Remco Evenepoel è campione del mondo e con la maglia iridata mette la ciliegina sulla torta ad una stagione straordinaria.
Liegi, San Sebastian, Vuelta e Mondiale.
A soli 22 anni…

Era tra i favoriti, non tra i favoritissimi.
Ma ha dimostrato di essere il più forte. E anche il più attento e sveglio.
Nonostante la giovane età. Nonostante abbia iniziato a correre più tardi degli altri.

E’ stato lesto ad entrare nell’azione decisiva a 75 km dall’arrivo.
E’ vero, mancava ancora tanto, ma gli altri big dov’erano? Se vuoi vincere il mondiale lì ci devi essere… Sennò vuol dire che non hai gambe. O non hai la cattiveria e la concentrazione giusta.
E diciamo la verità, anche un azzurro in più ci sarebbe stato bene in quel gruppone.

Tra i fuggitivi era il più forte e tutti si aspettavano quell’azione.
La sua azione: attacco a 35 km dall’arrivo e poi via a tutta fino all’arrivo.

Un attacco prevedibile, ma alla fine nessuno ha avuto la forza di tenerlo. C’ha provato Lutsenko, ma Evenepoel lo ha staccato da davanti sul tratto duro della salita ed è arrivato al traguardo con più di 2 minuti sul gruppo, regolato da Laporte su Matthews.
Ultimo giro fatto a più di 45 km/h di media, così per gradire.
Chapeau Remco, fai sembrare facili le cose difficili…

Foto facebook.com/UnionCyclisteInternationale

E i nostri azzurri?

Non partivamo con i favori del pronostico e abbiamo corso come era giusto: non da protagonisti assoluti, ma di rimessa.
Battistella era nella fuga da lontano.
Rota si era trovato a giocarsi una medaglia all’ultimo chilometro, visto che era il più veloce tra gli inseguitori. Un bottino per cui avremmo firmato prima della partenza.
Tutto bello, fino a 500 metri dall’arrivo, quando i 4 inseguitori di Evenepoel si sono guardati troppo, permettendo il rientro del gruppo.
Peccato davvero.
Trentin (5°) in volata ci è andato vicino, ma c’erano troppe ruote più veloci di lui.

Si poteva fare di più?
Probabilmente sì, mettendo Bettiol o Trentin (o tutti e due) nel gruppo di Evenepoel.
Il momento decisivo della corsa è stato quello.
Forse hanno perso l’attimo, forse hanno preferito marcare Van Aert e Pogacar, forse non c’erano le gambe giuste…

Foto facebook.com/UAETEAMEMIRATES

La questione Van der Poel

Era uno dei favoriti e invece si è fermato dopo 35 km.
Tutti avrete letto le notizie arrivate nel primo mattino.
Portato in commissariato durante la notte per aver discusso animatamente con un gruppo di ragazzini che non lo stava facendo dormire, bussando di continuo alla sua porta.
E’ stato rilasciato alle 4 del mattino, senza gambe e testa per poter correre.

Tutto è ancora poco chiaro, dunque aspettiamo di avere qualche notizia in più.
Sicuramente una faccenda che potrebbe costare cara all’olandese…

Foto d’apertura facebook.com/quickstepalphavinyl – Getty Sport