi

Un'ulteriore novità, come indicato in apertura, è la proposta dell'allestimento d'alta gamma GTR Max che propone gruppo Dura-Ace R9200 Di2 abbinato alle ruote proprietarie Attaque 50 con cerchio in fibra di carbonio, canale interno da 21 mm e raggi tradizionali.

Ci sono poi altre quattro proposte: GTR Pro Legend, GTR Pro TE, GTR Sport Legend, GTR Sport TE.

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Quattro in tutto le opzioni colore.
La tonalità Flux Orange spicca per via dei motivi geometrici che mettono in risalto la verniciatura ANP (Aurora Nano Painting): una texture metallizzata che esibisce un leggero effetto iridescente.

La garanzia è a vita per il primo proprietario.
La bicicletta è omologata UCI.

Gusto GTR

Nella tabella di seguito tutte le specifiche pesi e prezzi inclusi.

Per maggiori informazioni: gustobike.it

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Sull'autore
Giovanni Bettini

"I poveri sono matti" diceva Zavattini. Anche i ciclisti oserei dire. Sono diventato "pazzo" guardando Marco Pantani al Tour de France 1997 anche se a dire il vero qualcosa dentro si era già mosso con la mitica tappa di Chiappucci al Sestriere. Prima le gare poi le esperienze in alcune aziende del settore e le collaborazioni con le testate specializzate. La bici da strada è passione. E attenzione: passione deriva dal greco pathos, sofferenza e grande emozione.

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