

Qualche settimana fa vi avevamo parlato del manubrio Flitedeck (QUI la nostra news) che integra nella barra superiore tutte le funzionalità di un classico ciclocomputer e oltre.
L'omonima azienda tedesca, fondata da Sabrina Fischer e Matthias Huber (foto sotto) a marzo dello scorso anno, ha dato il via ai preordini diffondendo qualche dettaglio in più riguardo questa novità.
Il progetto dopo tre anni esatti di incubazione ora diventa reale.

Ve lo diciamo subito: si tratta di una soluzione non del tutto a buon mercato che al tempo stesso però apre le porte ad una visione senza precedenti.
Il manubrio dedicato alle bici da strada come un supervolante di un'auto da competizione. Il ciclista come un pilota del Motosport.

Sabrina e Matthias, non a caso, hanno condensato in questo progetto indipendente le loro conoscenze nell'ambito dell'ingegneria meccanica ed elettronica maturate in anni di lavoro per le divisioni racing di noti marchi dell'automotive: BMW M, Porsche, fino alle auto elettriche da competizione a guida autonoma.
Sullo sfondo il ciclismo e la bicicletta come grande passione. Da questo quadro nasce il manubrio Flitedeck.
Le indiscrezioni dicono che questa soluzione verrà adottata nel prossimo futuro da un noto marchio di bici attivo nel World Tour.
Nel mentre andiamo a fondo.
Flitedeck: com'è costruito, cosa offre?
Il manubrio, sviluppato e costruito in Germania, prevede la classica costruzione integrata in fibra di carbonio.
Le specifiche di drop e reach (124 mm e 84 mm) rimandano a componenti non di recente concezione mentre l'angolo esterno (flare) pari a 6° ricalca già proposte più attuali.

Il cuore del manubrio Flitedeck è senza dubbio la porzione superiore brevettata che ospita uno schermo touchscreen la cui area massima è pari a 180x70 mm.
Ogni campo, ovviamente, è personalizzabile.

Il sistema viene ricaricato attraverso la classica porta USB-C, garantisce un'attività di 20-30 ore a seconda dell'uso ed è compatibile con tutti i gruppi elettromeccanici in commercio e i dispositivi iOS e Android.
Grazie ai protocolli di connettività Bluetooth, ANT+, Wi-Fi e 5G è possibile abbinare diversi sensori (frequenza cardiaca, misuratore di potenza, cadenza, etc.) e sincronizzare i dati con tutte le principali app dedicate al ciclismo e al fitness.
La classe di protezione è IP68, uno standard che prevede l'immersione del componente per 24 ore alla profondità di un metro.

Il software proprietario integra in un'unica piattaforma:
- - navigatore GPS,
- - funzionalità ciclocomputer,
- - SIM virtuale (o eSIM),
- - allarme antifurto,
- - luce anteriore StVZO,
- - campanello,
- - e le opzioni di connettività già citate in precedenza.
Attraverso la Flitedeck app sarà possibile aggiornare il sistema operativo e configurare ogni campo dello schermo.


Manubrio Flitedeck: misure, peso e prezzo
24 le misure disponibili dichiarate dall'azienda anche se ad oggi il preordine dà accesso a 12 combinazioni che riportiamo qui sotto.

Il manubrio pesa 800 gr.
La politica commerciale per questo primo round di prevendita in regime di finanziamento collettivo (o crowdfunding) prevede tre fasce di prezzo con pagamento dell'intero importo o deposito del 50%.
- - 1.599 euro (offerta Early Bird) per i primi 1.000 pezzi o fino al 1 marzo 2025.
- - 1.899 euro (offerta CyclingSina Fan Edition), 30 pezzi fino al 1 marzo, con possibilità di fissare una sessione tutorial in videoconferenza di 60' con Sabrina Fischer oltre alla possibilità di ricevere il manubrio autografato (su richiesta) e il calendario 2026.
- - 3.299 euro (offerta Early Bird TailorMade), 20 pezzi fino al 1 marzo con possibilità di personalizzare ogni dettaglio estetico del manubrio.
Flitedeck ha nel ruolino di marcia altri due round di prevendita che terminerà ufficialmente il 31-10-2025.

Oltre a questo c'è la possibilità di entrare a far parte del Founders Circle attraverso una donazione diretta (min. 10 euro) che trasformerà ogni appassionato in un beta tester dell'azienda che presto metterà radici a Monaco di Baviera.
Sarà un punto di svolta per l'alta gamma?

Per maggiori informazioni: flite.bike
QUI tutte le nostre news e gli approfondimenti sulle novità 2025.
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Sull'autore
Giovanni Bettini
"I poveri sono matti" diceva Zavattini. Anche i ciclisti oserei dire. Sono diventato "pazzo" guardando Marco Pantani al Tour de France 1997 anche se a dire il vero qualcosa dentro si era già mosso con la mitica tappa di Chiappucci al Sestriere. Prima le gare poi le esperienze in alcune aziende del settore e le collaborazioni con le testate specializzate. La bici da strada è passione. E attenzione: passione deriva dal greco pathos, sofferenza e grande emozione.




